ACI Torino Safe Experience in piazza San Carlo
Portare questo tema nel centro di Torino ha significato avvicinarlo anche a chi non avrebbe cercato spontaneamente un corso o un incontro di formazione. La scelta della piazza ha reso la prevenzione accessibile, l’ha collocata dentro la vita cittadina e ha ricordato che il comportamento di chi guida riguarda anche chi attraversa sulle strisce, accompagna un bambino o si sposta in bicicletta.
All’inaugurazione, avvenuta lo scorso 17 e 18 ottobre, accanto al presidente dell’Automobile Club Torino, Piergiorgio Re, sono stati presenti il prefetto di Torino, Donato Giovanni Cafagna, e rappresentanti delle istituzioni regionali e cittadine e del soccorso. L’impegno istituzionale ha trovato qui una traduzione comprensibile: mettere competenze e strumenti a disposizione delle persone, permettere domande, offrire occasioni per riconoscere i propri limiti prima di incontrarli nel traffico.

Simulatori e smartphone ala prova delle nostre abitudini
Il programma dell’area ACI ha affiancato simulatori di guida, realtà virtuale ed esercitazioni con gli istruttori delle autoscuole Ready2Go. Al centro, gli effetti della distrazione e dell’alterazione delle capacità psicofisiche, i tempi di reazione e la frenata d’emergenza. Argomenti che pronunciati uno dopo l’altro possono sembrare materia da manuale, ma riguardano decisioni che prendiamo ogni volta che usciamo di casa.

La presenza delle autoscuole Ready2Go ha dato sostanza a un’idea di formazione all’avanguardia, nella quale la preparazione per la patente viene integrata dal Metodo ACI. Le lezioni teoriche si accompagnano a prove pratiche in aree attrezzate e all’impiego di simulatori in realtà virtuale, che riproducono situazioni critiche e condizioni di guida differenti. Chi deve ancora prendere confidenza con il volante può così confrontarsi con i pericoli in un ambiente controllato, con l’obiettivo di comprendere meglio i propri tempi di reazione e le conseguenze delle proprie scelte.

A sostenere questo percorso ci sono istruttori che, per insegnare il Metodo ACI, seguono una formazione specifica presso il Centro di Guida Sicura ACI di Vallelunga. È un investimento sulla qualità dell’insegnamento che guarda alla vita del guidatore dopo l’esame, quando ogni decisione nel traffico coinvolge anche la sicurezza degli altri. Il traguardo è formare persone più consapevoli e responsabili, capaci di valutare i pericoli e di comprendere che conoscere i propri limiti è parte integrante del saper guidare.

È questo il metodo che mi ha convinto: offrire la possibilità di confrontare ciò che pensiamo di saper fare con una situazione che ci mette alla prova. Il telefono, per esempio, possiede un talento formidabile nel farci sembrare urgente qualsiasi sciocchezza. Una notifica reclama attenzione anche quando l’unica cosa che dovrebbe interessarci è ciò che accade oltre il parabrezza. Una simulazione permette di affrontare il problema in un ambiente controllato, dove l’errore può diventare materia di apprendimento.
C’è anche una questione di onestà verso noi stessi. Chi ha anni di patente può riconoscersi nello stesso eccesso di fiducia che rimprovera a un neopatentato. L’esperienza è preziosa quando ci aiuta a prevedere il pericolo; diventa un alibi quando la usiamo per liquidarlo.
Hank Cignatta
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