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    Addio a Max Von Sydow, il volto fantasy di Hollywood

    Max Von Sydow è stato uno dei grandi nomi di Hollywood, per via della sua magistrale bravura sia a ricoprire svariati ruoli sia per essere stato in grado, negli anni, nello specializzarsi in parti che interpretate da altri non avrebbero sortito lo stesso effetto. Una carriera sfolgorante, iniziata nei teatri svedesi dove ha potuto entrare in contatto con l’essenza pura della recitazione.

    Max Von Sydow in una foto giovanile

    Interiorizzava il ruolo che doveva interpretare e lo rendeva unico, grazie a quel volto che era una propria e vera maschera,in grado di adattarsi alle varie situazioni. Proprio nell’ambiente del teatro viene notato dal grande regista e drammaturgo svedese Ingmar Bergman, il quale lo scegliere per interpretare il ruolo del cavaliere Antonius Block ne Il Settimo Sigillo. Il ruolo di questo cavaliere di ritorno dalle Crociate che incontra la Morte, che sfida in un ultima e scaltra partita a scacchi, rimane il più celebre della sua carriera e uno dei ruoli più iconici della cinematografia mondiale. Bergman lo dirigerà anche in altre pellicole, come Il posto delle fragole , Il Volto, La fontana della vergine, Come in uno specchio, Luci d’inverno e L’ora del lupo. Anche la grande Industria dei Sogni di Hollywood si accorse di quell’attore, perfetto per ruoli atipici che sfociavano nel mistico. Ecco quindi che il regista William Friedkin gli affida il ruolo del padre esorcista Lankaster Merrin, con il quale segnerà nuovamente una delle pagine più importanti della storia del cinema e del genere horror.

    Da qui in avanti la carriera di Von Sydow si alternerà in diverse produzioni Hollywoodiane ( Flash Gordon in cui interpreta il ruolo dell’Imperatore Ming, Fuga per la vittoria, Conan il Barbaro, Mai dire mai, Dune, Pelle alla conquista del mondo e Risvegli) nonché a diverse produzioni italiane. Se ne va quindi un altro grande pilastro del cinema internazionale, capace di emozionare come pochi e di rendere uniche le sue parte, seppur in alcune produzioni marginali. E ora che Max Von Sydow ha terminato la sua partita a scacchi, resta l’immortalità dei suoi personaggi e di quel modo mistico di vivere il cinema.

    Hank Cignatta

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