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    La rottura di palle (natalizie) degli spot, vera e propria istigazione al consumismo

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    Nell’ansia da prestazione di queste feste, unico momento utile per passare del tempo con la propria famiglia e per mettere i piedi sotto la tavola per lanciarsi in mangiate da competizione, c’è un fattore che mina seriamente la tranquillità del prossimo. Nell’errare catodico da un canale televisivo all’altro ci si imbatte in quella che è una vera e propria tormenta di spot televisivi a tema, protagonisti degli schermi sempre più piatti e dalla qualità video sempre più definita delle nostre tv. Un vero e proprio bombardamento psicologico continuo che irrompe nella tranquilla quotidianità casalinga che si può vivere solo in questo determinato periodo dell’anno. Ecco quindi che aziende di alta moda o di intimo, marchi di prestigiosi stilisti, compagnie telefoniche e simili fanno a gara per contendersi lo scettro di spot più petulante in grado di martellare quelle poche sinapsi rimaste per cercare di ricaricare le batterie per poter affrontare con inalterata grinta e cazzutaggine l’anno venturo.

    Esempio del consumatore medio odierno, intossicato dallo spasmodico martellamento pubblicitario, che sotto le feste si fa più incessante che mai

    Questo vero e proprio terrorismo psicologico viene messo in atto ogni anno sempre più in anticipo rispetto al reale periodo natalizio: se l’anno scorso il tutto ha avuto inizio a metà novembre, quest’anno la febbre alla celebrazione compulsiva della Natività è incominciata ai primi del mese scorso. Di questo passo l’anno prossimo davvero non avremo fatto in tempo a digerire la grigliata di Ferragosto che già nelle vie del centro delle più importanti città italiane inizieranno a penzolare le prime decorazioni natalizie. Benché sia un mezzo di intrattenimento abbastanza in crisi, la televisione in questo periodo si sta facendo petulante cassa di risonanza per spot dove di natalizio c’è davvero poco e niente e il cui significato, neanche troppo nascosto, è un incitamento ad un consumismo sfrenato e senza regole.

    Lo spot di Intimissimi Uomo, perennemente presente negli stacchi pubblicitari, uno degli spot più irritanti di questo Natale 2019

    Risultano quindi abbastanza ridicoli i richiami allo spirito cristiano del Natale che, di religioso, ormai non ha decisamente più nulla. Gli spot televisivi in questione non sono altro che istigazione al consumismo sfrenato che vede nell’immaginario collettivo l’obbligo (e lo stress) di dover necessariamente regalare qualcosa. Che senso ha nutrire oggi dello spirito natalizio se quest’ultimo svanisce dopo aver stracciato la carta che avvolgeva i regali ricevuti o nel poderoso rutto con il quale si digerisce il cenone di Natale? L’unica cosa buona di tutta questa manfrina è che, tra poche ore…

    Hank Cignatta

    ® Riproduzione riservata

    Breve classifica del disagio pubblicitario televisivo natalizio 2019:

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    Sono la mente insana che sta alla base di Bad Literature Inc. Giornalista pubblicista, Gonzo nell’animo, speaker radiofonico, peccatore professionista, casinista come pochi. Infesto il web con i miei articoli che sono dei punti di vista ( e in quanto tali condivisibili o meno) e ho una particolare predisposizione a dileggiare la normalità. Se volete saperne di più su di me e su Bad Literature Inc. e volete proprio farvi del male, leggete i miei articoli. Ma poi non dite che non siete stati avvertiti.

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