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    The Critic, uno sguardo divertente sul mondo del cinema

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    Negli ultimi anni le serie animate hanno avuto un posto di grande rilievo all’interno dell’immaginario collettivo. In tal senso I Simpsons hanno fatto da apripista che ha permesso di ridere di vizi e virtù della società americana e, in senso più ampio, di quella occidentale (almeno nelle prime stagioni). Gli anni Novanta sono stati anni decisamente molto prolifici dal punto di vista creativo e il grande successo della famiglia di Springfield ha portato a diversi progetti che hanno avuto l’intento di seguirne le orme, con alterne fortune. Tra questi vi è The Critic, serie animata del 1994 andata in onda sulla ABC prima e su Fox poi, per la durata di due stagioni.

    Il logo della serie

    Questa serie animata narra della vita di Jay Prescott Sherman, critico cinematografico di mezza età di New York che conduce un programma televisivo intitolato Coming Attractions sull’emittente via cavo Philips Broadcasting. Sherman è molto cinico e non risparmia mai critiche feroci a film che ritiene insulsi e tristi, riferendosi ad essi con “fa schifo!”, sua battuta ricorrente.

    Istantanea della sigla del programma condotto da Jay Sherman

    In ogni episodio vi sono riferimenti a grandi successi cinematografici del passato o del periodo, rappresentati in chiave marcatamente comica. In Italia lo show è stato trasmesso nell’interezza delle sue due stagioni nel 1998 dal canale dell’ex piattaforma televisiva a pagamento Tele+ Bianco, divenuta dal 2003 Sky Italia e la voce italiana di Sherman è stata del cantante genovese Bruno Lauzi.

    The Critic è fortemente legata ai Simpsons: infatti tra i produttori esecutivi della serie figurano Al Jean e Mike Reiss (sceneggiatori dei Simpsons nelle prime quattro stagioni) e James L. Brooks, produttore di diversi show di successo e dei Simpsons. La casa di produzione dello show è la Gracie Films, da sempre quella anche della famiglia di Springfield. Altri fatti che legano The Critic a I Simpsons sono il crossover tra le due serie, avvenuto nel corso della sesta stagione dello show dei “gialli” più famosi della televisione intitolato Il Film Festival di Springfield, dove compare la figura di Sherman tra la giuria giudicante dei vari film in concorso e la doppiatrice Nancy Catwright, già voce di Bart e di altri personaggi nella versione originale dei Simpsons. La “fusione” tra le due serie fu una mera mossa commerciale, in quanto The Critic dalla sue seconda e ultima stagione venne trasmessa dalla Fox, storico canale che manda in onda i Simpsons.

    Uno dei passaggi più divertenti e celebri dell’episodio crossover tra i due show

    The Critic rappresenta quella geniale ondata di creatività che ha permesso negli anni Novanta a diversi network e compagnie di produzione di creare serie animate in grado di strizzare l’occhio in maniera sagace e divertente al cinema. L’esempio più famoso di tale mentalità si può vedere negli Animaniacs , geniale ed irripetibile tentativo da parte di Steven Spielberg e della sua Ambin Entertainment di unire una folle comicità alla cinematografia. Come spesso accade, The Critic è passata in Italia come una meteora, non venendo compresa appieno e soffrendo del più ampio successo di pubblico di serie affini, come gli stessi Simpsons. Sono delle vere rarità gli episodi in italiano della serie, difficili da trovare anche su Internet per quel processo di memoria storica che, per vie traverse, è proprio anche di Youtube. Ma in tempi in cui la creatività è un concetto relativo e dove si fa decisamente prima a creare remake e reboot di successi già esistenti, riuscire a trovare qualcosa di interessante è davvero un piacevolissimo valore aggiunto.

    Hank Cignatta

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    Sono la mente insana che sta alla base di Bad Literature Inc. Giornalista pubblicista, Gonzo nell’animo, speaker radiofonico, peccatore professionista, casinista come pochi. Infesto il web con i miei articoli che sono dei punti di vista ( e in quanto tali condivisibili o meno) e ho una particolare predisposizione a dileggiare la normalità. Se volete saperne di più su di me e su Bad Literature Inc. e volete proprio farvi del male, leggete i miei articoli. Ma poi non dite che non siete stati avvertiti.

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