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Umile valvola di sfogo di un Gonzo dal delirio quotidiano di questo folle mondo. Deliri, follie e sogni di un povero stronzo curioso.

Taccuino di un Gonzo
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Turgidi risvegli

Ritorno a scrivere mentre la fuori piove come se non ci fosse un domani e il sole sparisce, beffardo, dietro ad una coltre di nuvole cariche d’odio. Come se Dio avesse trovato la vergine Maria a letto con qualcun altro, intenta a farsi deflorare quella santissima vagina.

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Sunset Madness

E passa così un altro giorno in questo mondo di lupi, di idealisti senz’anima che vanno troppo di fretta per incrociare il tuo sguardo quando li incontri per strada. Le tenebre iniziano a prendere il sopravvento anche qui nella città della Mole e il sole sparisce per dare il buongiorno all’altra parte di questo mondo ovattato dalla sterilità dell’essere.

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Blank Madness

Stanco ancora dalla sera prima. Gli occhi impiastricciati di illusioni, sogni e fumo di sigarette. La testa pesante che galleggia in una dimensione tutta sua. Troppo pesante da essere tenuta tra le mani, troppo distratta da rimanere tra le severe recinzioni della mente. Guardo la sveglia con sincero risentimento mentre lei, beffarda, mi informa che ormai è ancora presto ma nello stesso tempo troppo tardi anche soltanto per abbozzare la sceneggiatura di un qualsivoglia sogno.

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La tauromachia delle mie paure

Il caldo, grande protagonista di queste afose nottate di metà luglio. Sempre il caldo. Causa di violente penniche che allentano la pressione sulla routine quotidiana che, almeno in estate, risulta essere leggermente più clemente rispetto a quella del resto dell’anno. Ho giusto il tempo di smettere di sudare. Piombo in un nanosecondo dalla rovente realtà in uno stato catatonico dal quale non posso e non voglio svegliarmi. Tento il solito trucco. Chiamo a rapporto la mia mente. Mi impongo di muovere il braccio destro. Ma il corpo non risponde.

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Pensieri

Mi affaccio sulla finestra del mondo. Gente che corre, impaurita. Altra gente accatastata l’una accanto all’altra. Figlie dello stesso trucido destino. Negli occhi il terrore. La voce rotta di chi vorrebbe dire qualcosa ma non ha più spiegazioni logiche da dare a follie senza giustificazioni. Altra gente corre sulle proprie gambe, con la speranza di raggiungere quella libertà che sa di sicurezza. Di giustizia. Di qualcosa che possa portare via da tutta quella follia che macchia la tranquillità di una società che sta implodendo su se stessa.

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Unconfortable respectability

Sorseggio la mia birra ghiacciata con una svogliata percezione della realtà del mondo che mi circonda. Mentre regno sul mio trono fatto di legno e acciaio osservo l’eco luminoso di un sole pronto ad andare a svegliare l’altra parte del mondo e liberarla così dal sacro torpore delle tenebre.