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Torte di mele calde, feste, orgasmi e sentimenti: il successo (irripetibile) di American Pie

Prima che le generazioni si rincoglionissero completamente con i social network e che gli smartphone diventassero così intelligenti da diventare nuove ed integrate parti del corpo c’è stato un vero e proprio fenomeno cinematografico in grado di fotografare alla perfezione pensieri, paure, divertimenti, spensieratezza ed emancipazione sessuale di un’intera generazione che aveva come obiettivo solo una cosa: vivere la propria adolescenza al massimo, divertendosi in maniera spensierata. Tutto ciò viene rappresentato nella saga cinematografica di American Pie, vero e proprio fenomeno generazionale. In un lasso di tempo che va dal 1999 al 2012 sono state realizzate quattro pellicole principali ( senza contare i numerosi spin off dedicati al circuito home video) che hanno avuto un grande successo di botteghino e di pubblico, diventando ormai dei classici della commedia mondiale moderna. Il cinema, nel corso della sua storia, ha strizzato parecchie volte l’occhio al filone goliardico generando vere e proprie pellicole diventate negli anni dei veri e propri cult. Tra queste vanno citate obbligatoriamente Animal House, capolavoro del filone diretto da John Landis (regista anche di The Blues Brothers, Un lupomannaro americano a Londra e il video di Thriller di Michael Jackson) con protagonista John Belushi nel ruolo leggendario di John “Bluto” Blutarsky e la trilogia di Porky’s.

Il grande John Belushi nei panni di John “Bluto” Blutarsky nel film del 1978 Animal House di John Landis

American Pie racconta le vicende dei quattro amici Jim, Kevin, Chris, Paul e Steve detto Stiffler alle prese con l’ultimo anno del liceo all’East Great Falls High School e a fare i conti con i loro turbo ormoni, cercando di perdere a tutti i costi la loro verginità. Tra tutti Stiffler è quello che ha più successo con le ragazze, grazie anche alla sua abilità nell’organizzare feste epiche. Tra incomprensioni e figure di merda ormai leggendarie, tentazioni alle quali è difficile resistere e l’agognata stabilità emotiva (e l’addio alla propria verginità) questo scalcinato gruppo diventerà il più leggendario della storia della commedia degli ultimi anni. Benché questa serie si sia ispirata ai suoi precedenti ed illustri predecessori, mantiene la sua spiccata personalità in grado di strappare un sorriso in qualsiasi occasione, specialmente quando c’è particolare bisogno di spensieratezza.

Il topless di Nadia, interpretata dalla bellissima Shannon Elizabeth, è una delle tante scene memorabili della saga di American Pie

Nel corso degli anni il cast di American Pie ha avuto modo di prendere parte ad altre produzioni, evitando di circoscrivere il proprio successo a quello delle quattro pellicole della storia. Tra tutti Alyson Hannigan (che qui interpreta il ruolo di Michelle Flaherty, fidanzata e poi futura moglie di Jim) è stata quella in grado di legare il proprio nome e il proprio volto anche ad altre celebri interpretazioni. Prima di prendere parte ad American Pie la Hannigan giungeva dal successo dell’interpretazione del personaggio di Willow Rosenberg in un’altra serie tv di culto, Buffy l’ammazzavampiri. Negli anni poi è riuscita ad incrementare la sua popolarità prestando il volto al personaggio di Lily Aldrin nella sitcom How I Met Your Mother.

Jason Biggs interpreta Jim Levinstine, uno dei protagonisti della saga

Anche se con minor successo anche gli altri attori hanno preso parte a diverse serie tv, come Jason Biggs (Jim) che ha interpretato il ruolo del fidanzato e promesso sposo della protagonista di Piper Chapman di Orange Is The New Black. Lo stesso vale per Sean William Scott, il quahttps://www.youtube.com/watch?v=pVYV0zbW4Uole negli ultimi tempi ha preso parte al telefilm Lethal Weapon sostituendo Clayne Crawford/ Martin Riggs e facendo un lavoro molto più che egregio, dimostrando di essere maturato molto come attore. Stesso discorso anche per Eddie Kaye Thomas, recentemente apparso nel ruolo dello psichiatra Tobias Meriwether Curtis nella serie Scorpion.

Il cast maschile (in parte) di American Pie. Da sinistra: Chris Klein (Chris Oztreicher), Eddie Kaye Thomas (Paul Finch/pausa merda), Thomas Ian Nicholas (Kevin Myers) e Jason Biggs (Jim Levingstine). Non presente nella foto Sean William Scott (Steve Stifler), anima del gruppo e uno dei personaggi simbolo della saga

Il successo di American Pie è da ricercarsi nella voglia di creare un qualcosa rivolto ai ragazzi realizzato da chi, in fondo, non è davvero mai cresciuto. L’impatto culturale dei film è stato talmente importante nell’immaginario collettivo che il termine M.I.L.F. (Mother I’d Like To Fuck, letteralmente mamma che mi piacerebbe farmi) è diventato ormai di uso comune per riferirsi a quelle donne mature ma ancora piacenti che ha attecchito parecchio anche nell’ambiente del porno. La verità è che chiunque può riconoscersi nelle vicende di questi ragazzi facendo si che il titolo di cult senza tempo gli sia attribuito a pieno titolo senza alcun abuso di sorta. Gusti personali permettendo, come sempre. C’è anche da dire che ormai creare dei film come questi oggigiorno è impossibile in quanto il finto perbenismo moraleggiante della nostra società ha spento qualsivoglia velleità di comicità. E non importa quanti anni siano passati, come e quanto la propria vita sia cambiata e quanti problemi presenti la vita di tutti i giorni: la saga di American Pie e i suoi protagonisti saranno sempre li per ricordarci di come, qualche volta, sia davvero uno spasso essere giovani per sempre.

Hank Cignatta

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