La Sicilia a cavallo: Catania racconta la sua storia a villa ardizzone
Ero sul terrazzo del mio ufficio quando arriva un messaggio. Guardo il telefono e noto, tra le altre cose, che è già venerdì ed è passato più di qualche giorno dal ciclone Harry, figlio di un fenomeno atmosferico anomalo che da qualche tempo si fa normalità, con piogge e vento che ogni anno piegano la Sicilia orientale e occidentale con più o meno foga, a seconda del momento.

La Sicilia a cavallo: Catania tra storia e abbandono culturale
Questo lo dico perché, leggendo il messaggio, mi rendo conto che Catania ha una sua maniera tutta particolare di farti sentire fuori posto, soprattutto quando ti chiedi perché le amministrazioni giochino a scaricabarile per sviare le responsabilità. Ma qui non si tratta di responsabilità penale: si parla di responsabilità civile e culturale, si parla di un popolo figlio della storia e delle sue dominazioni, i cui fondi destinati al folclore di qualche festa potrebbero essere invece destinati alla messa in sicurezza di strade e strutture devastate.

La Sicilia a cavallo: tra pietra lavica e memoria storica
Tornando a noi, come dicevo, è uno di quei messaggi che ti fa sentire esattamente dove dovresti essere e che risponde con decisione alle tue domande amletiche da cittadino deluso un po’ troppo spesso. È una specie di incantesimo, ma Catania e la sua Sicilia trovano sempre il modo di rialzarsi, facendosi sentire attraverso i muri fatti di pietra lavica e nel tessuto culturale di una terra che si piega ma non accenna ad arrendersi. E lo fa con un evento che parla della sua storia: venerdì 30 gennaio, ore 18:30, presso Villa Ardizzone, in viale Mario Rapisardi 114. Un evento costruito e pensato non per inseguire l’ennesimo fantasma letterario, tanto caro a qualche politico da scheda elettorale, ma per una presentazione che promette storia, archivio e racconto autentico. Per la presentazione di un libro, un evento che ne è la prova.

La Sicilia a cavallo: catania si fa storia e racconta le sue origini
Il libro che verrà presentato al pubblico si chiama: La Sicilia a cavallo, la penna è quella di Andrea Dugo, dottorando in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Catania. Il testo è stato pubblicato dalla casa editrice Bonfirraro Editore. Già il titolo è facile immaginare una Sicilia figlia del passato, del suo grano e delle sue dominazioni: La Sicilia, quel grande animale irrequieto e focoso che cambia passo attraverso i ritmi di chi ne abita i luoghi, che in questa occasione torna alle sue zampe originali, quelle dell’Ottocento, ripercorrendo con noi i suoi passi per raccontarci che, dopo tutto, le abitudini di una volta, a partire dall’andare a cavallo, non erano poi pratiche così pittoresche finite oggi come note a piè di pagina, ma l’ossatura viva di un’isola che provava e riusciva negli anni a mantenersi “moderna”, attraverso innovazioni come cinema, teatro e letteratura.
la Sicilia a cavallo: catania si racconta tra cultura e antichi fasti
Ora, io con i cavalli ho sempre avuto un bel rapporto, perché li ritengo animali intelligenti capaci di emozioni autentiche, osservando tra me e me quelle foto sgranate, raffiguranti stallieri con il volto scolpito dal sole, carri infangati, criniere rigidissime, posture da fine Impero borbonico, mi rendo conto del motivo che portava la classe nobiliare e successivamente la borghesia arricchita ad andare a cavallo. D’altronde è un sentimento che ti risucchia. C’è un’energia strana, come se fosse un documentario di Herzog girato per sbaglio in via Etnea.

La Sicilia a cavallo: catania si racconta attraverso la penna di Andrea Dugo
A dialogare con l’autore ci saranno Sergio d’Arrigo, storico del cinema e divulgatore, e Pinella Di Gregorio. Tra i presenti ci sarà anche Pucci Majorana grande studioso di storia siciliana ed esperto di cavalli. Quindi preparatevi a una serata tutt’altro che banale una di quelle che non si racchiude in un foglio. Preparatevi a un dialogo, critico e disimpegnato per avvicinare gli ospiti alla storia di questa nostra terra attraverso un libro che è incipit di riscatto culturale di una serata che potrebbe benissimo finire in un duello rusticano tra date, fonti d’archivio e aneddoti improbabili.

La sicilia a cavallo: tra Cavalli e memoria testimoni della Sicilia che cambia
Fatevi un favore facendovi travolgere dal flusso, del dialogo e dal racconto di questi cavalli, protagonisti di una Sicilia che li ha visti come testimoni della mutazione delle epoche e che hanno arricchito culturalmente il suo popolo, attraverso un’economia rurale dimenticata, dove ritroviamo frammenti del nostro caos contemporaneo e della nostra storia.

Quindi non perdere altro tempo e prenota il tuo posto, perché la cultura ragionata rende liberi e il racconto rende autentici.
Villa Ardizzone, Viale Mario Rapisardi 114, Catania
Venerdì 30 gennaio
L’ingresso sarà liberò è gradita la prenotazione
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Alan Comoretto
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