I tre dell’Operazione Drago: la consacrazione di Bruce Lee e dei film di arti marziali

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Sembra incredibile ma c’è stato un periodo della mia esistenza, in una galassia lontana lontana, dove ero un praticante di arti marziali. A discapito della busta di piscio che sono attualmente, nel periodo della mia adolescenza mi sono avvicinato allo studio e alla pratica del Jeet Kune Do, lo stile ideato da Bruce Lee. La sua figura è sempre stata per me importante nonché fonte di ispirazione fin dall’infanzia, in quanto mio padre (fervente judoka credente nel Bushido) mi ha instradato alla visione dei suoi film. Con il passare del tempo mi sono interessato alle sue gesta, leggendo libri sulla sua vita e sui suoi appunti di allenamento che lo hanno portato alla creazione del JKD, ovvero la via dell’intercettazione del pugno. Un periodo molto interessante fatto di allenamenti, sacrifici, stage e la consapevolezza che per riuscire nella vita bisogna adattarsi, esattamente come fa l’acqua che si adatta al recipiente che la contiene. Be water, my friend.

Il logo del Jeet Kune Do, lo stile ideato da Bruce Lee

Al pomeriggio leggevo gli appunti di Bruce Lee, ammirando la sua innata capacità di studiare una determinata tecnica o stile allenandolo fino a perfezionarlo come mai era stato fatto prima mentre alla sera mi allenavo. Sapevo (e so tutt’ora) a memoria le battute dei suoi film (uno su tutti Dalla Cina con furore) e il mio personaggio preferito di Tekken è da sempre stato Law. E tra i tanti film di arti marziali che ho visto, nessuno è mai stato in grado di raggiungere il livello di perfezione di uno dei classici di questo genere, ovvero I Tre dell’Operazione Drago.

Il film, diretto dal regista americano Robert Clouse, è uscito nelle sale nel 1973 (in Italia l’anno successivo) ed è l’ultimo che Bruce lee riuscì a completare prima della sua prematura scomparsa, avvenuta nel luglio dello stesso anno. La trama segue le vicende di Mr. Lee (si, interpretato proprio da Bruce Lee), membro del Tempio Shaolin e maestro di arti marziali, che viene reclutato da un’agente del servizio segreto inglese che lo mette sulle tracce di Mr. Han, uomo d’affari un tempo membro del Tempio Shaolin. La sua ricchezza ha reso Han corrotto e meschino e pare che sia invischiato in traffici di droga e di persone. Ogni tre anni Han organizza, sull’isola dove vive, un torneo di arti marziali: qui Lee parteciperà per indagare meglio sulla faccenda e per vendicare la sorella, morta in un tentativo di stupro da parte di O’Hara, bodyguard personale di Han. Al torneo parteciperanno anche Kelly Williams, in fuga per l’aggressione di due poliziotti e John Roper, per aver contratto debiti di gioco con la mafia. I due, ex commilitoni durante la guerra del Vietnam, si ritroveranno e uniranno le forze insieme a Lee per scoprire la verità.

Bruce Lee in una scena tratta dal combattimento finale con Han e diventata una delle immagini simbolo per riferirsi al grande marzialista

In breve tempo I Tre dell’Operazione Drago ottenne un grande successo, sia al cinema sia nel circuito dell’home video, diventando anche un film cult. Durante il periodo d’oro del successo dei film di Kung Fu, anche le grande case di produzione cinematografiche vollero cavalcare l’onda lungo di questo successo. A differenza degli altri film dello stesso filone, le pellicole di Bruce Lee si distinguevano per una trama ben precisa e per la fluidità e il dinamismo delle scene di combattimento. Certo, quest’ultime erano mirate ad esaltare le doti atletiche di Lee ma erano decisamente diverse rispetto alle meccaniche rigide e legnose di tutti gli altri film finora prodotti. I Tre dell’Operazione Drago fu possibile grazie alla collaborazione tra la Warner Bros., la Concord Prodution di Bruce Lee e la Golden Harvest di Raymond Chow. La pellicola non solo divenne un grande classico del suo genere ma riuscì anche a consacrare a livello planetario la figura di Bruce Lee. Geniale è stato quello di unire elementi del cinema spionistico alla 007 con quelli dei film di arti marziali. Epici sono poi i vari scontri tra Bruce Lee, Bolo Yeung e Bob Wall, dove Lee ha la possibilità di mettere in scena tutta la sua bravura nelle arti marziali e di dimostrare l’efficacia del suo Jeet Kune Do. Prima di questa occasione, Lee ha cercato di diffondere il frutto dei suoi studi sul JKD nel corso di alcuni episodi di un telefilm in cui faceva un cameo, Longstreet. Un film senza tempo che, proprio come la leggenda di Bruce Lee, vivrà in eterno.

Hank Cignatta

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

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