DualSense: riuscirà mamma Sony nel suo progetto di design minimal? Parte 1

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Recentemente ha avuto luogo la presentazione di Sony, presieduta da Mark Cenry (designer, programmatore nonché video giocatore) il quale ha fatto un discorso a mio modo di vedere troppo “complesso” o , per meglio dire, comprensibile solo a pochi. E’ stato un discorso sicuramente interessante ma troppo tecnico, dunque comprensibile solo a pochi “avvezzi” al mondo del gaming. Tutto ciò ha reso questa presentazione approssimativa e confusa, con la pubblicazione di nuovi render e delle immagini ufficiali del DualSense (il controller della PS5, la futura consolle di casa Sony) sul sito della multinazionale nipponica e su qualche forum geek trasformando così un prodotto sulla carta innovativo e stilisticamente molto interessante in un simbolo di confusione per molti, andando a crere così un errore di comunicazione non indifferente.

I tasti del DualSense riprendono il design e la trasparenza dei tasti della prima PSP

Il ridisegnato e innovativo controller di casa Sony affiancherà la futura uscita di PS5, sostituendo di fatto il DualShock che accompagna i video giocatori dall’uscita della PlayStation 2. Il Joystick fu chiamato così in virtù dell’implementazione della vibrazione all’interno del controller creando una nuova esperienza di gioco. In un primo momento risultò strano agli utenti i quali però ben presto si abituarono senza troppi compromessi alla novità rendendo l’implementazione della vibrazione un tratto iconico e distintivo della PlayStation così come nella generazione precedente era stato saggiamente fatto con i quattro iconici pulsanti  (x, cerchio, quadrato e triangolo).

L’aspetto estetico del controller di PlayStation ricalca molto lo stile già visto in altre consolle di altri produttori

Negli ultimi anni Sony ha fatto ben poche implementazioni dal punto di vista del design ma questa volta mamma Sony decide di dare una rinfrescata alla sua lineup, dando così vita ad un joypad dalle linee pulite che rendono questo oggetto appetibile per molti. Tale motivo è da ricercarsi nel suo stile minimal realizzato con con una maestria disarmante, che riporta alla luce il suo progetto cardine che anni orsono aveva inserito sulla prima PSP. Quest’ultima è una console indimenticabile con la quale mi piace dilettarmi ancora oggi: infatti non mi riferisco alla console convenzionale ma alla prima, che con il senno di poi rispecchia quasi del tutto i canoni a cui Sony punta ad arrivare oggi. rendendo questo oggetto molto appetibile anche alle persone un pò considerate vetuste e nostalgiche come il sottoscritto (e la redazione tutta).

Ecco tutta la bellezza del primo esperimento di design di PlayStation

Ma le novità di PlayStation non si fermano certo qui: infatti Sony, con una mossa un pò azzardata, ha deciso di rimuovere da questo joypad e anche gli iconici tasti colorati a cui gran parte di noi erano e sono tutt’ora affezionati, rendendo di fatto i tasti trasparenti così come accadeva in PSP serie uno. Ma quella di Sony sarà stata realmente la scelta giusta?

Fine prima parte

La seconda parte la trovate qui

Alan Comoretto

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