CARTOON HEROES: cronaca di una notte da raccontare.
Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala Petrassi, martedì 23 dicembre 2025, ore 21:00.
L’ho segnato sull’agenda come si segnano le date che speri possano darti qualcosa e cambiarti in meglio l’umore.

Cartoon Heroes: quando le sigle anni ’90 diventano cultura live
Cartoon Heroes non è stato un semplice evento da ricercarsi in un revival per nostalgici in astinenza da sigle anni ’90: è stato un atto culturale, una presa di posizione, una dichiarazione di intenti urlata con microfono acceso e amplificatori che sanno di Eco. Il patrocinio di questa serata porta la firma di Mirko Fabbreschi, che con garbo ha reso possibile una serata fatta di amici e divertimento, una serata dal sapore rivoluzionario in un mondo sempre più digitalizzato: riuscendo a mettere insieme artisti, doppiatori, voci e facce che la televisione ha dato per scontate o facilmente rimpiazzabili e che il tempo di rimbalzo ha provato a masticare senza successo.

Catoon Heroes: la memoria come spettacolo visivo cultura e spettacolo si allineano
Mirko ha preso tutto questo e l’ha buttato in pasto a una serata culturale che sapeva di esperienza e storie da raccontare, palco condiviso, risate fuori copione e memoria collettiva che si accende grazie a un taccuino colmo di ricordi e sensazioni.

Cartoon heroes: doppiare significa fare cultura e dare voce a immagini e sogni.
Sul palco, tanti artisti e doppiatori, tra cui Edoardo Nevola, che non è “solo” la voce italiana di Willy, Il Principe di Bel Air, ma è anche la penna dotta che ha scritto il testo della sigla italiana. Tradotto: uno che ha contribuito e tradotto in parole e in testo la cultura televisiva pop, prestando la sua voce anche alla figura di Will Smith quando ancora nessuno parlava di localizzazione emotiva e identità culturale.

Cartoon Heroes: quando Le voce diventa contrappunto di architettura
Nevola, vivo, presente, lucido, con il cuore di un ragazzino e l’esperienza di chi la potenza delle emozioni la conosce bene, perché in fondo le voci non sono comparse: sono architettura.

Cartoon Heroes: Quando Le voci danno vita all’immaginario dei sogni
Nel corso della serata si sono succeduti molti artisti e doppiatori come Mino Caprio, celebre voce dietro Peter Griffin, The Queen, Harry Potter, C-3PO e tanti altri; Cinzia De Carolis, voce dietro Lady Oscar, Bia, Minou ne Gli Aristogatti; Fabrizio Mazzotta, voce dietro Puffo Tontolone, Krusty il Clown nei Simson, Eros in Pollon; Perla Liberatori, che ha dato voce a personaggi come Stella delle Winx e Ariel; Stefano Onofri, che ha dato la voce a personaggi unici come Arsenio Lupin III, Gigi la trottola, Spider-Man; Fabrizio Vidale, che ha dato voce a Holly in Holly e Benji, Remì, Maui in Oceania e molti altri.

Cartoon heroes: quando un talento prende voce fuori dai riflettori con modestia e passione
Insomma, una serata dove i talenti non mancano, talenti che hanno attraversato decenni di animazione, televisione, sigle che tutti ancora oggi ricordiamo: costruttori silenti di sogni registrati in studio. Che, attraverso la loro esperienza e personalità, hanno dato voce a eroi, antieroi, mostri, robot e famiglie improbabili senza mai chiedere nulla. E forse, in questo Paese, spesso significa essere invisibili, essere umani e autentici, e far parte di una pagina culturale sofferente.

Cartoon heroes: l’innovazione e la tecnologia contro i talenti
La verità è che il doppiaggio e il lavoro vocale fanno parte, così come la cultura, di una categoria ferita. Presa a schiaffi dal tempo, dalla superficialità, da un’innovazione tecnologica che dovrebbe e avrebbe tutte le carte in regola per crescere ed essere di supporto; invece, tristemente sbandierata come progresso, ma spesso è solo confusione travestita da futuro lobotomizzato, utile a risparmiare sui talenti veri. Un’opportunità come l’AI, che potrebbe supportare e alleggerire, diventa nemico ostile della categoria. E quando una macchina viene messa in piazza come artista, l’artista vero diventa un fastidio. Come se fosse possibile trasformare l’umanità che resta in file da cancellare.

Cartoon Heroes: la cultura è una scelta
Mirko Fabbreschi ha fatto l’opposto: ha dimostrato che forse è ancora possibile fare cultura pensando una serata come Cartoon Heroes, dove l’uomo viene rimesso al centro e torna a essere se stesso. A questo punto, cari amici, vi invito a una riflessione: dove finisce l’uomo e dove inizia la magia? Siamo proprio sicuri che, in questo ambito, l’intelligenza artificiale possa davvero rimpiazzare l’esperienza? Gli artisti vanno sostenuti e il digitale dovrebbe essere di supporto alla loro evoluzione e conservazione culturale; non dovrebbe essere qualcosa di spaventoso e non gestito. Perché è già una categoria che negli anni ha mostrato la sua fragilità, una categoria precaria come la cultura tutta, che ha già dimostrato di sapersi rialzare con il giusto supporto, spesso però costretta a spiegare ogni volta perché una voce non è solo un suono, ma qualcosa di più.

Cartoon Heroes: rimettere la tecnica e l’uomo al centro
Questo evento è stato indubbiamente un giusto tributo alla cultura pop, certo, ma anche alla tecnica artigianale, fatta di diaframmi, cabine, riscritture notturne e sigle che entrano sotto pelle senza chiedere permesso. Un tributo a divertimento, amicizia, professionalità e spensieratezza, perché senza non si sopravvive.

Cartoon Heroes: la cultura ci appartiene
Una serata evento impegnata ma leggera che ha saputo ricordare a tutti noi che forse gli eroi dei cartoni esistono davvero: sono pensati e non appartengono solo alla finzione scenica, ma a un mondo che ci salva e ci appartiene. Fatto di condivisione, di sinergie, di sguardi non necessariamente artefatti, non di networking con hashtag. Una serata, in collaborazione con realtà che credono ancora nel concetto di comunità. L’evento ha avuto anche una dimensione solidale, dimostrando che la cultura è presente e che dobbiamo averne la responsabilità. Persone e artisti che si esprimono attraverso le proprie emozioni.
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Alan Comoretto
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