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    Il Teledrin, il padre degli SMS

    E’ impressionante l’evoluzione fatta negli ultimi anni da parte della tecnologia. Internet ormai è diventato parte integrante delle nostre vite, scandite da post e da likes sui nostri profili dei diversi social network, i quali dettano le regole di questa nuova società liquida che va sempre di fretta verso nuove presunte frontiere e che si arena (spesse volte) su delle emerite minchiate. Mentre sono intento a fare la mia consueta carrellata di video su Youtube dal mio modernissimo televisore intelligente, mi imbatto nello spot di uno strumento che, dopo gli anni Ottanta, aveva fatto sentire una generazione con un piede nel futuro: il cerca persone. Per dovere di cronaca, il cerca persone in Italia era gestito dalla SIP (Societa Idroelettrica Piemontese, in seguito rinominata Telecom ed attualmente TIM), che deteneva allora il monopolio delle telecomunicazioni italiane. La SIP denominò quindi tale servizio con il termine Teledrin, che divenne qui da noi il sinonimo stesso al quale ci si riferiva quando si parlava del cerca persone.

    Manifesto pubblicitario del Teledrin. Fonte foto: Curiosando negli anni 60 70 80 90

    Il concetto di portabilità della telefonia mobile negli anni Ottanta era, per forza di cose, lontana anni luce da quella che conosciamo oggi: gli apparecchi portatili erano molto costosi e parecchio ingombranti.

    Il Teledrin era in grado di sopperire a questa problematica, essendo un apparecchio delle dimensioni di un pacchetto di sigarette e si poteva facilmente portare in tasca o mettere sulla cintura dei pantaloni per mezzo dell’apposita pinza posta sul retro.

    Un Teledrin marchiato SIP

    Il Teledrin permetteva di ricevere una notifica sonora qualora non fosse stato possibile rispondere ad una chiamata su numero fisso. A tale notifica seguiva un messaggio con una breve porzione di testo che compariva sul display dell’apparecchio e che forniva al destinatario della chiamata informazioni da parte del chiamante. Per mettersi in contatto con un utente Teledrin c’era un iter ben preciso da seguire: da un telefono con tastiera (spesse volte da cabine telefoniche, servizio molto ben distribuito sul territorio nazionale e molto utilizzato) bisognava comporre il numero 168, seguire le indicazioni di una voce guida registrata a cui seguiva un segnale acustico dopo il quale si digitava il numero dell’apparecchio dell’utente da contattare. Il messaggio non doveva superare gli ottanta caratteri, pena il non invio del testo. Il servizio rimase attivo fino al 31 dicembre 2005, quando la rete sulla quale si basava la comunicazione del servizio venne dimessa, anche in favore dei telefoni cellulari che stavano diventando sempre più popolari e sempre più evoluti.

    La visione di quello spot ha avuto in me l’effetto di un viaggio nel tempo, quando da bambino mi dilettavo a giocare con il Teledrin di mio padre, cercando di capire come mai quel pezzo di plastica potesse catalizzare l’attenzione degli adulti. Anni dopo la tecnologia ha fatto si passi da giganti ma è sempre in grado di tenerci per le palle nello stesso identico ed ipnotico modo.

    Hank Cignatta

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    Sono la mente insana alla base di Bad Literature Inc. Giornalista pubblicista, Gonzo nell’animo, speaker radiofonico, peccatore professionista, casinista come pochi. Infesto il web con i miei articoli che sono dei punti di vista ( e in quanto tali condivisibili o meno) e ho una particolare predisposizione a dileggiare la normalità. Se volete saperne di più su di me e su Bad Literature Inc. leggete i miei articoli. Ma poi non dite che non siete stati avvertiti.

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