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    An Evening With Silk Sonic, quel disco Funk che fila liscio come la seta

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    Interno. Notte. Il mio appartamento. Torno a casa in seguito alla passeggiata serale con la mia Noël, la mia cucciolona di Pitbull. Da quando sono tornato dalla radio presso la quale lavoro qui a Nevrotic Town (o Torino, se siete amanti dello stile Liberty) una canzone mi ronza in testa con veemenza, abbandonando alle danze il mezzo neurone che mi è rimasto. Influenzato dalla scaletta dei brani messi in onda in radio, quella canzone mi si è incastrata in testa e non ne vuole sapere di andarsene. Il brano in questione è Skate di Bruno Mars e i Silk Sonic, una vera esplosione di gioia e freschezza che illumina i plumbei pomeriggi sabaudi di queste settimane.

    Nevrotic Town bagnata ma non fortunata

    Metto su An Evening With Silk Sonic, disco nel quale è appunto contenuta Skate, album di debutto di questo supergruppo che vede la partecipazione dello stesso Bruno Mars e del cantante e batterista Anderson Paak. Il progetto vede la luce in seguito alla collaborazione tra Paak e Mars nel corso del 24k Magic World Tour di quest’ultimo, dove entrambi hanno poi modo di prendere parte alla lavorazione di It’s About Time, ultimo album degli Chic. Mars prende parte anche alla registrazione di alcuni brani di Ventura di Paak e in quell’occasione la complicità artistica tra i due è tale da decidere dare vita ad un progetto dai marcati connotati funky che suona inevitabilmente e fottutamente bene in modo diverso da tutto quello che c’è in giro in quel preciso momento. Nascono quindi i Silk Sonic, supergruppo che già nel nome strizza l’occhio a quelle sonorità R’n’B classiche e che hanno fatto di Bruno Mars in questi anni un artista maestro in questo genere. Il nome della band, come da stessa ammissione di Mars e Paak, fu suggerito dalla leggenda del basso elettrico funky Bootsy Collins (Parliament, Funkadelic, Bootsy’s Rubber Band, Praxis e Material solo per citare alcune delle sue collaborazioni più significative) dopo aver ascoltato il disco del duo.

    Anderson Paak (a sinistra) e Bruno Mars

    Metto play su quell’album che già dalla foto di copertina trasuda uno stile davvero unico nel suo genere. Seguo il consiglio di Mars e Paak e metto una serata in preda ad un viaggio funky che illumina qualsiasi cosa: la stanza, le mie cuffie, le mie occhiaie, la mia voglia di scoprire nuovi progetti musicali, la mia noia, la mia lampadina e lo schermo del mio computer. L’intro del disco apre il sipario ed accede i riflettori su quelle sonorità che prendono il via con la ballad Leave The Door Open: le voci di Anderson Paak e di Bruno Mars si mescolano bene tra loro e cullano l’ascoltatore per poi accompagnarlo verso una vera e propria spremuta concentrata di funky con Fly As Me. Il brano trasuda senza troppi sofismi di Delfonic , Sugarhill Gang, e Funkadelic e sale sul podio dei migliori brani del disco. Seducente giunge poi After Last Night (con Bootsy Collins al basso, dove Bruno Mars ha modo di sbizzarrirsi nel riuscire a dimostrare nuovamente (qualora ce ne fosse ancora bisogno) di essere l’incarnazione di grandi artisti del passato.

    Il ritmo sincopato della batteria e del basso di Blast Off mi accompagnano all’ultima traccia di questo vero e proprio viaggio funk declinato in chiave moderna, una piacevole scoperta che non fa mistero di ispirarsi ai grandi del passato e che, probabilmente, non propone niente di davvero nuovo ma che suona molto bene in tempi realmente privi di originalità e nei quali è davvero difficile proporre cose differenti da tutte quelle finora presentate. An Evening With Silk Sonic è un disco che gira molto bene: fa scatenare a ritmo quando deve farlo senza dimenticare di come le ballate siano ormai materia vetusta nelle moderne produzioni musicali. Il progetto è molto valido, Bruno Mars è l’ennesima conferma e Anderson Paak una piacevolissima scoperta. Speriamo che questo sia il primo di tanti altri album sul genere, capace di ispirare altri artisti a farsi contagiare dalla febbre del groove. Perché non si invecchia, ma si diventa vintage e con stile. Let’s funk, people.

    Hank Cignatta

    ® Riproduzione riservata

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    Sono la mente insana che sta alla base di Bad Literature Inc. Giornalista pubblicista, Gonzo nell’animo, speaker radiofonico, peccatore professionista, casinista come pochi. Infesto il web con i miei articoli che sono dei punti di vista ( e in quanto tali condivisibili o meno) e ho una particolare predisposizione a dileggiare la normalità. Se volete saperne di più su di me e su Bad Literature Inc. e volete proprio farvi del male, leggete i miei articoli. Ma poi non dite che non siete stati avvertiti.

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