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Ralph “Sonny” Barger, storia di una leggenda americana

La storia di Ralph “Sonny” Barger affonda le sue radici in un mondo che, purtroppo, pare essersi ormai estinto. Un mondo caratterizzato da valori che paiono essere presenti solamente in racconti di chi, oggi, si sente anacronistico in una società dove conta solamente apparire a tutti i costi a discapito di chiunque e di qualsiasi cosa. Barger è diventato a tutti gli effetti una vera e propria leggenda americana, in quanto fondatore del club di motociclisti degli Hell’s Angels e, più dettagliatamente, della prima sezione della città di Oakland nel 1957.

Sonny “Ralph” Barger in una foto di gioventù

Figlio di una famiglia italoamericana, fin dalla tenera età Sonny dimostra un carattere poco incline alle regole e refrattario al sistema di insegnamento scolastico. Preferiva infatti passare le giornate con i suoi amici nelle strade della città natale di Modesto, in California, rimanendo affascinando dal rombo dei motori delle Harley Davidson della polizia. Nel 1955 ebbe anche modo di fare una beve esperienza sotto le armi, mentendo sulla sua età e non avendo ancora, di fatto, l’età legale per l’arruolamento. Una volta scoperto, venne congedato e qui tornò a passare le sue giornate con i suoi amici in sella a moto modificate, le cosiddette chopper: queste motociclette erano sottoposte ad un radicale processo di elaborazione. Infatti elementi quali il parafanghi, luci di posizioni e freno anteriori venivano rimossi, installando una prominente e distintiva forcella anteriore. Anche la sella veniva eliminata, per permettere di sedersi più in basso possibile sul telaio della moto.

La moto chopper del film Easy Rider è uno dei modelli più famosi in assoluto

Il giovane Sonny iniziò quindi a maturare il desiderio di creare un gruppo di appassionati di moto con il quale condividere l’amore per il mezzo nonché per quella sublime ed insostituibile sensazione di libertà legata al viaggiare in moto. Nel 1956 da quindi vita agli Oakland Panthers, i quali però non durano molto in quanto non rispecchiano l’idea di fratellanza e cameratismo che Barger aveva in mente per il suo gruppo. Consapevole del fatto che servisse qualcosa in più, nel 1957 si circondò di un gruppo di persone più compatto ma animati dalle medesime passioni, fondando così l’Hells Angels Motorcycle Club of Oakland: la longevità di questa sezione è stata dettata dal fatto che ci furono precise regole alle quali attenersi. Anche la possibilità di entrare a far parte o meno di questa realtà era dettata da precisi criteri di selezione che tenevano conto dell’abilità dei suoi uomini nel condurre la moto, fedeltà assoluta al club, il senso di fratellanza e lo spirito di sacrificio. Barger applicò al proprio club gli stessi metri di giudizio e scala gerarchica che ebbe modo di vedere durante la sua esperienza militare, dando vita ad un modello che, seppur con le dovute modifiche, viene preso in considerazione ancora oggi.

Ralph “Sonny” Barger (81 anni quando viene scritto questo articolo) in una foto recente. Sono visibili i segni dell’asportazione della laringe in seguito alla diagnosi di un cancro alla laringe nel 1982

Barger è stato anche uno tra i primi biker a fregiarsi del simbolo di onepercenter, ovvero un simbolo che va a rappresentare chi sposa una filosofia di vita ribelle e, in taluni casi, anche al di sopra della legge. Il tutto nasce in occasione di un raduno di motociclisti organizzato nel fine settimana del 4 luglio del 1947 nella ridente cittadina di Hollister, in California. Per qualche motivo alcuni motociclisti si resero protagonisti di alcuni disordini che spaventarono gli abitanti della cittadina. La portata del caos si ingrandì, andando a coinvolgere una significativa parte di quei motociclisti che erano ormai in preda ai fumi dell’alcol e che non erano quindi abbastanza lucidi da ragionare su quello che stavano facendo. Secondo i registri della polizia dell’epoca (e da quanto riportato dall’approfondita analisi giornalistica dei fatti realizzata dal giornalista e scrittore americano Hunter S. Thompson nel suo fantastico libro Hells Angels, ed. Bompiani) solo l’intervento della polizia proveniente dalle contee limitrofe è riuscito a riportare la calma, anche se i disordini (consistenti in una vetrina rotta di un negozio e un paio di folli corse in strada) si verificarono in seguito al divieto di ingresso al raduno posto ad alcuni gruppi di motociclisti.

Copertina dell’edizione italiana di Hells Angels di Hunter Thompson, una delle opere più esaustive sull’origine dell’omonimo club di motociclisti oltre a quelli scritti dallo stesso Barger

In seguito a tutta questa faccenda, che ebbe una massiccia risonanza mediatica, spinse l’American Motorcyclist Association a prendere le distanze da tale avvenimenti, asserendo che “il 99% dei motociclisti era composto da brave persone rispettose della legge e che solo l’1% di essi era da considerarsi fuorilegge”. In seguito a tale dichiarazione Sonny Barger indisse un raduno tra tutti quegli MC considerati “fuorilegge”, diventando il primo biker a fregiarsi di un rombo al cui interno vi era l’1%, dichiarandosi così di riconoscersi in quella percentuale di “facinorosi” che intendevano l’uso della moto come uno stile di vita dedito alla libertà e non una cosa per rispettabili uomini di famiglia. Nel corso degli anni Sonny Barger è diventato una vera e propria leggenda americana, icona di quell’America che in sella alla propria moto percorre le tipiche highways statunitensi. I frutti di questa sua leggenda vivono nel club che ha fondato, ad oggi presente in oltre duecentocinquanta chapter sparsi in giro per il mondo e nei vari libri che ha scritto nei quali ha descritto con sincera dovizia di particolari lo stile di vita libero, ribelle e senza regole che lo ha reso una delle icone più importanti della controcultura americana e mondiale. Nel 1982 gli venne diagnosticato un cancro alla gola che lo costrinse all’asportazione della trachea nonché a trasferirsi in Arizona, zona dalla temperatura ideale per chi è stato sottoposto a tracheotomia. Rimane una figura importante per tutti coloro che vogliono vivere fieri e correre liberi.

Hank Cignatta

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