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    Il biliardino e lo Stato italiano, storia di un ridicolo autogol

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    Eccomi lì, in un giorno qualunque della mia adolescenza, a giocarmi la partita che avrebbe decretato la squadra campione dell’oratorio del mio quartiere dove ero solito bazzicare in quel periodo. Un bel torneo che segnava la fine della scuola e l’inizio dell’estate, passata in totale spensieratezza fino a quando non giungeva perentoria la chiamata di mia madre di tornare immediatamente a casa. Chissà come mai quando la cena era pronta in tavola era sempre troppo tardi. Quelle manopole giravano e bruciavano tra le mie sudate mani arroventate dalla calura estiva per tutto il pomeriggio, cercando di muovere in egual misura (e tentativi di bravura) gli omini che compongono l’attacco e la difesa. Il rumore di quella bianca pallina piena, sporca del grasso degli ingranaggi che percorreva ogni qual volta quella porta veniva bucata per segnare il punto sul pallottoliere colorato, era una delle colonne sonore di quegli estivi periodi spensierati. Per non parlare della sua naturale collocazione sui lidi balneari, dove tra un bagno e l’altro ci si lanciava in interminabili partite che finivano per decretare sempre il vincitore dell’universo di quel gioco soltanto all’apparenza così’ lontano dalle dinamiche ormai prettamente tecnologiche e furiosamente veloci di questi tempi moderni.

    Un calciobalilla sulla spiaggia

    E in questo mondo sempre più assurdo, caratterizzato da alcune regole che dovrebbero essere giuste ma che alle volte si fa davvero fatica a comprendere in certe loro contorte declinazioni, ne spunta una nuova: dal primo giugno infatti un decreto dell’Agenzia Dogane e Monopoli (che potete leggere qui) ha stabilito che tutti quei dispositivi che non erogano vincite in denaro posso essere installati solamente se provvisti di un nulla osta di messa in esercizio. Nel calderone dell’elenco di questi dispositivi si vanno ad inserire anche i flipper, i ping pong e i nostri amati biliardini. L’operazione, nelle intenzioni dell’Agenzia Dogane e Monopoli, rientra in quello che viene definito contrasto al gioco d’azzardo. Ciò rende il passaggio per il possesso nel proprio locale o stabilimento balneare di questi passatempi, da sempre presenti in bar e sale giochi (quelle poche ancora esistenti, ben inteso) alla stregua di quello che si deve fare per i videopoker. E il quadro per questa estate, all’insegna di quella famosa ripartenza sbandierata a destra e a manca dalle istituzioni che si stracciano le vesti al grido di ripartenza subito, è bello che fatto.

    La rovente estate degli italiani tra gli effetti della guerra in Ucraina, il caldo e la siccità e il rincaro di benzina e bollette

    Per chi non si adegua (o molto più semplicemente non era a conoscenza di tale decreto) la pena è una sanzione di quattromila euro: la prima multa è stata comminata ad uno stabilimento balneare in Puglia, che si è visto recapitare la salatissima sanzione pecuniaria. Il termine ultimo per regolarizzare la propria posizione sugli apparecchi già in possesso dei vari luoghi nei quali è possibile giocare a biliardini, flipper, ping pong ed ad altri passatempi di aggregazione è scaduto lo scorso trenta aprile. Ciò che fa riflettere, come spesso accade nel nostro amato Paese, è la mancanza di una comunicazione efficace che potesse cercare di preparare per tempo i proprietari dei vari esercizi commerciali, già colpiti da una crisi che continua a non mollare la presa e cambiare sempre forma. Se è vero che la legge non ammette ignoranza è altresì vero che una corretta informazione aiuta 8o dovrebbe aiutare, il condizionale è d’obbligo) a mantenere in piedi il corretto andamento della Cosa Pubblica. Ma quando certe situazioni sono davvero paradossali quella strana sensazione di perdurante presa per il culo inizia a farsi strana con una certa prepotenza.

    Hank Cignatta

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    Sono la mente insana che sta alla base di Bad Literature Inc. Giornalista pubblicista, Gonzo nell’animo, speaker radiofonico, peccatore professionista, casinista come pochi. Infesto il web con i miei articoli che sono dei punti di vista ( e in quanto tali condivisibili o meno) e ho una particolare predisposizione a dileggiare la normalità. Se volete saperne di più su di me e su Bad Literature Inc. e volete proprio farvi del male, leggete i miei articoli. Ma poi non dite che non siete stati avvertiti.

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