Sesso e violenza: i fumetti estremi di Miguel Angel Martin

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!!!ATTENZIONE!!!

ESATTAMENTE COME L’ARTICOLO SU GARTH ENNIS (CLICCA QUI SE NON L’HAI ANCORA LETTO) ANCHE QUESTO CONTIENE TEMATICHE E IMMAGINI CHE POTREBBERO OFFENDERE LA VOSTRA SENSIBILITA’

MA DICO SUL SERIO, EH

IO VI HO AVVERTITI. POI, AL SOLITO, FATE UN PO’ COME CAZZO VI PARE

C’è uno spazio tra l’accettabile e l’inaccettabile. Uno spazio tra l’estremo e il cattivo gusto. Uno tra la libertà di espressione e lo schifo. Bene, in tutti questi spazi bianchi c’è Miguel Angel Martin (e “The space between” è il titolo di una sua opera, perciò gustatevi la sapiente citazione).

Miguel Angel Martin al lavoro (ph. fonte elmundo.es)

Martin è un fumettista spagnolo, classe 1960. La sua particolarità? Disegna fumetti estremi. E con “estremi” si intende estremi sul serio. Al punto tale che nessuna casa editrice è disposta a pubblicarli. O meglio quasi nessuna, perché qualcuna l’ha fatto. E come prevedibile oltre a qualche vendita, si è beccata una serie di denunce. E questa serie di denunce ha fatto tanta pubblicità, per cui le vendite sono aumentate. Perché in fondo sono tante le persone che vorrebbero sapere quanto può essere estremo un estremo.

Un disegno di Martin (ph. fonte leganerd.com)

Ecco, il meccanismo dietro Miguel Angel Martin è questo. Lo scandalo portato ai limiti dell’illecito. Toccare i vertici più infami delle perversioni e del sadismo per solleticare gli istinti più bassi e inevitabilmente curiosi dell’animo umano.

“Brain the brain”, la storia di un bambino nato senza calotta cranica e dotato di poteri telecinetici e telepatici. Un affresco umano di malattie e disabilità (ph. fonte Amazon.com)

Perché il punto sta lì. Quando si parla di illecito e di estremo, accanto a una formale negazione della cosa, subito dopo c’è l’istinto di sapere. “Beh, ma insomma, che cosa sono di preciso questi livelli estremi?”. Lo starete pensando voi stesso nel momento in cui leggete queste parole. E se non conoscete già il tizio in questione, probabilmente un certa curiosità su di lui l’avete.

Intervista (in italiano) a Martin

E’ presto detto, amici. Sadismo estremo. Scene di tortura, mutilazioni e uccisioni per puro e semplice piacere. Sesso convenzionale e non (soprattutto il non). Stupri. Violenza gratuita. Messa in scena di tutte le perversioni sessuali più estreme. Incesto. Gerontofilia. Pedofilia. Zoofilia. Urofilia. Scatofilia. Coprofagia.

Ecco di cosa parlano i fumetti di Martin.

Due tavole tratte da “Psycopathia sexualis”

Nel 1995 pubblica in Spagna il volume “Psychopathia sexualis”, che prende il titolo da un noto testo di psicologia scritto da Richard von Krafft-Ebing, che è suppergiù un’enciclopedia di tutte le deviazioni sessuali allora studiate.

“Psycopathia sexualis” (1886) dello psichiatra Richard Freiherr von Krafft-Ebing è uno dei primi testi che parla di patologie sessuali.

L’anno dopo l’opera viene pubblicata in Italia e nello spazio di tempo necessario per prendersi un caffè la magistratura italiana ordina il sequestro di tutte i volumi stampati e l’editore Jorge Vacca viene processato per direttissima con l’accusa di istigazione alla pedofilia. Viene assolto nel 2001 “perché il fatto non sussiste” e il volume ristampato nel 2016 all’interno della raccolta “Total overfuck” (edizioni NPE), un librone che racchiude una serie di opere ormai introvabili, più qualche chicca sparsa tipo gli atti del processo, e le lettere di autori quali Milo Manara, Aldo Busi e Oliviero Toscani che all’epoca andarono in difesa di Martin e del suo editore.

Un’altra tavola tratta da “Psycopathia sexualis” di Martin (ph. fonte giornalepop.it)

Cosa potete vedere in questo carnaio sanguinolento? Persone appese che vengono accoltellate e mutilate per piacere sessuale. Eiezioni seminali sparse un po’ ovunque fuori e dentro corpi umani. Deiezioni usate come lubrificante. Uccisioni violente fini a se stesse. Cannibalismo a base di bambini precedentemente seviziati.

“Snuff 2000”, un’altra opera di Martin. “Snuff” è un termine che indica violenze reali su esseri umani registrate in video e poi vendute commercialmente (ph. fonte cylcutural.org)

Non riesco a tracciare una ben definita opinione su una roba del genere, e l’implicito discorso sulla libertà d’espressione che si trascina dietro. Ho un punto di vista chiaro che però si siede fianco al fianco al “fate un po’ come cazzo vi pare”. Il fatto è che considero il lavoro di Martin un sapiente e antico trucco del fare scandalo perché così è più facile assurgere alla notorietà, all’ombra dell’eco wildeana del “nel bene o nel male, purché se ne parli”. Giochino subdolo, ma funzionante. Lo ha dimostrato l’ultimo Sanremo, durante il quale è bastato berciare un po’ come oche per diventare oggetto di chiacchiera nella sempre ottima stampa italiana.

Un’altra intevista (sempre in italiano) ad Angel Martin

Se poi le storie di Martin siano illecite o troppo estreme, mi spiace, ma non ci sono santi: De Sade queste cose le aveva già scritte 200 e passa anni fa, ed è andato pure oltre. Nihil novi sub soli. Non rompete le scatole, se è roba circolato perfino durante una monarchia (e oggi viene insegnata nelle università), tocca non scandalizzarsi troppo per quattro disegni nati quasi esclusivamente per fare scalpore.

Un disegno di Miguel Angel Martin sulla locandina del TOHorror Fantastic Film Fest 2020

Per il resto direi che tutto il pacchetto di opere e polemiche relative sia abbastanza inutile. Senza voler scomodare le atrocità reali che permeano quotidianamente la nostra micro e macro esistenza, direi che la censura abbia altro di cui potersi occupare. E in generale, un mondo che si sta lentamente autodistruggendo nella maniera più imbecille possibile suppongo possa quantomeno avere altro di cui ciarlare.  

Danilo D’Acunto

® Riproduzione riservata

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Archeologo e scrittore di cose. A rude dude, but also the real deal.

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