Zino Davidoff: l’uomo che mise il mondo in una scatola di cedro
Zino Davidoff nasce nel 1906 a Kiev, quando l’Europa orientale era ancora un campo minato di imperi che collassavano lentamente come sigari dimenticati nel posacenere. Il suo nom
Top Gun, l’ultima vera religione americana
Nell’estate del 1986 l’America aveva il sorriso bianco smagliante dei dentifrici venduti in televisione, i Ray-Ban a specchio, le bandiere che sventolavano sopra le concessiona
Katana:acciaio, sangue e disciplina
La prima volta che ho visto una katana da vicino non era in un museo, non era sotto vetro, e non aveva nessuna didascalia rassicurante. Era appoggiata sul muro di casa del fratello
Pepsi, storia del gusto che ha dissetato gli anni Ottanta
Le insegne al neon tremavano come allucinazioni da benzina super negli anni in cui l’America aveva ancora il gusto sintetico del futuro. I ragazzini scivolavano nei diner con le
Carrera Panamericana, l’inferno su strada
Il Messico degli anni Cinquanta non era un posto fatto per gli uomini prudenti. Era una distesa infinita di montagne, deserto, villaggi polverosi e rettilinei abbastanza lunghi da
Thelma, ovvero quando l’incedere del tempo è solo una variabile
La prima volta che vedi Thelma hai la sensazione di essere finito dentro un universo parallelo dove il cinema americano ha finalmente smesso di sniffare polvere di supereroi sintet
Tutto in famiglia, la sitcom che non sa invecchiare
Era il 2004 quando, verso l'ora di cena, su Italia Uno si poteva ancora ridere con dei programmi che non erano stati replicati un numero irragionevoli di volte.
Blues Brothers: missione divina tra soul, caos e leggenda
Il caldo era quello sbagliato, afoso, appiccicoso come un peccato non confessato e Chicago puzzava di birra stantia e redenzione mancata.
Miguel Ángel Félix Gallardo, il narcopadrino messicano
Il Messico degli anni Ottanta non dormiva mai davvero. Respirava a fatica come un pugile con le costole incrinate, mentre nel buio qualcuno contava soldi abbastanza velocemente da
Ismael “El Mayo” Zambada, el patron del cartello di sinaloa
Nel deserto del nord del Messico il potere non fa rumore. Non urla, non si mostra, non posa per le fotografie. Respira piano, si muove nell’ombra e lascia che siano gli altri a m
