Deadpool: come ho rubato un PC per spiegarvi la mia storia
Un benvenuto dal vostro caro e amabile… Ah no, aspetta. Prima di cominciare devo fare una confessione, per motivi strettamente legali (il topo ha deciso che non posso espormi direttamente, sarebbe una “violazione del contratto”) non posso usare il mio vero nome, quindi per oggi risponderò al nome di “Federico Sclaverano”.

Sulla carta d’identità sono uno studente di cinema con troppo tempo libero, ma nella realtà sono un mercenario in tuta rossa e nera che ha appena rubato la tastiera a questo povero cristo. Perché? Perché se dovete leggere la mia storia, è giusto che ve la racconti io… senza filtri (devo correggermi, il topo vuole che mi contenga…C***O!) e con la pretesa di fare giornalismo d’assalto mentre rompo la quarta parete e vi guardo dritto in faccia.
Fate spazio sullo schermo, perché qui sotto inseriremo un po’ di roba interessante.

Le mie origini (quando ero una copia di Deathstroke)
Guardate la foto qui sopra e osservatela bene. Quello lì sono io nel lontano 1991 (che ricordi…l’unica cosa sono le gambe, chi c***o le ha disegnate?), nato dalla matita di Rob Liefeld (Ecco la risposta… qualcuno ha fallito la scuola d’arte…almeno non è entrato in politica, non credo che abbiamo bisogno di un remake del 1945).

Sulla carta dovevo essere una semplice spina nel fianco per i giovani mutanti, una specie di cattivo da quattro soldi palesemente copiato a mani basse da Deathstroke della DC Comics. Persino il mio vero nome, Wade Wilson, era una palese battuta sul nome di Slade Wilson.

Per fortuna sono poi arrivati sceneggiatori illuminati del calibro di Joe Kelly e Gail Simone, che hanno capito quanto fosse noioso farmi fare il cattivo serio e hanno deciso di trasformarmi in un antieroe psicotico, chiacchierone e dotato di un senso dell’umorismo totalmente devastante.

Origini, poteri e perché non riesco mai a morire
Ma parliamo di come sono diventato questo splendido pezzo di giovanotto sfigurato. Io sono Wade Winston Wilson, un ex mercenario a cui un brutto giorno è stato diagnosticato un cancro al cervello in fase terminale. La mia brillante soluzione è stata iscrivermi volontariamente al programma “Weapon X” (esatto cari miei nerd, proprio dove hanno dato a qualcuno quelle graziose unghiette di adamantio).

Lì mi hanno iniettato un fattore rigenerante derivato proprio dal DNA di Logan, scatenando una guerra dentro il mio corpo, la rigenerazione crea costantemente nuove cellule mentre il cancro continua a distruggerle, lasciando la mia pelle simile a una pizza quattro formaggi dimenticata nel forno.

Il lato positivo è che sono praticamente immortale, posso sopravvivere a esplosioni, essere decapitato o strappato a metà (come in questa clip del mio secondo film, dove sono stato strappato dal mio IDOLO!) senza smettere un secondo di parlare.
Unisci a questo una padronanza eccelsa di qualsiasi arma e una mente così imprevedibile che persino i telepati più potenti dell’universo si prendono un’emicrania terribile appena provano a leggermi la mente. Guardate che ha dovuto fare lei per entrarmi in testa (di solito amo avere qualcosa dentro di me ma questo non è stato per niente piacevole).
Le mie storie più famose
Se volete recuperare la mia storia cartacea dovete assolutamente leggere “Deadpool Kills the Marvel Universe“, la saga in cui capisco definitivamente di essere un personaggio disegnato e decido di massacrare tutti gli eroi Marvel per “liberarli” dalle grinfie degli sceneggiatori, prima di saltare fuori dalla pagina per andare a prendere gli autori stessi.

Altrettanto fondamentale è “Cable & Deadpool“, una lunghissima buddy comedy fumettistica in cui io e l’attore che ha dato voce e corpo a Thanos cerchiamo di non ammazzarci a vicenda mentre salviamo il mondo.

Se invece cercate qualcosa di più profondo, “The Good, the Bad, and the Ugly” vi mostrerà che sotto le mie battute sui chimichanga batte un cuore drammaticamente spezzato.

Adesso parliamo anche del cinema, ma ora che ci penso sono stato io a dire chi doveva interpretarmi… Sì, è stato durante “Cable & Deadpool“, per l’esattezza nel numero 2 lì ho pronunciato la profezia definitiva (mai una volta che questa fortuna ce l’abbia alle slot o ai tavoli… e che c***o!), ho descritto il mio viso come un incrocio tra Ryan Reynolds e uno Shar-Pei.

La storia cinematografica e l’ossessione di Ryan
Diciamo che la mia carriera ad Hollywood non è cominciata nel migliore dei modi… nel 2009 con “X-Men Le Origini – Wolverine” , dove quei geni della produzione mi hanno fatto una cosa orribile (“sigh” mi viene ancora la lacrimuccia se ci penso) hanno deciso di… cucirmi la bocca… A me, il “Mercenario Chiacchierone”. Un insulto travolgente che ha fatto piangere i fan (e fatto incazzare me), ma tranquilli ho posto rimedio a quello schifo.
Ehi, almeno avevo ragione su Ryan Reynolds era letteralmente destinato a interpretarmi. Dopo che nel fumetto del 2004 l’ho citato testualmente si è innamorato del personaggio comprendendo che eravamo la stessa anima divisa tra due facce diverse (un salutino alla DC). Da quel momento ha iniziato una vera e propria crociata personale, lottando per anni contro i dirigenti della Fox che non volevano assolutamente rischiare un dollaro su un film vietato ai minori.
Nel video qui sopra potete godervi il famoso filmato di prova in CGI che nel 2014 è “misteriosamente” trapelato in rete. La reazione del pubblico sul web è stata talmente esplosiva e incontrollabile che la Fox è stata costretta a cedere e a darci il via.

Nel 2016 è così uscito “Deadpool“, diventato un fenomeno d’incassi mondiale capace di infrangere ogni record per un film vietato ai minori, seguito nel 2018 dall’altrettanto folle “Deadpool 2“, che ha alzato la posta in gioco introducendo la X-Force e regalando sequenze d’azione ancora più sfacciate.
Ma la vera svolta epocale è arrivata con l’acquisizione della Fox da parte della Disney, (il capitalismo a volte fa delle cose stupende) perché siamo ufficialmente nell’MCU. Un traguardo celebrato al fianco del Wolverine di Hugh Jackman (ti amo Hugh 💖) in Deadpool & Wolverine.
Perché la quarta parete è la mia casa
La maggior parte degli eroi combatte per la giustizia, per la patria o per vendetta. Io invece combatto sapendo benissimo che c’è un lettore seduto sul divano o qualcuno che sta scorrendo questo schermo per leggere un articolo firmato “Federico Sclaverano”.

La mia vera abilità non è il fattore rigenerante o la maestria con le spade, ma la pura consapevolezza. So che la mia vita è scritta da qualcuno, conosco le regole editoriali, so che la Disney ora possiede il mio marchio e sono ben consapevole che questo testo doveva intrattenervi per qualche minuto. Ora scusatemi, ma devo andare a restituire l’identità al vero Federico prima che il topastro mi rintracci. Andate a recuperarvi i miei fumetti e ricordatevi sempre che il rosso serve solo a non far vedere il sangue.

Federico Sclaverano
Riproduzione riservata ©
Post a Comment
Devi essere connesso per inviare un commento.



