Dynasty, la band funk che ha incendiato il groove
Sfreccio per le assolate strade di Nevrotic Town (o Torino, se siete appassionati di tennis) a bordo della mia fedele Great Point Blue Shark.
Hustler: la storia nuda dell’America
Raccontare Hustler significa immergere la testa di chi legge dentro una piscina di cloroformio, sudore, politica e seghe mal fatte. Significa annusare l’America nella sua forma p
Da Compoton al mondo: la storia di Dr. Dre
C’è un momento, in ogni storia americana, in cui il caos si fa ritmo. Dr. Dre, al secolo Andre Romelle Young nato nel 1965 a Compton, California, è quell’attimo eterno.
Verdena: la provincia che urla in delay
C’è chi dice che il rock in Italia sia morto con gli anni Ottanta e poi ci sono i Verdena, che negli anni Novanta sono arrivati a prenderlo a schiaffi nel volto, svegliandolo da
Editoriale Gonzo: Catania e la Ferita Aperta che Non Vuole Guarire
Scrivere di Catania, come ho già fatto nel mio precedente articolo, significa immergere le mani in una ferita ancora fresca che non accenna a rimarginarsi. Le Ciminiere non sono s
Editoriale Gonzo: Catania brucia, storia di un rogo culturale
Non sono il tipo da confessioni pubbliche. Ma oggi, amici miei, mi tocca. Mentre scrivo sono profondamente amareggiato dall'indifferenza e dal presappochismo generale che si respir
Charlie Sheen, storia di un re del caos
Era inevitabile. Prima o poi avrei dovuto scriverlo, questo articolo. Charlie Sheen non è solo un attore: è un esperimento sociale scappato dal laboratorio di dio.
Vincenzo Mollica: il volto gentile del giornalismo italiano
Scrivere di Vincenzo Mollica significa confrontarsi con una figura che ha fatto della professionalità discreta e del garbo fuori dalle righe e dalla carta la sua cifra stilistica.
Augusto Martelli, il genio dimenticato della musica italiana
Ci sono figure che attraversano la storia come comete: non chiedono il permesso, bruciano nel cielo per un po’ e poi scompaiono, lasciandosi dietro un’eco. Augusto Martelli era
Ferrari Testarossa, il tuono su quattro ruote
C’era un tempo in cui il rombo di un motore poteva cambiare la percezione della realtà. Non c’era silenzio, non c’erano algoritmi a decidere i sogni: c’erano i cilindri.
