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La leggenda degli Shaw Brothers, i padrini dei film di Kung-Fu

Negli anni Settanta l’industria cinematografica stava vivendo una vera e propria rivoluzione, conosciuta con il nome di Nuova Hollywood. Tale periodo d’oro nacque in seguito alla crisi che investì il cinema a partire dagli anni Sessanta dove gli spettatori erano attratti da un nuovo aggeggio chiamato televisione e che li intratteneva con talk show e programmi tv. L’industria dei Sogni quindi doveva cambiare pelle se voleva avere una qualche speranza di poter continuare ad attirare su di sé l’interesse del grande pubblico e quindi nacquero diverse produzioni indipendenti che ebbero modo di segnare in maniera indelebile la storia del cinema. Fu il periodo in cui registi di talento del calibro di Martin Scorsese, Brian De Palma, George Lucas, Francis Ford Coppola, Woody Allen, Steven Spielberg e molti altri ebbero modo di mostrare al mondo la propria visione di cinema, rivelandosi vincente. Talento, storie innovative e incassi con cifre da capogiro permisero al cinema di riprendersi e a diversi generi di arrivare al grande successo: tra questi i film polizieschi, la Blaxploitation e, in particolar modo, film di arti marziali che arrivavano dall’oriente.

Una scena tratta dal film Cinque dita di violenza del 1972, che fece scoppiare la mania dei film di Kung Fu in Italia l’anno seguente

Dietro al successo di pubblico di questo genere cinematografico vi sono quattro fratelli cinesi, Runde, Runme, Runje e Run Run Shaw, i quali diedero vita agli Shaw Brothers Studios nel 1958 e che divenne nel corso degli anni uno degli studi cinematografici più prolifici del mondo. Inizialmente la loro produzione era principalmente legata a film di genere Wuxia (pellicole che si rifanno alla tradizione epica cinese, paragonabili ai vari cappa e spada occidentali come Spartacus o Ercole) per focalizzarsi verso l’inizio degli anni Settanta alla produzione di pellicole di film di kung- fu.

Run Run Shaw, la mente imprenditoriale dietro ai successi degli Shaw Studios, in una foto d’epoca

Ben presto i film degli Shaw Studios si distinsero per alcune caratteristiche che resero peculiari le loro produzioni, come la violenza grafica, la morale alla base delle vicende narrate e l’impiego dei medesimi attori in quasi ogni film. Sono storie che narrano le vicende di eroi senza macchia che si battono per i propri ideali dove sono preponderanti i concetti di vendetta e di riscatto sociale. Alcune loro produzioni sono diventate dei classici del genere come Cinque dita di violenza (1972, che fece scoppiare la mania dei film di kung fu giungendo l’anno seguente nelle sale italiane), I distruttori del tempio Shaolin (1977, film che vide la prima comparsa del personaggio del maestro di arti marziali Pai Mei, ripreso poi da Quentin Tarantino in Kill Bill), Le furie umane del Kung Fu (1978) e 36° camera dello Shaolin (1978),per citare i più famosi.

Il logo delle produzioni dei fratelli Shaw che precedevano ogni loro film, omaggiato anche da Quentin Taratino all’inizio di Kill Bill

Nonostante il successo di questo genere cinematografico grazie alle produzioni dei fratelli Shaw, il filone stava per subire un’importante rivoluzione, portata avanti da un giovane attore ed artista marziale che diventerà famoso con il nome di Bruce Lee. I suoi film si differenziano da tutte le altre pellicole finora prodotte, in quanto la violenza esageratamente grafica lascia il posto ad una più attenta rappresentazione delle abilità marziali di Lee, mettendo in scena uno stile più fluido, diretto e spettacolare che verrà in seguito genericamente catalogato come kung fu ma che in realtà è tutt’altra cosa. Ma questa è decisamente un’altra storia. Gli Shaw Studios hanno prodotto, nel corso di sessant’anni di carriera, circa mille film. Nel 1987 sospende la produzione cinematografica, concentrandosi nell’industria televisiva per mezzo della sua sussidiaria TVB, uno dei più importanti network tv cinesi, fondato dall’imprenditore Run Run Shaw, scomparso nel 2009 all’età di 106 anni. Resta quindi l’eredità e l’impatto culturale che questi film hanno avuto anche sul cinema occidentale, grazie a quattro intraprendenti fratelli. Il resto è storia. Del cinema, s’intende.

Hank Cignatta

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