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    TikTok, il nuovo fenomeno social che ha conquistato i giovani

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    Negli ultimi anni il mondo della comunicazione ha fatto dei veri e propri passi da gigante: seguendo lo spasmodico ritmo con il quale la tecnologia nell’arco di pochi anni si è evoluta sempre di più fino agli strumenti che, oggigiorno, ci permettono di rimanere (perennemente) in contatto. Dalle emoticon dei primi SMS passando per i “trilli” di MSN Messenger il progresso tecnologico ha realizzato concetti che prima potevano solamente essere teorizzati.

    Schermata principale di MSN Messenger, programma di messaggistica istantanea che ha fatto da apripista a tanti altri servizi che oggi usiamo quotidianamente

    Prima è stato appunto MSN Messenger, servizio di messaggistica istantanea che è stato vero e proprio antesignano di altri programmi che ne hanno ereditato il concetto, come ad esempio Skype e Whastapp. In seguito ci fu l’enorme successo di Facebook, il padre di tutti i social, che ci ha permesso di comprendere come la comunicazione stesse andando verso un linguaggio più immediato e accessibile a tutti. Ed infine arrivò Instagram, che ci ha insegnato che la bellezza di una foto può passare attraverso una vera e propria scala cromatica di filtri.

    Alcuni dei social network più famosi ed utilizzati negli ultimi anni

    Per non parlare appunto di WhatsApp, uno dei servizi di messaggistica istantanea più famoso ed utilizzato negli ultimi anni, nonché il più presente sui cellulari di tutto il mondo. L’egemonia di Facebook nel campo dei social network è stata preponderante per diversi anni, permettendo alla compagnia di Mark Zuckerberg di acquistare la concorrenza e mettere le mani sia su Whatsapp che su Instagram. Dall’amore delle nuove generazioni per il social il blu all’esodo verso nuovi lidi virtuali il passo è stato davvero breve: complice alcune regole sulla restrizione di utilizzo di Facebook i giovani negli ultimi anni si sono spostati da un social network all’altro, alla perenne ricerca di una “casa” che potesse raccogliere gli sfoghi di una generazione svogliata che tutto ha e di cui tutto dispone. Ed era solo questione di tempo affinché ci fosse il social network giusto al momento giusto: il nome della nuova dipendenza social della Generazione Z (ossia i cosiddetti Millenials) si chiama TikTok.

    L’icona di TikTok, il social network del momento che spopola fra i giovani

    TikTok è stato lanciato nel 2016 con il nome iniziale di musical.ly (poi cambiato in TikTok nel 2018), app che permetteva la riproduzione di video in playback dove gli utenti potevano esibirsi con mosse inerenti al testo della canzone. La durata dei video variavano dai 1 ai 15 secondi, con la possibilità di aggiungere filtri di colore e aumentare o diminuire la velocità di riproduzione. Nel 2017 musical.ly raggiunge il traguardo dei duecento milioni di utenti registrati, destando così l’interesse dell’azienda cinese ByteDance che nello stesso anno la acquista per una cifra attestabile intorno ai settecentocinquanta milioni di euro. Nel 2018, grazie ad un aggiornamento, musical.ly diventa ufficialmente TikTok, mantenendo le caratteristiche della precedente app e che ha contribuito non poco alla sua diffusione tra i giovanissimi. Tra le nuove figure ambite dai giovanissimi oltre a diventare tronisti, veline ed influencer si aggiunge la figura di chi utilizza abitualmente TikTok, volgarmente detti musers o tik tokers. D’altronde i numeri di TikTok sono davvero impressionanti: giunta nel Belpaese da tre mesi ha visto aumentare i propri utenti da 2,1 milioni a 6,4, triplicando il proprio pubblico di riferimento compreso in una fascia d’età variabile tra i quattordici e i quarant’anni (o più). Instagram quindi sta escogitando un modo per poter essere competitiva con la nuova forma di espressione dei più giovani, alla perenne ricerca del video perfetto in grado di diventare “virale” e di cambiare la propria vita.

    Hank Cignatta

    ® Riproduzione riservata

    https://www.youtube.com/watch?v=dY3UvZbA_Qc
    https://www.youtube.com/watch?v=L0Xc3-G48I4
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    Sono la mente insana che sta alla base di Bad Literature Inc. Giornalista pubblicista, Gonzo nell’animo, speaker radiofonico, peccatore professionista, casinista come pochi. Infesto il web con i miei articoli che sono dei punti di vista ( e in quanto tali condivisibili o meno) e ho una particolare predisposizione a dileggiare la normalità. Se volete saperne di più su di me e su Bad Literature Inc. e volete proprio farvi del male, leggete i miei articoli. Ma poi non dite che non siete stati avvertiti.

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