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Andy Kaufman, il più grande showman di sempre

Il mondo dello spettacolo, nel corso degli anni, ha regalato al mondo personaggi incredibili in grado di entrare nell’Olimpo degli artisti più grandi di sempre. Tra questi spicca indubbiamente il nome di Andy Kaufman, showman unico nel suo genere e decisamente avanti per i suoi tempi. Iniziò la sua carriera agli inizi degli anni Settanta quando, in alcuni spettacoli, attirò l’attenzione del pubblico presente agli spettacoli di stand up comedy e di cabaret dove Kaufman si esibiva nei panni di un personaggio conosciuto semplicemente come Lo Straniero, che asseriva di provenire da un’isola affondata nel Mar Caspio. La sua caratteristica era quella di presentarsi sul palco e al pubblico in modo timido ed impacciato, prendendo man mano coraggio e volendosi lanciare nell’imitazione di qualche personaggio famoso. L’imitazione veniva realizzata con la medesima espressione e tono di voce, il che rendeva il pubblico sinceramente spiazzato su quanto stava vedendo. Il tutto subisce un drastico miglioramento quando annuncia di voler imitare Elvis Presley, dimostrando una somiglianza vocale con il cantante americano davvero impressionante. Gli spettatori quindi prendevano coscienza del fatto che l’artista gli aveva tirato un geniale tiro mancino, rimanendo combattuti tra la sensazione di essere stati fottuti alla grande e rimanere affascinanti dalla bravura di chi era sul palco.

L’esibizione di Andy Kaufman nei panni de Lo Straniero al Saturday Night Live

Questo personaggio attirò anche l’attenzione di George Shapiro, celebre manager di star, il quale riuscì a far esibire Kaufman nel corso della prima stagione del leggendario Saturday Nigh Live del 1975. Il successo delle sue esibizioni al SNL è tale che viene inserito nel cast del telefilm Taxi dal 1978 al 1983. Qui il personaggio de Lo Straniero diventa Latka Gravas e diventa ben presto uno dei personaggi dello show più amati dal pubblico.

Andy Kaufman in una foto promozionale

Definire Andy Kaufman un comico è una definizione spicciola per riferirsi ad un artista di difficile catalogazione: egli amava buggerare il suo pubblico, dando loro la possibilità di vivere sensazioni contrastanti tra loro assistendo ad un suo spettacolo o ad una sua performance. Egli stesso mal sopportava questa catalogazione, affermando di non aver mai raccontato una barzelletta in vita sua. Anche durante il periodo di massima popolarità non ha mai smesso di esibirsi in serate in vari locali, alternando anche presenze a diversi talk show quali il Tonight Show with Johnny Carson o il Late Night with David Letterman. Nel corso di queste ospitate ebbe il modo di creare e mettere a punto l’altro più celebre personaggio dello showman statunitense, ovvero Tony Clifton. Quest’ultimo, alter ego di Kaufman, era un presunto cantante di Las Vegas che si esibiva con improbe capacità canore prima degli spettacoli di Kaufman stesso.

Anche la morte di Kaufman, avvenuta nel 1984 per un tumore ai polmoni, ha diviso l’opinione pubblica: ormai abituata alle costanti prese in giro che lo showman riservava al suo pubblico molti non credettero alla sua scomparsa. Egli stesso aveva anche dichiarato che avrebbe inscenato la sua morte per poi ritornare sulle scene vent’anni dopo, ovvero nel 2004, dando origine a una delle molteplici leggende metropolitane che si susseguono nel mondo dello spettacolo. L’eredità artistica di Kaufman è un fardello non facile da raccogliere, in quanto personaggio assai controverso e difficilmente ripetibile. Ciò è però avvenuto con Jim Carrey, il quale considera Kaufman il suo idolo e più grande fonte di ispirazione. Per tale motivo ha fatto di tutto per poter ottenere la parte nel film Man on the moon del 1999 diretto dal regista Milos Forman, che porta in scena la vicenda umana ed artistica di Kaufman. La somiglianza nei gesti, nel modo di ricreare le scene e nella naturalezza di mettere in scena lo stile difficilmente riproducibile di un artista unico come è stato Andy Kaufman ha alimentato quella leggenda metropolitana che si è arricchita di ulteriori dettagli, secondo la quale l’artista americano si sarebbe sottoposto ad una delicata operazione di chirurgia plastica per rimuovere le sue fattezze e continuare ad esibirsi con un altro nome e un altro volto, in questo caso quello di Jim Carrey.

Stronzate a parte, non si può parlare di Kaufman senza parlare di Jim Carrey: uno è l’ispirazione e l’altro il prosieguo di un modo di fare ed intendere il cabaret, la comicità e l’intrattenimento che hanno diversi punti in comune l’uno con l’altro. Entrambi sono sicuramente dei personaggi dallo stile unico e travolgente, dallo spirito frizzante ed incontenibile che non nasconde lati abbastanza oscuri (come avvenuto per Carrey in seguito al suicidio dell’ex fidanzata Cathriona White, avvenimento che lo ha segnato parecchio). Hanno saputo anche andare oltre il semplice concetto di commedia, dimostrando una poliedricità unica che li rende accomunati ed accomunabili per diversi fattori, tra i quali spiccano la grande sensibilità e una saggia intelligenza. Un classico esempio dove l’allievo ha superato alla grande il maestro e dei quali abbiamo un grande bisogno. Oggi più che mai.

Hank Cignatta

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