X Box Serie X, la nuova “lettera scarlatta” di casa Microsoft

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Negli ultimi mesi sono usciti tantissimi leaks per quanto riguarda l’uscita del nuovo bolide di casa Microsoft, ovvero la X Box Serie X (nome in codice Project Scarlett). La console in questione andrà a sostituire di fatto la cara X Box One X, amatissima da molti utenti ma altrettanto criticata per varie ragioni. Ma da poco più di una settimana l’azienda di Redmond ha fatto trapelare su vari forum alcune informazioni riguardanti le sue specifiche tecniche, dalle quali si evincono alcune migliorie dal punto di vista hardware come ad esempio la RAM portata a 16 GB nella sua versione (GDDR6), che insieme  alla GPU da 12 TFLOPS (acronimo di FLoating point Operations Per Second, ovvero il numero di operazioni in virgola mobile eseguite in un secondo dalla CPU), una CPU da 8 core (Zen 2 da 3.8GHz) e una velocità di processo base a 7 nanometri i quali consentiranno molto probabilmente a questa console delle prestazioni al top.

Il modello della X Box Series X, nome in codice Project Scarlett

Ma le sorprese non finiscono qui: infatti sarà presente anche il 4K, che con l’ausilio del Ray Tracing consentirà di raggiungere i 60fps. Ma dato che quest’anno molti produttori di videogiochi hanno deciso di fare le cose in grande Microsoft non si tira di certo indietro, lasciandosi scappare che probabilmente assisteremo a delle esclusive X Box che potranno arrivare fino a 120Hertz sia in modalità  single player che in multiplayer. Questa strategia potrebbe dare del filo da torcere a colossi come PlayStation e a realtà minori come Google Stadia.

In questa immagine (pubblicata da Microsoft stessa) ecco come potrebbero apparire le componenti interni della consolle

Ma è tutto oro quello che luccica?  Molto probabilmente no, poiché secondo alcune indiscrezioni il CEO del settore gaming di Microsoft Phil Spcencer ha affermato che per far si che i giochi girino ad una risoluzione così alta sarebbe disposto ad abbassare la grafica dando così priorità assoluta al frame rate (ovvero la velocità di calcolo) dei giochi. Alla fine dei giochi ( ed è proprio il caso di dirlo) l’azienda di Redmond si rivela essere poco attenta all’aggressiva concorrenza di marketing di aziende rivali. Questo si traduce in un cospicuo abbassamento di numeri di vendite delle consolle che potrebbero avere un maggior impatto commerciale sul mercato.

Alan Comoretto

® Riproduzione riservata

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