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    Airheads: va in onda l’ultima ribellione a suono di rock

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    Ci risiamo: solita ora, solito copione, stessa situazione di afa che perdura. Alla mia destra il mio fedele ventilatore che lavora da diverse ore come un disgraziato, nella vana speranza di poter portare con la potenza della sua ventola quel fresco che non c’è e non ci sarà. Tutte le finestre della casa sono spalancate ma nulla: non c’è la presenza di un alito di vento neanche per sbaglio. Tornato da poco da una passeggiata con la mia Noël, la principessa guerriera scodinzolante del suo papà, giace anche lei sversa sul divano per via del caldo.

    Io alle prese con l’afa di questi giorni

    Mentre mi verso un sorso nel mio bicchiere da whiskey, impugno il telecomando come se fosse un revolver. Armo il pulsante rosso come se fosse il cane, prendo la mira e faccio fuoco in direzione della mia televisione che, per tutta risposta, si accende portandomi in un mondo fatto di immagini, suoni e troppe cazzate alle quali poter stare dietro.

    Sana e lucida follia, l’unica cura per un mondo che spaccia per normale ciò che in realtà non lo è

    Vago tra i canali senza riuscire a trovare qualcosa in grado di dare un senso alla serata, un valido intrattenimento cinematografico prestato al piccolo (ma alle volte pur sempre affascinante, con le dovute dosi ed eccezioni) palcoscenico televisivo. Finisco su un canale che trasmette prevalentemente film: i titoli di coda dello spettacolo appena terminato prendono forma sulla schermo della mia televisione. Il tempo di dare un sorso al mio drink e ai credits (come direbbero quelli bravi o in fissa con gli inglesismi) e ne inizia un altro. Va in onda Airheads, una band la lanciare, commedia del 1994 diretta da Michael Lehmann (regista di 40 giorni & 40 notti e qualche episodio della serie tv Californication) con protagonisti Brendan Fraser (Rick O’Connel de La Mummia), Steve Buscemi e Adam Sandler (qui agli inizi della sua carriera cinematografica). Frasier interpreta il rocker Chester detto Chazz, il quale cerca di sfondare nel mondo della musica con la sua rock band, i Lone Rangers. Tra un lavoro temporaneo e l’altro cerca di far arrivare la demo della sua band a diverse etichette discografiche, le quali lo snobbano sistematicamente, troppo prese a trovare qualcosa che possa essere più commerciale possibile. Chazz vive con la sua fidanzata Kalia, la quale lo ama e lo sostiene ma lo sprona a cercare qualcosa di concreto in attesa che il suo grande sogno possa avverarsi. Fanno parte del gruppo anche il bassista Rex (Buscemi) e il batterista Pip (Sandler): il primo lavora come commesso in un grande negozio di giocattoli mentre il secondo si occupa della pulizia delle piscine per conto di una ditta. Dopo l’ennesimo ed infruttuoso tentativo di colloquio con una nota casa discografica, Kalia lascia Chazz, il quale è determinato più che mai ad ottenere un contratto discografico.

    Da sinistra: Rex (Steve Buscemi), Chazz (Brendan Fraser) e Pip (Adam Sandler) in un poster promozionale del film

    Chazz, Rex e Pip decidono quindi di fare irruzione all’interno di una stazione radiofonica, la KPPX, l’emittente radiofonica rock della città. Qui trovano il deejay e speaker Ian che si dimostra abbastanza propositivo nel mandare in onda la loro demo. Il netto rifiuto però arriva da Milo, il manager della stazione, il quale minaccia anche i ragazzi di chiamare le autorità. Qui Rex tira fuori dalla sua bisaccia un mitra giocattolo ad acqua, precedentemente caricato con peperoncino liquido. Da quel momento in poi i ragazzi sequestrano Ian, Milo e tutti i presenti nella stazione radiofonica. L’attenzione sale quando, per puro caso, il concitato diverbio del sequestro va in onda in diretta. Da quel momento in poi inizia a crearsi curiosità sotto gli studi della KPPX, dove rocker capelloni iniziano a sposare la causa dei ragazzi e a supportarli. Poco dopo giunge anche la polizia, che cerca di trattare con i presunti terroristi sonori. Dopo aver scritto una serie di richieste bislacche che, incredibilmente, la polizia riesce ad esaudire, all’interno della radio iniziano a delinearsi una serie di situazioni che porteranno Milo a dire allo staff della radio che dalla settimana prossima avrebbero cambiato genere della musica trasmessa, passando da emittente rock a musica easy listening. Rex, Chazz e Pip, minacciando con i mitra giocattolo Milo e Ian, riescono a far si che possa andare in onda la loro demo: il lettore a bobine si inceppa, aggrovigliando il nastro e mandandolo in fumo. L’unica altra copia esistente della demo e su una audiocassetta che la fidanzata di Chazz ha gettato dalla sua auto in corsa. Dopo ore di assedio scatta la spasmodica ricerca di Kalia e della musicassetta, che però risulta rovinata. I tre, ormai consapevoli di essersi messi in una situazione dalla difficile risoluzione, si affidano all’idea di un discografico che in precedenza aveva rifiutato la loro demo, il quale offre loro un contratto discografico e la possibilità di esibirsi dal vivo sul tetto della radio. Qui viene preparato un palcoscenico ma, al momento dell’esibizione, i Lone Rangers si rifiutano di esbirisi in playback, facendo risuonare la loro canzone mentre sotto la radio è in atto un vero e proprio delirio rock. Chazz, Rex e Pip finisco in prigione dove scontano tre mesi per rapimento, furto ed aggressione a mano armata con salsa al peperoncino (come scritto nei titoli mdi coda). Incidono un album, Live in prison (titolo che strizza l’occhio al live in Folsom di Johnny Cash) che diventa triplo disco di platino.

    Ci sono diversi motivi per i quali questa commedia è considerata un piccolo cult: fa parte del filone di film dove il rock è la sola ragione di vita, dove il suono di una chitarra elettrica è in grado di mettere concordia in situazioni surreali e, appunto, da commedia. Airheads è uscito in un momento in cui il Grunge era quasi alla fine della sua egemonia commerciale, culminata con la morte di Kurt Cobain nel 1994. Era un contesto differente anche dal punto di vista di riferimenti culturali: c’era quella piccola cosina chiamata Mtv, osannata da molti e odiata da quelli che erano i puristi del rock e che ora pestano furiosamente i tasti della loro tastiera in difesa di qualcosa che spesse volte hanno soltanto sentito o vissuto non in maniera diretta. Vi è il cameo di una divinità del rock come Lemmy Kilmister dei Motorhead, di Kurt Loder di Mtv News, volto dell’informazione musicale degli anni Novanta. C’erano le musicassette, Internet non aveva assunto la centralità che ha oggi e i social network erano considerati concetti futuristici che ancora facevano i conti con le varie chatline. Non ci si prendeva così troppo sul serio e quando si cercava di fare una rivoluzione era pratica e non verso cose che sono in grado di lasciare il tempo che trovano nel giro di pochissimi minuti. Per i dipendenti di morale quella che insegna questo film è di lottare strenuamente per i proprio sogni, che l’industria musicale ha da sempre fatto schifo al cazzo, che tutti i gruppi musicali (anche quelli che oggi sono considerati dei mostri sacri) hanno avuto un’etichetta discografica, dei manager e hanno dovuto fare delle cose per soldi. Che da allora il mondo è cambiato parecchio e non necessariamente in meglio, che Mtv non ha più lo stesso valore di allora e, se vogliamo, neanche più la musica. Che abbiamo dato alla libertà un distorto significato personale e che non siamo più in grado di fare qualcosa che possa farci star bene. Sarebbe sicuramente divertente vedere un sequel ambientato in questi incasinati tempi moderni, dove chiunque può mettersi a fare un disco e avere popolarità anche soltanto grazie ad un video postato su Youtube e vedere la reazione dei protagonisti, probabilmente provati da una vita che oggi sarebbe impossibile da vivere e che li renderebbe, ahimè, dei personaggi anacronistici in un mondo dove si spaccia la presunzione di essere nessuno per la gloria di essere o diventare qualcuno. I titoli di coda scorrono sullo schermo: finisco il mio drink e accarezzo la mia Noël, lontana anni luce dai casini di questo mondo. Che tempi del cazzo in cui viviamo.

    Hank Cignatta

    © Riproduzione riservata

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    Sono la mente insana che sta alla base di Bad Literature Inc. Giornalista pubblicista, Gonzo nell’animo, speaker radiofonico, peccatore professionista, casinista come pochi. Infesto il web con i miei articoli che sono dei punti di vista ( e in quanto tali condivisibili o meno) e ho una particolare predisposizione a dileggiare la normalità. Se volete saperne di più su di me e su Bad Literature Inc. e volete proprio farvi del male, leggete i miei articoli. Ma poi non dite che non siete stati avvertiti.

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