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    Johnny Depp e quel lato Gonzo della vita che fa rima con giustizia

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    La notizia fa il giro del mondo in un nanosecondo, grazie anche ai prodigiosi mezzi che questi digitali ed incasinati tempi ci hanno messo a disposizione. Johnny Depp ha vinto il processo che si è svolto a Fairfax, in Virginia, che lo ha visto contrapposto all’ex moglie Amber Heard in uno dei casi processuali più seguiti dai media degli ultimi anni. La giuria è giunta al verdetto finale secondo il quale la Heard ha diffamato l’ex marito, che dovrà risarcire con una cifra pari a quindici milioni di dollari (decisamente molto inferiore ai cinquanta chiesti in prima istanza da parte della difesa di Depp). Il verdetto è giunto dopo sei settimane di processo, tredici ore di deliberazioni in camera di consiglio, un fiume di prove, testimonianze eccellenti e le controparti che si sono lanciate in un gioco al massacro dove l’unico scopo era riuscire a creare il maggior danno possibile all’altro . Un procedimento giudiziale che ha portato alla sbarra non soltanto Hollywood ma anche tutte i vari meccanismi di una società che è decisamente molto più incasinata di quello che già sembra.

    Il circo mediatico è andato in scena, con l’opinione pubblica incollata agli schermi dei televisori o dei vari dispositivi dai quali fruivano della visione dei video provenienti da quell’aula di giustizia con la bava alla bocca. Ogni istante è stato catturato per poi essere riversato il giorno dopo sui social con dovizia di particolari, tra utenti che si stracciano le vesti per poter difendere le due parti in causa. Oltre all’infinita serie di situazioni strane e completamente assurde che hanno caratterizzato questo processo (come la sprezzante cagata nel letto da parte di Amber Heard per “punire” Johnny Depp del ritardo con il quale si è presentato alla festa del suo trentesimo compleanno) tutto sto puttanaio deve accendere un riflettore molto potente su una delle varie piaghe silenziose che affliggono la nostra società, ovvero la violenza sugli uomini o quegli uomini che vengono ingiustamente accusati di cose orribili. In un mondo in cui si contano molto di più gli omicidi di donne o uxoricidi, fa effetto affermare una cosa del genere. Ma è una problematica esistente e Johnny Depp, in questo frangente, ne rappresenta suo malgrado uno dei più illustri testimonial. Un dettaglio non da poco, come spesso avviene negli ultimi tempi in casi di accuse di abusi, è la cosiddetta presunzione d’innocenza che, fino a prova contraria, non dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere dimenticata prima di dare una sentenza definitiva. Prima che il processo giungesse alla sua conclusione, Johnny Depp ha visto perdere l’opportunità di interpretare nuovamente il ruolo di Jack Sparrow nella saga de I Pirati Dei Caraibi o di Gellert Grindelwald, con case di produzione e sponsor che lo hanno ostracizzato a priori. La stessa cosa era capitata al regista italiano Fausto Brizzi, accusato di una serie di abusi in seguito alla denuncia di alcune presunte attrici nel corso di un servizio mandato in onda dal programma televisivo Le Iene. Accuse rivelatesi in seguito infondate ed archiviate dal gip del Tribunale Di Roma in quanto il fatto non sussiste , che hanno avuto però una forte ripercussione sulla carriera e sull’immagine del regista, con la casa di produzione cinematografica che produceva i suoi film che ha battuto rapidamente in ritirata non appena la polemica è montata.

    Amber Heard in un fotogramma del processo, nel quale durante un crollo emotivo, ha manifestato la sua paura per l’incolumità di sua figlia per le dichiarazioni folli e completamente scollegate dalla realtà fatte da alcuni utenti che hanno messo in affitto il cervello prima di scrivere

    “Hank come mai quando scrivi di Johnny Depp parli quasi sempre del suo ruolo in Paura e Delirio a Las Vegas? Sembra che non abbia fatto mai altri film!” Lo so, piccola e fastidiosa voce della coscienza che ha come compito quello di venire a rompere i coglioni ad una persona accaldata e pericolosamente priva delle giuste ore di sonno. Johnny Depp è sicuramente uno degli attori più talentuosi della sua generazione, uno dei più importanti della storia recente del cinema e sicuramente il più Gonzo. Il bello di un personaggio del suo calibro è che chiunque può dargli la valenza che vuole, la maschera che ha indossato nei vari film che ha interpretato. Mentre per me un Jack Sparrow o un Grindelwald non valgono un Raoul Duke, un George Jung o un Donnie Brasco, per altri invece si. Ma ciò che conta è quello che c’è sotto quella maschera: una persona in grado di andare oltre a tutto, con tutti i suoi difetti, i suoi demoni e i suoi casini., Ma che, nonostante tutto, ha evitato di fare di sé stesso una bestia sbarazzandosi della pena d’esser uomo.

    Hank Cignatta

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    Sono la mente insana che sta alla base di Bad Literature Inc. Giornalista pubblicista, Gonzo nell’animo, speaker radiofonico, peccatore professionista, casinista come pochi. Infesto il web con i miei articoli che sono dei punti di vista ( e in quanto tali condivisibili o meno) e ho una particolare predisposizione a dileggiare la normalità. Se volete saperne di più su di me e su Bad Literature Inc. e volete proprio farvi del male, leggete i miei articoli. Ma poi non dite che non siete stati avvertiti.

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