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    Paura e delirio a Catania: cronaca di un disastro annunciato parte II

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    La città di Siracusa è uno dei luoghi simbolo della cultura siciliana, famosa per il Teatro Greco e anche per il suo meraviglioso parco archeologico che orna la città. Tra questi va sicuramente citato L’orecchio di Dionisio, grotta artificiale che si trova nell’antica cava di pietra detta Iatomia del Paradiso, sita appunto proprio sotto il Teatro Greco. Questo è un patrimonio storico- culturale apprezzato in tutto il mondo che va sicuramente tutelato; peraltro grazie alla qualità della pietra che circonda le sue mura questa cittadina e stata spesso utilizzata come set cinematografico per fiction e film di successo: i danni creati da questa situazione non hanno visto solo strade allagate ma anche il crollo di alcuni muri e strutture che hanno generato disagi con un conseguente effetto a matrioska. Ciò ha portato ad una massiccia limitazione degli spostamenti e al conseguente blocco di alcuni mezzi pubblici (che, anche a cose normali, non è che siano efficienti al cento percento) lasciando così i cittadini nello sconforto più totale nel cercare di affrontare una situazione d’emergenza e della portata devastante che si è palesata nel giro di pochissime ore.

    I danni del maltempo che si è abbattuto su Siracusa

    Alle 15 giunge il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, i quali cercano di poter aiutare la popolazione che intanto è alle prese con la conta dei danni. La situazione pare essersi calmata fin quando il maltempo non si sposta nella zona del paesino di Stazzo, causando una mareggiata che si estende poi anche alla zona di Acireale (facente parte della provincia di Catania). Vengono anche raggiunte le zone di Scordia e Palagonia, paesini prevalentemente agricoli nei quali, a causa proprio del violento maltempo che si è abbattuto sulle zone, ha causato la morte di due persone. Il tutto avviene in soli quattro giorni. Catania. 26 ottobre. Sembrava una giornata come tante altre, semplicemente un po’ uggiosa del solito: quanto cazzo mi sbagliavo! Apro gli occhi su questo incasinato mondo come tutte le mattine, reduce da una nottata caratterizzata da una pioggia battente, con la consapevolezza che nel primo pomeriggio le previsioni annunciavano il ritorno di piogge della stessa entità. Neanche le previsioni avrebbero fatto immaginare un epilogo simile, almeno non in questi termini. Sono le dieci del mattino, il cielo è coperto e presenta un muro di nuvole grigie ma nulla di più al momento. Decido quindi di uscire per delle commissioni: in pochi istanti quel muro grigio diventa sempre più fitto, il vento inizia a farsi sempre più forte e una cascata d’acqua si abbatte con brutale violenza sulla città. Dopo pochi minuti il mio vicino mi chiama al telefono, comunicandomi che lo stabile dove è sito il mio appartamento stava diventando una riproduzione su scala di Venezia durante l’acqua l’alta. Nella concitazione del momento, dove devo cercare di essere lucido per poter affrontare al meglio la situazione, mi collego con le telecamere di sorveglianza che ho installato nella mia abitazione. Con mio sommo sgomento ho modo di rendermi conto in tempo reale che il mio alloggio era effettivamente invaso dall’acqua. Ciò di cui non riesco a capacitarmi è il fatto che sia le porte che le finestre fossero chiuse al momento in cui ho lasciato casa mia. Questo è un dettaglio, affatto banale, che fa riflettere sulla potenza distruttiva dell’evento che si è abbattuto sulla mia città.Ad aggravare il tutto vi è la situazione della rete fognaria cittadina, lasciata al più totale abbandono nella speranza che un simile evento non potesse capitare. Ma siccome siamo in Italia e affinché qualcosa cambi realmente deve sempre capitare una tragedia o scapparci uno o più morti, l’attuale amministrazione ha pensato bene di non effetturare quelli che dovrebbero essere controlli di routine per prevenire situazioni simili.

    La situazione nel centro di Catania, dove vivo io. Fonte video Youtube: La Repubblica

    Prendo in mano la situazione e decido quindi di richiamare il vicino per capire quale fosse la situazione nel suo appartamento, strutturalmente uguale al mio se non peggio e mi dice di non avvicinarmi allo stabile in quanto l’acqua fuori dalla porta era salita ad un livello tale da arrivare poco sotto la maniglia. L’acqua con tutta la sua furia distruttrice si è convogliata tutta al piano terra dove si trova il mio appartamento: il tutto diventa per me surreale, facendomi vivere il tutto come se fossi ovattato all’interno di una bolla onirica di un sogno strano fatto dopo una notte di bagordi alcolici. Ricollegandomi alle telecamere di sicurezza ho la possibilità di rendermi conto di come l’acqua sia giunta ad un maggior livello in modo omogeneo per tutta la mia abitazione. Sovvengono ora dei concreti problemi ai quali non ho modo di poter trovare immediato rimedio: il primo (e probabilmente uno dei più importanti) è quello di avere modo di entrare in casa per poter staccare il quadro elettrico ed evitare un corto circuito di dimensioni importanti ed evitare così ulteriori danni. Il secondo è riuscire a staccare e recuperare tutti gli oggetti alimentati ad elettricità come il computer, importante nonché fedele strumento di lavoro. Grazie al provvidenziale intervento dei miei vicini, coadiuvati dai Vigili del Fuoco, si riesce a staccare l’interruttore generale dello stabile che però disabilitano anche le telecamere che fino ad allora mi hanno permesso di poter monitorare in tempo reale la situazione. Riprendo fiato e a questo punto decido di recarmi dai miei genitori, dove la situazione sembra essere sotto controllo seppur ci siano alcune infiltrazioni che però non hanno fatto grossi danni. Il mio telefono inizia a squillare con la stessa intensità di un centralino portatile: il dispositivo si fa rovente a tal punto da poterci cuocere sopra un uovo. La notizia è ormai di portata nazionale e i canali di informazione mandano in onda più volte le immagini della città completamente invasa dall’acqua. Cerco di fare mente locale con ciò che ho avuto modo di vedere sia a casa mia che fuori dalla finestra e tutto assume un alone grottesco visto solo in film del calibro di The Truman Show. Lo stabile dove vivo viene dichiarato inagibile fino a lunedì primo novembre, giorno in cui avrò modo di fare un inventario dei danni subiti. Al fondo di questa esperienza di paura e delirio nella città etnea una riflessione (solo per incominciare) sorge spontanea: mi domando come sia possibile che le amministrazioni degli ultimi anni non si siano premurate di poter effettuare dei controlli e una adeguata manutenzione per evitare che una situazione del genere potesse crearsi fino a raggiungere tali livelli di distruzione. Speriamo quindi che, sempre in virtù dell’italica mentalità dove per far si che ci siano dei reali cambiamenti prima deve avvenire una tragedia, tutto ciò possa essere stato tragicomicamente propedeutico per evitare il ripetersi di un disastro simile. Intanto affido ad un buon bicchiere di whiskey e ad un sigaro quel tanto agognato relax che sembra ormai essere un lontano e sbiadito ricordo.

    Alan Comoretto

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    Appassionato di tecnologia, cinema, musica, fumetti e teatro. Scrivo su diverse tematiche con uno stile pungente e riflessivo, negli anni ho collaborato anche con alcuni editori italliani del fumetto, ho curato diversi progetti online e mi occupo tra le altre cose del montaggio video professionale di diversi video pubblicati su canali Youtube.

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