Federico Frusciante: l’alieno gentile del cinema

Federico Frusciante: l’alieno gentile del cinema

Mi sono preso qualche giorno non per costruire un discorso di circostanza ma per riflettere su quanto accaduto. Perché quando uno come Federico Frusciante se ne va, non è solo una personalità vulcanica che manca e che ti lascia interdetto, come quando vedi qualcosa di unico andare via come fosse un miraggio: è un pezzo di quella pellicola che ci avvolgeva tutti, facendo parte del nostro tessuto culturale anche quando non ce ne accorgevamo. Una persona dall’animo Gonzo che ha permesso a molte persone di scoprire e vedere il cinema secondo uno sguardo non convenzionale ma dannatamente autentico e privo di finti perbenismi.

Federico Frusciante

Federico Frusciante: l’alieno gentile che ci ha ricordato perché il cinema salva

Io con il cinema ci sono cresciuto in maniera diretta e personale, letteralmente. Ve l’ho raccontato, attraverso il museo del cinema, per esempio: voluto fortemente dalla mia famiglia e da alcuni addetti ai lavori, cultori e appassionati della settima arte, gente che lo custodisce, lo difende come si difende qualcosa di irripetibile, così come è irripetibile una personalità come quella di Frusciante, impetuosa ma gentile e accogliente. Una persona che ha abitato la settima arte come fosse casa, come rifugio, come lingua di connessione autentica, senza retorica, figlia di una passione autentica.

Addio a Federico Frusciante - Heraldo
Federico Frusciante

l’amico che non si è mai costruito un personaggio

E allora perché ve lo ricordo oggi? Perché, per capire cosa rappresentasse Federico, bisogna prima capire cosa rappresenta la pellicola per chi la abita davvero, interfacciandosi a essa come a un organo vitale. Non conoscevo Federico così bene da un punto di vista personale. Ci siamo incrociati solo un paio di volte, in occasione di alcuni eventi e fiere; abbiamo molti amici in comune, così come la passione per il cinema e per la cultura, vedete, Federico era la classica persona che ti rimane impressa attraverso i suoi sorrisi, le chiacchierate fuori dagli schemi, quella sensazione di familiarità immediata che solo certe persone emanano.

Federico Frusciante: il nostro ricordo del critico più amato del web -  Movieplayer.it

In questi giorni, lo ammetto, la tristezza ha corso più veloce dei pensieri. E vedere tutta questa partecipazione online non mi ha stupito, perché Federico non rappresentava un personaggio. Non era un avatar, un brand, un alter ego digitale. Era Federico Frusciante. Punto. L’amico della porta accanto che ti apre la porta, mettendoti una mano sulla spalla, e ti dice: “Oh, vieni, ti faccio vedere un film che forse non hai mai considerato”, uno che non chiedeva nulla in cambio, se non un po’ di attenzione, giusto il tempo di raccontarti una storia, smontarti le tue incrollabili certezze e farti vedere, in modo gentile e competente, un dettaglio che avevi ignorato.

videodrome: la ludoteca per menti libere

Federico non era solo un divulgatore, un critico e un appassionato. Era e resterà sempre molto di più: è stato colui che è stato capace di rendere la cultura del cinema, contemporaneo e non, un linguaggio accessibile a tutti, un costruttore di cultura, dimostrando come la settima arte possa essere salvifica per tante persone. E poi c’è Via Magenta 85, Livorno, dove sorge un sogno quasi anacronistico, di quelli che ti restano dentro: è così che nasce Videodrome.

L’ingresso della videoteca Videodrome

Vedete, chiamarla videoteca o cineteca lo trovo riduttivo: la definirei più una ludoteca del pensiero libero, un luogo fisico come ce ne sono pochi, un luogo autentico, voluto, fatto di dischi, DVD e Blu-ray, scaffali e tante storie da divulgare con passione incrollabile, in un’epoca in cui tutto è digitale, volatile, dimenticabile. Lui era lì, come un alieno capitato per caso sulla tua strada, che invece di conquistare il pianeta decide di conquistare il pensiero e la cultura attraverso il suo cinema, decidendo di aprire, come si aprono i sogni chiusi in un cassetto, quelli un po’ folli ma audaci, un negozio che era diventato un punto di riferimento per appassionati.

Livorno, Federico Frusciante è uscito dal gruppo: Videdrome chiude - la  Repubblica

Federico consigliava film anche quando non erano nelle sue corde. Anche quando tu avevi idee politiche lontane anni luce dalle sue. Perché il confronto, quello vero, non ha bisogno di schieramenti: ha bisogno di onestà intellettuale, e a lui certo non mancava; e si sarebbe battuto fino alla fine per sostenere la tua idea, seppur diversa dalla sua.

Chiude dopo 23 anni la storica videoteca Videodrome - QuiLivorno.it

Federico era la prova vivente che la cultura non è un trofeo da esibire, ma un atto dovuto, un’arma gentile che rende liberi. Una torcia in mezzo al buio. Una mano tesa con la volontà di fare la differenza nella tua giornata, senza pretese, in un Paese in cui, come sappiamo, fare cultura diventa sempre più difficile e che spesso si appiattisce, che si adagia sull’ignoranza scelta, che si dimentica di pensare attraverso un pensiero critico, lui era e resterà un promemoria vivente: la settima arte può salvare.

Federico Frusciante: ode ad un’anima immortale

Non in modo romantico, non in modo retorico. Salva perché ti invita a bere un bicchiere osservando. Salva perché ti obbliga a sentire. Salva perché ti ricorda che sei vivo. E allora sì, Federico, questa è un’ode, da essere umano grato per il tuo contributo a questa terra, che riconosce un altro essere umano che ha fatto la differenza.

Come qualcuno ha già detto, onestamente faccio fatica a comprendere come il Comune di Livorno non abbia dedicato neanche un ricordo o un post su Instagram per ricordare un cittadino che ha lasciato il mondo un po’ meglio di come lo ha trovato. Chiediamo che il Comune di Livorno faccia ammenda e ponga una targa commemorativa in Via Magenta 85, per raccontare la storia di questo grande uomo.

Rimarrai immortale non perché eri conosciuto, ma perché sei stato, e rimarrai. Il tuo esempio resta necessario. Perché chiunque abbia parlato con te, anche solo cinque minuti, è uscito un po’ più consapevole. Perché il tuo contributo su questa terra, così difficile, vittima di un impoverimento culturale dilagante, non sarà stato vano. Ti porteremo con noi. Nei film che guarderemo. Nelle discussioni infinite. Nei dubbi che ci farai venire. Nelle certezze che ci smonterai ancora, anche da lontano. Federico Frusciante, l’alieno gentile, figlio consapevole della settima arte. Semplicemente Federico.

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Alan Comoretto









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Appassionato di tecnologia, cinema, musica, fumetti e teatro. Scrivo su diverse tematiche con uno stile pungente e riflessivo, negli anni ho collaborato anche con alcuni editori italliani del fumetto, ho curato diversi progetti online e mi occupo tra le altre cose del montaggio video professionale di diversi video pubblicati su canali Youtube.

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