La società storica catenese compie 70 anni: tra ricordi,archivi e passione.
L’aria sa di memoria e successi del passato incastonato all’interno di piano nobile di Via Etnea. La Società Storica Catanese celebra i suoi 70 anni e non è solo una ricorrenza da pasticcini e prosecco. E’ un rito, un’evocazione, un percorso di ricordi che si aggrappano copiosamente alle pareti vissute di Palazzo Nicotra Bertuccio, dove il tempo non passa: si ferma, si contorce, evolve e si fa archivio.

Ma chi è il presidente alfio d’agata?
Presidente, regista, fotografo e sceneggiatore cinematografico ma anche figlio d’arte, figlio di una città etnea in constante metamorfosi. Alfio D’Agata non è un burocrate della cultura. Ma è una persona che la trasforma in arte e cinema che resta nel tempo. Trasforma cimeli impolverati in elementi scenici, manoscritti in sceneggiature. Ha ereditato la creatura fondata nel 1955 dal padre Michele, visionario, restauratore di idee e progetti con la stessa caparbietà con cui si gira un film indipendente con budget zero ma ricco di entusiasmo e senso di apprtenenza un po’ come la società storica che è focolare di intenti e di storia.

Non si festeggia con il taglio del nastro ma lo si fa in grande con una frase che sa di rivoluzione e di riscatto “70 anni che ammuccamu Storia”. Non è marketing, è confessione in lingua siciliana. La Società ha salvato quadri, libri, arazzi, mobili, busti, tutto quello che il tempo beffardo forse voleva seppellire. E oggi, con tanto impegno ed una biblioteca che sembra uscita da un romanzo di Sciascia, riecheggia e ” salìa “cultura che brucia come lava sotto l’asfalto.

Ma non si tratta solo di mero restauro ma di vera e propria cultura che trova spazio anche nel cinema e nella fotografia di cui Alfio D’Agata è parte, infatti, lo ritroviamo anche come regista di film e cortometraggi come: Vuoti a Perdere, Rosa, Librino Express, Depistaggio Borsellino. Ogni pellicola è una scheggia di verità , talvolta un pugno nello stomaco per chi non vuole vedere né sentire, un atto di riconoscenza verso una Sicilia che non si arrende e che delle volte soffre a causa di chi la abita in modo indegno. Ed è in questo caso che la Società diventa set, diventa scenografia, diventa personaggio. Perché la storia non si conserva: si racconta, si vive e si evolve.
Dove si trova la società storica?
La sede della Società è all’interno di palazzo Nicotra Bertuccio, palazzo nobiliare sito in Via Etnea al piano nobile del 248 dove ogni oggetto è culto della memoria con la cinepresa in mano, dove ogni oggetto ha una storia. La Società Storica Catanese non vuole essere museo alla mercé di tutti ma motore per i curiosi all’interno di un contesto cittadino come Catania scivolata tra centri commerciali e palazzoni dalle forme moderne. Quello che è cultura resta spesso relegato in attesa di pochi illuminati come lui e pochi altri che ostinatamente continuano a raccogliere frammenti, a restaurare idee sopite di un passato che può ancora essere futuro avendo la consapevolezza che la memoria e la cultura sono l’unico vero ed eterno patrimonio, immune ai mutamenti sociali ed economici e queste rendono l’uomo veramente libero, per tutto il resto c’è il “vil danaro”.
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