Cronache gonzo di una rivoluzione improvvisata in Sicilia
Durante la stesura di questo articolo chiamo il nostro Alan Comoretto che mi racconta “era una mattina soleggiata, erano le 10:00 e io mi dirigo con il mio fraterno amico Mattia alle porte di Acitrezza per un invito a pranzo. L’aria che entra dal finestrino ricorda odori e sapori di primavera; tra strade e paesaggi intervallati da caffè e chiacchiere arriviamo a destinazione come se non fosse passato così tanto tempo, pronti ad abitare una di quelle giornate che lasciano il segno”.

Attimpari: Improvvisazione in Sicilia, quando le idee nascono da un’amicizia
Durante il pranzo conosco persone interessanti tra un bicchiere di prosecco e una pasta al forno, continua Alan, ma è durante il pomeriggio che si sviluppa qualcosa di cui sentirete parlare a lungo. Vedete, la Sicilia, lo sappiamo, è quella terra dove spesso le idee nascono come temporali estivi, come terremoti del nostro amato Mongibello: arrivano, fanno spettacolo senza pretese, portano acqua e trambusto per un po’ e poi spariscono nel nulla come fossero fenomeni da eco gentile, lasciandoti solo col terreno bagnato o infuocato che si alterna in uno stupore scenografico.

attimpari: Storia di unn pomeriggio in una Sicilia tra Prosecco e Mongibello, una sicilia che lascia il segno
Come dicevo: una Sicilia che lascia il segno in chi riesce a riconoscere l’emozione di una terra sofferente e altrettanto sincera. Ed è proprio in un pomeriggio qualunque, di quelli che solitamente si passano lasciando che i pensieri scorrano in vista di una nuova settimana dal sapore frenetico, che abbiamo immaginato, osservando il mare durante quattro chiacchiere di credere ancora una volta nelle potenzialità di questa nostra difficile terra.

Attimpari: Credere nella Sicilia che emoziona e investe nel fare gruppo e nella cultura
Ed è così che nasce la scuola siciliana, riconosciuta a livello nazionale:
“Attimpari: Scuola di Improvvisazione Teatrale”, un progetto senza pretese ma con tanta ambizione e voglia di fare cultura e gruppo. Il tutto nasce spontaneamente tra caffè tiepidi e parole buttate lì come coriandoli; non c’erano ancora business plan, investitori o slide PowerPoint.

attimpari: Tre amici e un’idea più forte delle paure, quando nasce una rivoluzione culturale
C’erano solo tre amici che, anziché dire “non ci conviene”, hanno detto “facciamolo e realizziamolo”. Marco d’Arrigo, Marialaura Morgano ed Elisabetta Cifalà fanno proprio questo: rendono la visione di tre giovani amici una scuola d’improvvisazione teatrale sul territorio siciliano di taratura nazionale, perché abbiamo ritenuto, nonostante invidie e difficoltà, che la Sicilia meritasse qualcosa di più delle sue stesse lamentele; meritasse gruppo e supporto reciproco, credere nell’improvvisazione teatrale non solo come hobby da salotto, ma come opportunità culturale di crescita reciproca da divulgare con gentilezza, passione e tenacia a chiunque, anche ai più resistenti: la cultura è rivoluzionaria come l’improvvisazione nella vita.

Attimpari: scuola d’improvvisazione teatrale siciliana diventa manifesto teatrale
Ed è così che nasce la scuola d’improvvisazione teatrale Attimpari, che prende il nome da due significati presenti nella lingua siciliana. Il primo: attimpari vuol dire “donna attempata”, indicando una donna di esperienza, anche se il politicamente corretto, forse, lo classificherebbe senza troppe difficoltà come un insulto, Il secondo significato di attimpari è “piantare in asso”, cosa che un improvvisatore non farà mai, perché crediamo nel celebrare l’altro, nella reciprocità e nel gruppo. E già “Attimpari”, in Sicilia, suona come una barzelletta di quelle che non fanno ridere nessuno perché troppo autentiche.

Attimpari, Appiccicaticci e voci e proggetti: una triade vincente, contro l’impoverimento culturale
Attimpari nasce come atto di ribellione pura, quella bella e antica che non si fa per guadagnarci, ma per resistere all’impoverimento culturale diffuso. Attimpari non nasce per prevaricare, ma per insegnare, e l’insegnamento, quello vero è sempre un atto di rispetto e condivisione reciproci per questo abbiamo scelto di affidarci al gruppo degli Appicicaticci, una compagnia d’improvvisazione teatrale di Roma, a sua volta supportata da Voci e Progetti, un’associazione di improvvisazione teatrale di Perugia. Una compagnia, un gruppo di improvvisatori che include molti nomi importanti, come quello di Tiziano Storti, vincitore del Campionato d’Improvvisazione Mondiale nel 2022. Gente che aderisce alle idee come il vinavil alla carta: non si stacca, ti resta addosso, ti supporta non perché conviene, ma perché crede nel fare rete e nel creare progetti insieme. Insomma, altre mani che non hanno paura di sporcarsi: una catena umana, una rivoluzione morbida ma autentica e graffiante, fatta di abbracci, rispetto e dialogo, invece che di bandiere e invidia.

Attimpari: il coraggio di coltivare sogni e cultura in una terra difficile
Come ho detto poco sopra, fare cultura in Sicilia è come tentare di piantare un fiore in mezzo ad una strada trafficata: ogni tanto qualcuno prova a calpestarlo, ogni tanto qualcuno lo ignora, ma se resiste abbastanza a lungo diventa parte del paesaggio; Noi cerchiamo di resistere attraverso la cultura e la voglia di fare, nonostante tutto, perché la cultura non chiede nulla in cambio. Non vuole illusioni: vuole realizzare sogni. Non pretende applausi, ma gradirebbe rispetto e coesione, perché da anni ci impegnamo a diffondere cultura, sostenere e creare gruppo per dare supporto e sollievo agli abitanti di questa difficile terra e ai suoi allievi. Cosa che, oggi come ieri, ha ancora il sapore di una rivoluzione culturale.

La scommessa e la visione di questi tre ragazzi e di questa scuola d’improvvisazione teatrale in Sicilia nascono da un pizzico di follia e complicità d’impresa, incollati tra loro per creare qualcosa di reale, concreto, vivo. È la prova vivente che anche la Sicilia, nonostante il potere e le sue difficoltà, può essere fertile e innovativa, dopotutto. Una cosa è certa: in un mondo di specchi, la sincerità è un’arma potentissima, Questa è cronaca, vera e totalmente improvvisata.
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La Redazione
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