Wikipedia? Non ce la meritiamo, ma ne abbiamo bisogno

Il contenitore Wikipedia (ph. Web Hosting Secret Revealed)

Una settimana fa il nostro direttore Hank Cignatta si è giustamente posto una domanda: ma ci meritiamo uno strumento simile? La sua risposta era stata un no, visto che l’Italia è un paese che se ne frega della cultura. Innegabilmente vero, ma basta guardare le tendenze su Google Trends per scoprire un altro lato della questione. Le notizie più cercate, come ampiamente prevedibile, riguardano gossip, sport e TV. Cose come attualità, politica, cultura e lavoro saltano fuori soltanto se ci sono eventi eccezionali come cambi di governo e simili.
E questo nonostante la vastità di Internet, che tra video, blog, siti di notizie e immagini sforna continuamente spunti interessanti.

Un tesoro sottovalutato

Per cui si, non ci meritiamo uno strumento straordinario come Wikipedia. Ma forse, proprio perché è così straordinario e noi siamo campioni olimpici nello svalutare la cultura, ne abbiamo bisogno più che mai. Intendiamoci, Wikipedia non è priva di difetti: la sua completezza varia molto a seconda delle pagine e della lingua usata (la pagina sulla Francia in francese è sicuramente più completa di altre). E il fatto che chiunque possa intervenire sul testo ha già creato diversi casini.
Ma la chiarezza dei testi, la possibilità di saltare come Super Mario da una pagina all’altra con un click e l’essere gratuito (si, non è scontato) l’hanno resa uno strumento centrale della nostra vita. Io personalmente amo Wikipedia perché ti permette di fare dei giri immensi: puoi partire da Maradona e arrivare alla rivoluzione culturale cinese in poche mosse. Basta seguire la propria curiosità. E magari rendersi conto della potenza di questa cosa chiamata Internet e sfruttarla davvero fino in fondo. Evitando le trappole ed esplorando le meraviglie che ci porta sullo schermo.

Vi lascio giusto due pagine che mi hanno personalmente colpito molto: il lago Bajkal e l’Unità 731. Sono due argomenti, per motivi opposti, molto interessanti, eppure io non li avrei mai scoperti senza Wikipedia.

Riccardo Ruzzafante

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