SOS Fantasmi, storia di una commedia natalizia dimenticata
Un Titolo Italiano che Inganna e un Natale per Cuori Neri
Se sei cresciuto/a in Italia negli anni Novanta probabilmente S.O.S. Fantasmi evoca immagini di una commedia natalizia leggera da consumare come cioccolata calda davanti al televisore. In realtà il titolo italiano è un trucco commerciale: deriva dalla traduzione francese del successo Ghostbusters (SOS Fantômes) e sfrutta la sola presenza di Murray per agganciare l’immaginario pop del “tizio coi fantasmi”. Ma il film originale si chiama Scrooged (letterale riferimento a Ebenezer Scrooge) ed è una geniale commedia nera che viene dall’inferno della risata, una satira feroce sul capitalismo, i media e il Natale come mostro televisivo.

Frank Cross: Un cattivo più Grande del Natale
Francis Xavier Cross (questo il nome del protagonista magistralmente interpretato da Bill Murray) è l’incarnazione aggiornata del vecchio avaro dickensiano. La sua ossessione non è il denaro in sé, ma gli ascolti, la scalata, il controllo totale del network televisivo del quale è ora a capo. Non ha amici, ha allontanato la fidanzata Claire e persino il fratello James sembra un ricordo doloroso. È il perfetto padre putativo del turbocapitalismo anni Ottanta: cinico, sarcastico, affamato di numeri e privo di qualunque spirito natalizio.

L’ironia più nera, ovviamente, è che questa figura tragicamente moderna entra nel mito natalizio per essere spogliata di ogni ipocrisia: tre fantasmi — passato, presente, futuro — arrivano come ospiti indesiderati di una festa alla quale nessuno ha mai voluto davvero partecipare.

Dal Canto di Dickens a una Satira Televisiva Rancida
Il film è una rilettura postmoderna di A Christmas Carol di Charles Dickens, ma non come l’hai visto mille volte in TV. Qui Dickens è scomposto, frullato, e spremuto attraverso i filtri della televisione commerciale americana. I fantasmi non sono spiriti eterei: sono caricature surreali, ridicole, violente ed assurde. Ed è per questo che il film funziona.

Il regista Richard Donner, noto per capolavori da blockbuster come Superman, Arma Letale e I Goonies, trasfigura la storia in una corsa sfrenata tra ironia corrosiva e autentica emozione. Scrooged utilizza la struttura del classico natalizio per demolire il Natale come rituale consumistico e narrazione sacra della bontà.
Bill Murray: Il Carnefice e la Vittima
La performance di Bill Murray in S.O.S. Fantasmi non è solo comica: è un’esplosione di contraddizioni nervose. Murray gioca con l’egocentrismo del suo personaggio con una furia lenta, a volte impassibile. . Ogni battuta sarcastica e ogni sguardo infastidito racconta di un uomo che ha venduto l’anima all’Auditel.
E non si limita certo alla recitazione: secondo alcune fonti, Murray ha riscritto pezzi della sceneggiatura sul set e ha costretto i produttori a includere i suoi fratelli nel film. Questo clima di anarchia creativa e disordine emotivo sembra riflettersi in ogni fotogramma.
La Televisione che Uccide il Natale
In una delle visioni più grottesche del Natale postmoderno, Frank Cross crea uno spettacolo televisivo disgustoso che è un musical crudele e cacofonico pronto per essere mandato in onda alla vigilia di Natale. È lo specchio deformato della moderna cultura dei media: spettacolo pronto a tutto pur di catturare l’attenzione, anche a costo di calpestare chiunque.
Quando i fantasmi entrano in scena non lo fanno per ammansire il protagonista: gli sputano in faccia verità taglienti. La visione del Natale futuro è un funerale solitario, dove l’unico a piangere è il fratello James. Un colpo al cuore e allo stomaco, confezionato come trappola narrativa.
Da Cult Televisivo a Film Dimenticato dei Palinsesti
Negli anni Novanti e parte dei Duemila, S.O.S. Fantasmi è stato un appuntamento fisso nei palinsesti natalizi italiani; ormai, per una generazione, era parte del rituale festivo. Ma negli ultimi anni quel ruolo, quel rituale è stato scalzato da film come Una Poltrona per Due: una commedia più rassicurante, più “natale nel camino”, più facile da riciclare anno dopo anno. S.O.S. Fantasmi, con il suo sarcasmo abrasivo e la satira televisiva, sembra oggi meno appetibile per i programmatori televisivi che preferiscono film dall’audience più sicura rispetto a film caustici in grado di far riflettere sul moderno ruolo delle stantie festività natalizie.

E così il film, pur avendo un seguito di cultori devoti, è scomparso gradualmente come protagonista delle maratone di Natale. Non è più quella tradizione televisiva immancabile come Una Poltrona per Due, Miracolo sulla 54esima strada o i due capitoli di Mamma ho perso l’aereo: troppe sbavature, troppe ombre, troppo fuori-sync con il Natale dolce e zuccherato. Ma forse proprio per questo merita di essere riscoperto.

In Conclusione: Il Natale di Cross è il Nostro
Scrooged / S.O.S. Fantasmi non è soltanto una commedia natalizia con Bill Murray. È un incubo colorato di rosso e verde, una cartina tornasole del capitalismo mediatico, una satira feroce eppure dolorosamente umana. Nessuna telenovela TV per famiglie può competere con questo mix di risate amare e riflessioni taglienti. Se il Natale è lo specchio delle nostre paure e dei nostri desideri, allora S.O.S. Fantasmi è quel film che non solo ti mostra il tuo riflesso ma te lo schiaffa in faccia con un microfono e un abito rosso.
Hank Cignatta
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