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Jackie Brown, l’omaggio di Quentin Tarantino alla Blaxploitation

Nel 1971 fece la sua comparsa nei cinema americani il film Sweet Sweetback‘s Baadasssss Song, film indipendente prodotto, diretto e sceneggiato dal regista e produttore americano Melvin Van Peebles che fu un grande successo di pubblico. La pellicola segnò uno spartiacque importante per la storia del cinema, decretando la nascita della cosiddetta blaxploitation (nome nato dalla fusione dei termini black e exploitation, ovvero sfruttamento), sottogenere che ebbe modo di dare una forma di intrattenimento rivolta al pubblico afroamericano che finalmente aveva personaggi e storie nelle quali potersi immedesimare. In breve tempo furono diverse le pellicole di questo filone ad avere successo, facendo si che anche i suoi attori ed attrici potessero diventare le nuove divinità pagane di uno strato sociale al quale non si dava la giusta attenzione.

Il trailer di Sweet Sweetback’s Baadasssss Song, il film che decretò la nascitadella Blaxploitation

Un regista particolarmente attento ai dettagli e alla citazione cinematografica come Quentin Tarantino non poteva non omaggiare uno dei periodi più importanti della storia del cinema. Come nel suo stile unico ed inconfondibile lo ha fatto con Jackie Brown, pellicola del 1997 tratta dal romanzo Rum Punch dello scrittore Elmore Leonard. La pellicola vede protagonista Jackie Brown, hostess quarantenne che arrotonda il suo stipendio contrabbandando denaro per il trafficante d’armi Ordell Robbie. Quest’ultimo riceve una telefonata da Beaumont Livingstone, piccolo spacciatore alle sue dipendenze, che lo informa di essere stato arrestato e che gli chiede di pagare la sua cauzione, Ordell si rivolge quindi a Max Cherry, garante di cauzioni, il quale fa da tramite tra il trafficante d’armi e Beaumont per pagare la cauzione affinché quest’ultimo venga liberato.

Pam Grier nei panni di Jackie Brown. La bellissima attrice afroamericana è stata protagonista di diverse pellicole della Balxploitaton e fortemente voluta da Tarantino per questa parte

Beaumont verrà in seguito ucciso da Ordell, in quanto colpevole di aver parlato con la polizia dei suoi traffici illeciti. Qualche giorno dopo Jackie Brown viene intercettata da due agenti dell’FBI e dell’ATF i quali trovano nella sua borsa un ingente somma di denaro e una busta di cocaina. I due agenti rivelano alla hostess di aver ricevuto la soffiata da Beaumont e, una volta condotta la donna alla centrale di polizia, cercano di farla collaborare. Jackie si riifiuta e finisce in carcere per poi essere tirata fuori da Ordell il quale paga la sua cauzione sempre tramite Max, il quale il giorno dopo la va a prendere il carcere.

Robert Forster interpreta lo scaltro personaggio di Max Cherry, probabilmente uno dei ruoli più memorabili dell’attore

In seguito ad una frugale cena insieme, Jackie si confida con Max, instaurando con quest’ultimo un rapporto di sfiducia. Ordell tenta di uccidere anche Jackie, la quale intuisce le intenzioni di quest’ultimo e si fa trovare preparata minacciandolo con la pistola che qualche ora prima ha sottratto dal cruscotto dell’auto di Max. Il giorno dopo quest’ultimo va da lei, chiedendole spiegazioni sul perché le abbia rubato l’arma e ben presto si rende conto che la donna, desiderosa solo di riuscire a poter avere un piano migliore per il proprio futuro, si è invischiata in un affare dal quale non può esimersi di aiutarla ad uscire. Jackie Brown è molto probabilmente uno dei film più sottovalutati e meno conosciuti della cinematografia di Quentin Tarantino che, come avvenuto in seguito anche per il suo più recente C’era una volta ad Hollywood , fa parte delle pellicole più descrittive del regista americano. Il lungometraggio si distingue anche per l’interpretazione di Samuel L. Jackson nei panni del trafficante Ordell Robbie, di Robert De Niro in quella di Louis Gara, ex compagno di cella di Ordell e di Bridget Fonda in quella della disinibita ed esasperante di Melanie Ralston.

La scena sopra riportata, citata una marea di volte, rappresenta la quintessenza della cinematografia di Tarantino, caratterizzata da scene che spiazzano lo spettatore: quest’ultimo crede che la situazione possa andare in una certa maniera ma interviene il fattore sorpresa pronto a mandare a puttane ogni sua congettura. E il bello dei film di Tarantino, che una larga parte di persone non riesce a comprendere, è che i suoi film non sono solamente l’adorazione massima del pulp che fa della violenza grafica un linguaggio estremo per esprimere un punto di vista (e quindi, in quanto tale, condivisibile o meno). Sono anche l’esaltazione di dialoghi geniali al limite della paranoia e un fitto dedalo di dettagli che rende questo regista uno degli ultimi in grado di influenza significativamente la cultura popolare (o pop culture, come dicono quelli “bravi”). Tarantino è un genio sia nell’essere il maestro assoluto della nuova accezione del pulp sia nel fare film caratterizzati da elementi meno potenti dal punto di vista visivo ma sublimi sul piano narrativo. E Jackie Brown ne è la piacevolissima riprova.

Hank Cignatta

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