Kurt Loder, il volto dell’informazione televisiva musicale degli anni Novanta

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“Salve, sono Kurt Loder e questo è Mtv News”: con queste semplici ma ormai iconiche parole si aprivano le edizioni di quello che era l’appuntamento con l’informazione musicale di Mtv. A presentarne le edizioni dagli studi di New York dell’emittente musicale per eccellenza Kurt Loder, il volto più autorevole del giornalismo musicale e cinematografico degli ultimi tempi. Per anni è entrato nelle case degli americani dando le notizie che, fino alla prima metà degli anni Novanta, sono state in grado di incantare il mondo quando le idee e la creatività valevano ancora qualcosa.

Kurt Loder in una delle edizioni di Mtv News

Kurtis “Kurt” Loder nasce in una cittadine del New Yersey, mostrando fin dalla tenera età un carattere poco incline alle regole. Giunto al college mostra insofferenza all’ambiente, viene arruolato nell’esercito e frequenta la scuola di giornalismo. Da quel momento in poi, come lo stesso Loder ricorderà nel corso di un’intervista, tutto il suo background giornalistico ha richiesto quattro settimane di sola teoria e una vita intera di pratica. Negli anni successivi si trasferisce in Europa, dove viene a contatto con il cosiddetto giornalismo giallo (una cosa molto simile al clickbaiting per il giornalismo online, ma questa è una storia che verrà declinata presto su queste pagine virtuali) per poi ritornare nel New Jersey ed incominciare una collaborazione con Rolling Stone 1979 durata nove anni, diventando ben presto uno dei collaboratori più talentoso della storia della rivista (insieme ad Hunter S. Thompson, Lester Bangs e molti altri). Nel 1987 entra a far parte di Mtv e diventa il presentatore di The Week In Rock, programma di punta d’informazione musicale del network televisivo.

Proprio per mezzo di Mtv Loder è stato il testimone dell’ascesa al successo di molti artisti e di band, nonché colui che aveva il compito di informare il pubblico sul fermento dell’ambiente musicale, diventando presto il tizio che legge le notizie sulla musica su Mtv. Le sue interviste e i suoi reportage sono dei veri classici della storia di Mtv tanto quanto la sagace linea editoriale che il network televisivo musicale per eccellenza ha adottato prima di diventare la triste cartina tornasole di una società che non ha più nulla da dire e niente da dimostrare. Storico è il suo intervento il giorno della morte di Kurt Cobain: Mtv ha interrotto la sua normale programmazione per dare la linea a Loder il quale, con evidente rammarico, annunciava ad una generazione la morte del suo santone e la fine di quel pazzesco sogno socio-culturale chiamato Grunge.


Kurt Loder ha sempre avuto uno stile diretto, capace di entrare subito in sintonia con gli artisti che intervista, spezzando quel fastidioso gap di spocchiosa superiorità che si crea tra l’intervistatore e l’intervistato. Traspare il suo amore per la musica nonché la competenza degli argomenti trattati che hanno fatto del suo modo di fare giornalismo una delle pagine più belle dell’informazione musicale e di spettacolo. Un modo di fare informazione che oggigiorno pare essersi perso nella notte dei tempi e che, a livello italiano, è un concetto davvero astratto. Loder è entrato di diritto all’interno della cultura di massa, comparendo come guest star in diversi film e serie tv. E’ altresì un vero peccato che Loder sia un nome di nicchia, completamente sconosciuto alle nuove generazioni. E in un mondo pieno di finzioni e parrucconi, abbiamo ancora bisogno di professionisti del calibro di Kurt Loder.

Hank Cignatta

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Cameo di Kurt Loder ne I Simpson dal minuto 01:1
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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

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