Brandon Lee, storia di un mito che voleva essere sé stesso
La storia di Brandon Lee parte da due punti ben distinti ma ne condivide uno in modo importante. Entrambi hanno condiviso un triste destino che li ha portati a terminare la loro vita terrena troppo presto.

Brandon e l’eredità di suo padre
Era poco più di un fanciullo, quando Bruce Lee lo iniziò allo studio delle arti marziali. Ne imitava i gesti, le movenze e la meticolosa passione nello studiare in modo maniacale ogni dettaglio per saggiarne l’effettiva bontà fino alla sua completa efficacia.
Nel corso del tempo sviluppò una formidabile abilità nelle arti marziali. Questo grazie anche alle lezioni di alcuni grandi allievi di suo padre, tra i quali spicca l’artista marziale Dan Inosanto.

I primi film: da Legacy of Rage a Drago d’acciaio
Nella seconda metà degli anni Ottanta il giovane Brandon prese parte ad alcune produzioni che gli permisero di mettere in mostra le sue abilità nelle arti marziali e di ottenere una certa credibilità nell’ambiente, diventando così la prova vivente del detto secondo il quale buon sangue non mente.
Dopo la buona prova nel film di Hong Kong Legacy of Rage, del 1986, nel suo primo ruolo da protagonista cinematografico, girò nel 1991 Resa dei conti a Little Tokyo, al fianco di Dolph Lundgren.
La pellicola non fu un successo al botteghino, ma gli permise di ottenere un contratto con la 20th Century Fox, con la quale girò nel 1992 Drago d’acciaio, dove interpreta lo studente Jake Lo.
Il Corvo: l’occasione di essere Eric Draven
Nei primi anni Novanta, Brandon venne scelto per interpretare il ruolo di Eric Draven nel film tratto dal fumetto Il Corvo, creato dal disegnatore americano James O’Barr. Quella maschera lo avrebbe trasformato in un punto di riferimento per una generazione amante del grunge e cresciuta con MTV come uno dei principali canali di intrattenimento.

Questa era l’occasione perfetta che Brandon stava aspettando per smarcarsi dall’ingombrante ombra del padre e per dimostrare di essere quel bravo attore in grado di emozionare anche grazie a un dialogo ben scritto, senza dover necessariamente far ricorso alle arti marziali per impressionare il pubblico. Mai decisione fu più profetica: il ruolo di Eric Draven fu talmente bello, importante e tristemente famoso da diventare la sua interpretazione per eccellenza. Una vera e propria maschera che lo immortalerà per sempre tra i simboli di una nuova generazione di attori che si stava affacciando sull’Industria dei Sogni.

La morte di Brandon Lee e una carriera interrotta
Anche se riuscì nel suo intento di dimostrare al mondo di non essere soltanto il belloccio figlio di Bruce Lee, il suo destino è legato in modo intrinseco a quello del padre: entrambi, a distanza di anni, sono morti in giovane età. Brandon morì il 31 marzo 1993, a 28 anni, in seguito a un incidente con un’arma di scena durante le riprese de Il Corvo, uscito nelle sale nel 1994. Entrambi hanno sconfitto il passare del tempo, consegnando le proprie figure alla leggenda. Resta il rammarico per una vita spezzata troppo presto e per un attore che magari, oggi, sarebbe accostato a interpreti del calibro di Brad Pitt, Joaquin Phoenix, Keanu Reeves, Robert Downey Jr. e tanti altri.
Hank Cignatta
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