WWW.RISATA.COM ovvero cosa c’è di comico nel web (parte 1)

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Uno dei motivi per cui frequento l’internet è perché mi piace ridere. Vado alla ricerca di qualcosa che riesca a strapparmi una genuina risata, e col passare del tempo mi tocca constare che mentre io sogno un mondo dove ridere diventi una faccenda mediamente feroce, al mondo piace contraddirmi e opta per una risata sempre più piatta e banale (ne parlavo qualche articolo fa). Ma per fortuna ci sono gli anfratti felici e anche un po’ sordidi nei quali si può trovare sfogo.

Premessa: ciò che a questo mondo trovo comico è una faccenda non complessa ma articolata. Mi fanno ridere le persone che scivolano sulle bucce di banana ma dopo un tot mi annoiano, mentre invece non mi stanco mai dei Monty Python che posso tranquillamente mettere forse al vertice della mia personale scala comica.

Una scena tratta da “E ora qualcosa di completamente diverso” dei Monty Python

L’humor nero e feroce mi conquista ma deve essere fatto con molta intelligenza altrimenti è solo un’inutile presa per il culo. La satira è bella ma oggi come oggi vai a trovare chi sa veramente farla e no, mi spiace, ma non sono uno di quelli che parteggia per Charlie Hebdo. Non mi fanno ridere per nulla. Per me la satira è George Carlin, che era e resterà un fuoriclasse.

Una scena tratta dallo spettacolo di George Carlin “40 years of comedy”

La comicità italiana la seleziono molto ma per non scendere in noiosi dettagli devo ammettere che con i miei quasi quarant’anni al giorno d’oggi chi mi fa ridere sempre e comunque è Pozzetto che ha retto benissimo nel corso degli anni, mentre invece trovo che perfino il Benigni degli inizi (il Cioni e dei primi film) – per i quali da piccolo impazzivo – ha subito tanto e male il passare del tempo.

Una scena tratta da “Infelici e contenti”

Detto questo, e tornando all’inizio del discorso, uso il web per scoprire nuovi modi per ridere. Il primo si trova su facebook, ed è anche il motivo principale per cui io ne possiedo un account. Si chiama “Phazyo”, ed è il residuo di una pagina che si chiamava “Fabio Fazio si incula da solo con un sofisticato sistema di specchi e leve”. Alla segnalazione della pagina, inevitabile, venne chiusa e riaperta sostituendo “raffinato” a “sofisticato”. Ma venne chiusa anche quella e da allora il tutto è stato semplificato con “Phazyo”.

Un meme della pagina “Phazyo”

Chi ci sia dietro quella pagina non saprei dirlo. Posso solo dirvi che per quanto mi riguarda c’è uno dei migliori scrittori italiani, e non lo dico solo perché mi fa ridere, ma perché è maledettamente bravo, punto e basta. Bravo nella sintassi, nella forma, nella narrazione. Nel visionario, soprattutto. Avrebbe da insegnare almeno al 50% degli scrittori o presunti tali attualmente nelle librerie.

ph. fonte phazyo.wordpress.com

Il tipo di humor è difficile da definire. “Nero” sarebbe la cosa che ci si avvicina di più ma non è propriamente o solamente quello. E’ un tipo di umorismo che poggia le basi sul grottesco e sull’assurdo, creando un mondo in cui il male e la ferocia sono la norma e vengono guardati con la lente ottica delle telecamere di uno studio televisivo. Come se ogni cosa fosse una grande tragedia da mettere in onda in programmi pomeridiani tanto mondani quanto orripilanti. “IL CUCCHIAIO CON CUI LA RAI RACCOGLIE IL VOSTRO DOLORE” recita l’info ufficiale della pagina web in questione. E non esiste descrizione migliore, in effetti.

Un post tratto dalla pagina facebook “Phazyo”

Come scrivevo prima, Phazyo è un visionario. Ha creato tutto un mondo, estrapolando personaggi del mondo dello spettacolo e dando loro un’identità all’interno della sua visione distorta. C’è Fazio stesso, “giornalista sessuale” e alfiere del Male. Umberto Smaila, fagocitatore di esseri umani, così come lo è Giuliano Ferrara. Ezio Greggio, alias “il Vile”, emissario del Male e incubo ripugnante di una dimensione onirica.

ph. fonte phazyo.wordpress.com

Quello di Phazyo è un mondo sostanzialmente lovercraftiano, in cui ogni cosa si muove all’ombra di angoscianti entità malvagie sospese tra l’ancestrale e il cosmico. Ma a prestare il volto a questo pantheon di mostruosità non sono esseri come Chthulu, Nyarlathotep o Yog-Sothoth ma personaggi della tv. L’orrore quotidiano sotto forma di scatola.

ph. fonte pagina facebook “Phazyo”

Sviscerare Phazyo sarebbe un compito lunghissimo, anche perché un capitolo a parte lo merita la saga “Una canzone di sfoglia e morte”, una serie di racconti incentrata sul generale Rana (Angelino Alfano). E un capitolo lo meriterebbero i racconti di “Blecche Maronn”, la versione partenopea di Black Mirror. I racconti dedicati a Povia. Quelli dedicati ai trichechi, usati come metafora dell’orrido presente nel quotidiano. E soprattutto i suoi meme, probabilmente la cosa migliore di tutte. La cosmologia di Phazyo è veramente vastissima.

ph. fonte phazyo.wordpress.com

La miglior cosa da fare è accedere al suo sito e farvi un’idea voi stessi. Lo trovate a questo link. Disclaimer: è solo per stomaci mediamente forti e capaci di ironizzare sul male.

(Continua…)

Danilo D’Acunto

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Archeologo e scrittore di cose. A rude dude, but also the real deal.

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