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    Facebook censura i film di Lino Banfi: prosegue la pericolosa dittatura del politicamente corretto

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    Questo piccolo ed insignificante mondo ha preso una china decisamente molto preoccupante, caratterizzata da ombre che lo rendono sempre più tetro. Abbiamo da tempo ormai perso l’abitudine a non prenderci troppo fottutamente sul serio e a ridere delle cose che possono rendere questa figlia di puttana comunemente detta vita degna di essere vissuta per mezzo, anche, delle sue leggere sfumature. Tra i tanti recenti casi di coercitiva applicazione del politicamente corretto, l’ultimo delirante episodio ha luogo sui social network, su Facebook per l’esattezza, decisamente non nuovo a tali assurde prese di posizione.

    Un messaggio di avviso prima dell’inizio di un film Disney su come un determinato contenuto possa avere riferimenti che possono urtare la sensibilità della moderna società dell’indignazione a comando

    Nei giorni scorsi ha fatto discutere la decisione del social network fondato da Mark Zuckerberg di oscurare il gruppo Noi che amiamo Lino Banfi, vero e proprio punto di riferimento per i fan del comico pugliese che contava centodiciassette mila fan attivi. Un duro colpo per una delle community più attive che univa anche gli appassionati del filone della cosiddetta commedia sexy all’italiana (o “all’italiena”, per dirla come Banfi), che si sono visti oscurare il gruppo per motivazioni veramente assurde. Ciò che sta alla base di tale provvedimento è la condivisione da parte degli utenti di spezzoni dei film di Banfi, entrati di diritto nell’immaginario collettivo nostrano. Tra i video “incriminati” la canzone Benvenuti a sti frocioni, tratta dal film Fracchia la belva umana del 1981 che vede nel cast anche Paolo Villaggio, accusata di essere “incitamento all’odio verso le persone omosessuali”. Come se questo non fosse già abbastanza surreale, Facebook aggiunge il carico da undici tacciando i contenuti di pornografia. Una bella zuppa di minchiate, insomma.

    La scena “incrimineta”

    L’ideatore ed amministratore del gruppo (che fa riferimento ad una pagina Facebook, quest’ultima attualmente attiva) è intervenuto sulla decisione del social network, non trovando un sensato fondamento nella decisione presa. Egli è anche in stretto contatto con l’attore pugliese e spesse volte organizza delle aste con materiale personale di Lino Banfi a favore della Croce Rossa ed iniziative benefiche ed ha rivendicato con forza la natura goliardica del gruppo, nato appunto per unire gli appassionati e strappare un sorriso in questa già incasinata quotidianità. Anche Lino Banfi, intervistato da alcuni giornali, ha detto la sua al riguardo, affermando come gli eccessi scorretti del politicamente scorretto stiano togliendo la voglia e la capacità di ridere, in un momento storico molto delicato. E’ veramente frustante vivere in una società che usa parole che possono suonare bene ma di cui ignora il reale significato, trincerandosi dietro a comportamenti tristemente ridicoli. Guerre combattute contro mulini a vento, tempeste create in mezzo bicchiere d’acqua che porteranno ad un’unica e triste conseguenza: il politicamente corretto, di questo passo, ci seppellirà.

    Hank Cignatta

    © Riproduzione riservata

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    Sono la mente insana che sta alla base di Bad Literature Inc. Giornalista pubblicista, Gonzo nell’animo, speaker radiofonico, peccatore professionista, casinista come pochi. Infesto il web con i miei articoli che sono dei punti di vista ( e in quanto tali condivisibili o meno) e ho una particolare predisposizione a dileggiare la normalità. Se volete saperne di più su di me e su Bad Literature Inc. e volete proprio farvi del male, leggete i miei articoli. Ma poi non dite che non siete stati avvertiti.

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