L’ultimo assolo dei Black Sabbath e Ozzy Osbourne, fine d’un era
Non si può pensare ad un mondo senza i Black Sabbath e il loro storico carismatico leader, Ozzy Osbourne. Per il semplice fatto che c’è stato, un mondo, prima e dopo il loro avvento nel mondo del rock, in quell’universo musicale fatto di assoli crudi e chitarre distorte che prima di loro non esisteva. Ozzy e i Black Sabbath sono scesi da una dimensione diversa per atterrare in questo strano e pazzo mondo pubblicamente nel 1970 con il loro omonimo album di debutto. E niente è stato più come prima.

Un addio stellare: il concerto “Back to the Beginning”
L’epico evento “Back to the Beginning”, tenutosi il 5 luglio 2025 al Villa Park (lo stadio della squadra di calcio inglese dell’Aston Villa) di Birmingham, ha scritto la parola fine sulla carriera live di Ozzy Osbourne. In quel sabato da brividi, oltre 40.000 fan dal vivo (più 5,8 milioni in streaming) hanno assistito alla riunione – dopo vent’anni – della formazione originale dei Black Sabbath: Ozzy, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill War. Guidato dall’orgoglio di tornare nella sua città natale, Ozzy è salito sul palco seduto su un trono nero a forma di pipistrello, visibilmente segnato dal Parkinson, ma deciso a dare tutto fino alla fine .

Line-up storica e superospiti
Per la prima volta dopo 20 anni, sul palco sono tornati insieme Ozzy, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward, la formazione originaria di Black Sabbath. Prima della reunion, Ozzy ha eseguito cinque brani solisti (tra cui Crazy Train e Mr‑Crowley), seguito da quattro inni sabbathiani come War Pigs, Iron Man e Paranoid.
Il concerto è stata impreziosita da un cast stellare: Metallica, Guns N’ Roses, Slayer, Pantera, Alice in Chains e molti altri che si sono alternati in medley elettrizzanti e omaggi dedicati ai Sabbath. Tra i momenti più sorprendenti, una sfida all’ultimo assolo di batteria con stelle come Travis Barker, Chad Smith e Danny Carey.

Un concerto con cuore: solidarietà e messaggi
Oltre all’addio di un’icona, l’evento ha avuto una forte componente benefica: i proventi, stimati in 140 milioni di sterline, sono stati destinati a Cure Parkinson’s, Birmingham Children’s Hospital, e Acorn Children’s Hospice. Sharon Osbourne, moglie di Ozzy, ha sottolineato che non si trattava di speculazione: una band è stata esclusa perché aveva tentato di lucrare sull’evento.
Il valore storico e simbolico di questo concerto
Nata nel 1968, la band ha venduto oltre 100 milioni di dischi, lasciando un’impronta indelebile nella storia del rock e del metal. Questo evento ha segnato la fine definitiva di una carriera live di 55 anni, con Ozzy, 76enne, che ha dichiarato: “non voglio morire in una camera d’hotel, ma in famiglia”
L’eredità e il futuro di Ozzy
Con oltre 75 milioni di album venduti come Black Sabbath e più di 50 milioni da solista, Ozzy ha raccolto riconoscimenti tra cui più Grammy e una doppia introduzione nella Rock and Roll Hall of Fame (Black Sabbath 2006, solista 2024).

Senza di lui e dei Black Sabbath non ci sarebbero stati i Metallica, i Judas Priest, gli Iron Maiden, i Korn e molti altri grandi gruppi che sono stati influenzati dalla band di Birmingham. Ora si prepara a lasciarsi alle spalle lo stile di vita selvaggio da rockstar e a dedicarsi alla famiglia: “voglio i miei nipoti, non bagagli e bus”.

Una vita decisamente più tranquilla rispetto agli eccessi che lo hanno reso leggendario, come l’episodio del 1982 dove durante un concerto in cui ha morso la testa ad un pipistrello vivo pensando che fosse finto, finendo d’urgenza in ospedale ed essere ricoverato preventivamente con iniezioni contro la rabbia. Poi la sua fortuna: l’incontro con Sharon Osbourne che lo ha salvato da una fine quasi certa.
Conclusione
Il concerto Back to the Beginning non è stato solo l’ultimo atto di una leggenda vivente, ma un punto di svolta culturale. Chi ha avuto modo di esserci potrà vantarsi di aver partecipato ad un momento storico. Chi non è stato altrettanto fortunato potrà vedere i video di quel momento unico, una sorta di funerale laico attorno al quale il mondo del rock degli ultimi trent’anni si è unito in una celebrazione senza precedenti.

Questo addio live rappresenta però solo un punto d’arrivo, non la fine dell’influenza stilistica di Ozzy: la sua voce roca e visionaria, la sua presenza scenica dark, fanno di lui una icona immortale. In una cornice familiare come Birmingham, Ozzy e i Black Sabbath hanno dimostrato che non si tratta solo di note o accordi ma di emozioni vive, di un’eredità che batte ancora nel cuore del rock mondiale. Non resta che salutare con rispetto il Principe delle Tenebre, pronto ora a regnare nel silenzio con dignità e affetto.
Hank Cignatta
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