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    OnlyFans, la fiera delle vanità della società moderna

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    C’erano una volta Playboy, Penthouse ed Hustler, il trittico delle riviste più famose, blasonate e lette rivolte ad un pubblico maschile. Ci sono ancora, per carità, ma esattamente come questo mondo che va troppo di fretta anche quei piccoli capolavori dell’editoria le cui pagine sono spesse volte tutte incollate insieme per motivazioni che ben immaginerete anche la loro valenza è cambiata. L’avvento di Internet, diventato punto nevralgico delle nostre incasinate esistenze così come il progresso delle tecnologie a nostra disposizione hanno permesso una più ampia diffusione dei contenuti erotici e/o pornografici. Ciò è stato un bene da una parte e un grosso danno dall’altro. La tendenza è di andare verso un mondo decisamente più libertino, dove tutto quello che una volta era visto come un tabù o vagamente strano può (o deve, dipende dal livello di finto perbenismo raggiunto) essere considerato socialmente accettabile. Dall’altra tutti i progressi fatti per quella tanto sudata libertà sessuale ha fatto si che generazioni di teste di cazzo non siano in grado di dare la giusta valenza ad un gesto romantico o ad un momento di sano erotismo senza dover scadere nel ridicolo o essere perennemente controllati dall’obiettivo della fotocamera del proprio cellulare o della propria webcam. Una vera e propria mancanza di educazione sessuale che, con l’evolversi del concetto di social network, ha fatto e continua a fare dei danni devastanti.

    Foto di un numero spagnolo di Hustler, una delle riviste maschili più famose al mondo. Sotto al pelo, niente.

    Certo, qualcuno alzerà obiezione dicendo che tutto è iniziato a partire dagli anni Ottanta con l’avvento della VHS, che ha permesso al porno di diventare fenomeno di costume anche casalingo per poi sostarsi in Rete con l’avvento di Internet e la sua naturale e conseguente evoluzione. Anche l’avvento del progresso tecnologico, che ha fatto si che nelle nostre tasche (si, ad est delle nostre mutande) giungessero degli aggeggi che via via sono diventati sempre più sofisticati e in grado di diventare parte integrante delle nostre esistenze. E la fine di quel fenomeno anni Ottanta meglio conosciuto come edonismo Reaganiano, vera e propria bolla ovattata dove tutto andava in apparenza bene e non si pensava così troppo ai problemi, si è tramutato in quel desiderio di voler apparire al meglio delle proprie possibilità davanti all’obiettivo del proprio dispositivo. E quando non arriva l’ago o la mano del chirurgo estetico, le imperfezioni vengono cancellate via con un colpo di filtro, capace di dare colore al piattume quotidiano delle nostre giornate o per cercare di manifestare al mondo che, in qualche maniera anche noi ci siamo e stiamo facendo qualcosa di buono ed interessante in questo mondo. Tranquilli, anche io faccio parte del problema e non sono esente da questa critica. Ecco quindi lo sdegno per me stesso.

    E in tempi in cui la disoccupazione giovanile raggiunge livelli sempre più preoccupanti e il costo dell’energia e del petrolio sono ogni giorno più proibitivi, la tecnologia viene in “soccorso” delle nuove generazioni che trovano modi alternativi per tirare a campare. Tra Youtubers, TikTokers, influencers e compagnia varia si è fatta largo una nuova categoria: gli Onlyfansers. Ma prima di procedere è bene fare una doverosa precisazione: OnlyFans è una piattaforma che ospita contenuti di creators (come dicono quelli bravi) ai quali è possibile accedere per mezzo della sottoscrizione di un pacchetto di abbonamento di importo differente, al quale segue la possibilità di sbloccare contenuti diversi previa finanziamenti fatti dai loro fans su base mensile. Negli ultimi anni il sito web in questione è stato utilizzato (e viene tutt’ora utilizzato) per la maggior parte da modelli e modelle porno professionali, che nel tempo ha permesso anche ai cosiddetti amatoriali di aprire il proprio canale ed offrire i propri contenuti a pagamento. Non è quindi del tutto improbabile trovare su questa piattaforma la propria vicina di casa, la compagna di classe o l’insegnante di aerobica che avreste voluto scrutare in maniera molto approfondita (sempre senza venire meno alle regole del buon senso e della legge, ben inteso), sdoganando di fatto quel tipo di pornografia che ha iniziato ad avere diffusione capillare ed incontrollabile.

    OnlyFans ha provato a dare una stretta alla propria politica per quanto riguarda i contenuti a carattere pornografico lo scorso anno ma una pronta ed unita levata di scudi da parte degli onanisti di tutto il mondo ha fatto tremare non poco i vertici di questa azienda che, proprio grazie alla pornografia, ha consolidato i proprio guadagni e la sua fama nel mondo anche durante la grande serrata generale dovuta alla pandemia. La piattaforma nata a Londra ha ben presto creato varie e strane situazioni dove ragazzine e ragazzini (si, perché ci sono anche loro) riescono a guadagnare mensilmente molto di più dei propri genitori. Uno dei paradossi dell’economia moderna, solida come una sottile lastra di ghiaccio prossima al collasso dovuto al riscaldamento globale. E non sono mancate e non mancano polemiche e situazioni davvero assurde, come quella di una giovane modella (chiamiamola così) di nome London, dove in un video su TikTok ha ammesso di aver scoperto che uno degli utenti più attivi dei suoi fan era niente meno che il padre. Questa non è che la punta di quell’iceberg che, rimanendo in tempa di alte temperature, si sta sciogliendo sempre più velocemente. Perché, senza dover essere dei bacchettoni, la creazione e al diffusione di contenuti disinibiti ed espliciti da parte di ragazzine spesso minorenni e non controllate dai propri genitori porta dei grossi problemi. Come già detto in qualche paragrafo più sopra, la totale mancanza di educazione sessuale e delle reali conseguenze di ciò che si condivide porta ad avere persone che non sanno rapportarsi più l’una con l’altra. La gente sembra diventare sempre più stupida. abbiamo un avanzatissima tecnologia, i computer e i telefoni si sono trasformati in macchine da seghe a quattro cifre. Internet doveva renderci liberi, democratizzarci e il risultato è che ha solo dato libero accesso alle invasioni barbariche. Oltretutto la gente non parla più, scrive commenti o messaggini, niente punteggiatura, niente grammatica e solamente abbreviazioni che non fanno risparmiare tempo. E l’unica verità è che il prossimo orgasmo ci renderà davvero liberi.

    Hank Cignatta

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    Sono la mente insana che sta alla base di Bad Literature Inc. Giornalista pubblicista, Gonzo nell’animo, speaker radiofonico, peccatore professionista, casinista come pochi. Infesto il web con i miei articoli che sono dei punti di vista ( e in quanto tali condivisibili o meno) e ho una particolare predisposizione a dileggiare la normalità. Se volete saperne di più su di me e su Bad Literature Inc. e volete proprio farvi del male, leggete i miei articoli. Ma poi non dite che non siete stati avvertiti.

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