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Halloween e il fenomeno commerciale di una festa che non ci appartiene

Negli ultimi anni anche in Italia non è assolutamente cosa inusuale vedere festeggiare Halloween, diventata a tutti gli effetti una ricorrenza assai sentita sia da grandi che da piccini. Quest’ultimi sono affascinati dal connotato ludico di tale ricorrenza, che consente loro di andare in giro mascherati e di andare in giro porta a porta recitando la consueta frase dolcetto o scherzetto? Come già accaduto per altre ricorrenze, anche Halloween è una festa meramente commerciale (almeno qui da noi), in quanto occasione in più per poter festeggiare e fare casino ( e fin qui nulla di male, se nei limiti del consentito). Ma qual’è il vero motivo che spinge orde di persone (non necessariamente bambini) a mascherarsi da mostri e andare in giro a festeggiare una ricorrenza della quale, nella maggior parte dei casi, si ignora il significato?

Addobbo tipico della ricorrenza di Halloween

Il povero bastardo che vi scrive è sempre felice di trovare occasioni per festeggiare, sia chiaro: altra cosa però è ritrovarsi a provare quel leggero senso di disorientamento che porta a chiedersi per che cosa si stia festeggiando realmente. Un pò come imbucarsi ad una festa: l’importante è divertirsi e fare casino, ma quell’enorme punto interrogativo stampato sulla faccia sul fatto di chi siano le persone che ti circondano attrae comunque gli sguardi di quelle persone che cercheranno di mettere a fuoco in quale circostanza ti avranno conosciuto. Se si dovesse fare un sondaggio su un campione di popolazione che varia dai 12 ai 30 anni difficilmente ci si potrebbe imbattere in una risposta esaustiva al quesito che cosa è realmente Halloween e perché lo stai festeggiando?

L’intro della versione telefilmica di Piccoli Brividi (tratta dai libri di R.L.Stine) era tutto l’horror che la mia generazione ha avuto. Altro che Halloween.

Qui non si sventolano radici religiose (delle quali, personalmente, faccio volentieri a meno volendo ragionare con quella consumata gomma da masticare che mi ritrovo per cervello) ma semplicemente focalizzare l’attenzione sul fatto che Halloween è una festa che, culturalmente, non ci appartiene. Essa viene festeggiata principalmente negli Stati Uniti e in Canada e gli effetti della globalizzazione ( e più dettagliatamente degli enormi ricavi economici ad essa collegata) ha fatto si che venisse esportata in tutto il mondo. La versione odierna di Halloween è quindi una festa importata che nulla ha a che fare con la nostra tradizione: è altresì vero che ogni regione italiana ha il suo personale modo di festeggiare la ricorrenza di Ognissanti. Risulta quindi abbastanza ridicolo vedere individui che per una sera diventano regine egizie dell’oltretomba o presunti esperimenti di laboratorio andati in vacca solo per seguire un qualcosa che si ignora. Un pò come vedere improvvisamente Ferragosto come una festa nazionale negli Stati Uniti. Pittoresco, ma alquanto infattibile e grottesco. Perché divertirsi è un conto ( e il sottoscritto ci sta sempre, sia chiaro) ma l’ignoranza è davvero una brutta bestia. Anche se la si mette in maschera.

Hank Cignatta

One thought on “Halloween e il fenomeno commerciale di una festa che non ci appartiene

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