Johnny Depp e la maledizione della moderna società perbenista

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Sono malamente spalmato sul divano, nella speranza che le ultime ore di questo fine settimana possano cercare di essere una gradevole rampa di lancio verso una nuova ed impegnata settimana. Sulla mia televisione scorrono le immagini del film The Rum Diary- Cronache di una passione con protagonisti Johnny Depp e Amber Heard. Tra i due galeotto fu il set di quel film e per Depp l’inizio dei suoi recenti casini personali, giudiziari e professionali. Proprio quella passione che i due hanno avuto modo di vivere sul set di quel film e che li ha portati in un lungo e tormentato matrimonio si è tramutata in una furiosa guerra legale. Il tutto è nato in seguito ad una pubblicazione di un articolo da parte del tabloid inglese The Sun nel 2018 che accusava Depp di picchiare la Heard, all’epoca sua moglie. In seguito l’attore americano ha intentato causa per diffamazione nei confronti del tabloid il cui verdetto, giunto la scorsa settimana, è stato sfavorevole per Depp il quale ha dato ragione al Sun.

Amber Heard e Johnny Depp all’epoca del loro matrimonio

Durante questa bufera giudiziaria sono andate in scena le accuse più disparate e i dettagli più assurdi di un rapporto al limite della follia, che ha inevitabilmente in qualche modo rovinato la reputazione di Johnny Depp (al quale non sono mai mancati l’affetto e la vicinanza dei suoi fan). A stretto giro dal verdetto della sentenza è arrivata anche la dichiarazione dell’attore, il quale ha riportato l’intenzione da parte della Warner Bros. di non volerlo più per il ruolo di Grindelwald nel film del 2018 Animali fantastici- I crimini di Grindelwald. Altrettanto velocemente si sono susseguite voci che vorrebbero Depp al capolinea della propria carriera di attore, con una decisione che appare come un grande calcio in culo da parte di Hollywood che negli ultimi anni ha brillato anche grazie al suo talento e ai suoi successi.

La lettera pubblicata da Johnny Depp con la quale comunica il suo licenziamento da parte della Warner Bros.

Questa società è piena di problemi e di difetti, mascherati da crociate intrapresi per cercare di inculcarci a forza nozioni che dobbiamo farci piacere. Come il concetto che siamo tutti uguali e che pare essere una colpa sviluppare un proprio parere personale o una propria coscienza che alle volte può andare anche contro il pensiero comune. Tra questi problemi c’è la costante ed esasperante ricerca di quella perfezione che non potrà mai esserci in quanto siamo tutti fallaci esseri umani. Nonostante la responsabilità delle colpe dei propri comportamenti, sono storie già viste: lo abbiamo visto con Kevin Spacey, uno degli attori più brillanti di una ormai spenta industria dei sogni; lo abbiamo visto con Terry Richardson, uno dei fotografi più controversi e al tempo stesso geniali degli ultimi tempi e ora lo vediamo con Johnny Depp, sicuramente un attore in grado come pochi di rendere uniche le sue interpretazioni. Attenzione però, caro lettore medio: qui non si giustificano o avallano comportamenti criminosi. Qui si cerca di focalizzare l’attenzione su come il talento debba essere scisso da un comportamento personale. Spesse volte la figura pubblica è completamente diversa da quella privata.

Rappresentazione perfetta della moderna società

Proprio per tale motivo e perché si fanno crociate atte a liberare le coscienze e a cercare di rendere questo bidone dell’immondizia chiamato società un posto a dimensione umana bisognerebbe evitare l’ostracizzazione digitale che vuole i social network e la cloaca che li abita giudice, giuria e boia di situazioni che vengono comprese a metà e riportate come verità assolute. Se crocifiggiamo nell’agorà del politicamente corretto tutti quegli artisti che cadono, cercando di dare un colpo di spugna al loro talento e alle loro interpretazioni in gradi di emozionare ed ispirare generazioni di spettatori o di aspiranti attori/attrici, non dobbiamo poi lamentarci se il mondo, l’arte e il cinema (come in questo caso) stiano diventando qualcosa di creativamente triste. Johnny Depp è come un gatto e sta vivendo una delle sue diverse vite. Non ne rimangono più molte, certo. Ma sicuramente non è spacciato come molti vogliono, sperano e credono. Per tutto il resto c’è sempre quella dannata tastiera dove vomitare il proprio livore e la propria frustrazione per l’ennesima stronzata trasformata nell’ennesimo caso di punta dell’opinione pubblica. Che tempi del cazzo, davvero.

Hank Cignatta

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

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