Rocky Horror Picture Show, un messaggio sempre attuale

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Ve lo ricordate il Time Warp? Let’s do it again. Allora, com’era? E’ un salto sulla sinistra e poi un passo a destra. Mani sui fianchi e stringete le ginocchia. E infine la spinta pelvica che vi manda fuori di testa. Ecco, questo è il Time Warp. Follia allo stato puro frullata in un motivetto tanto orecchiabile quanto travolgente. Una delle tante perle di un capolavoro musicale feroce ed entusiasmante. Signore e signori (nonché qualsiasi rappresentante della comunità Lgbtq+), benvenuti o bentornati al “Rocky horror picture show”.

Il Time Warp in tutta la sua bellezza. Ballate anche voi!

Per quanti ancora non lo conoscessero, “Rocky horror picture show” è un musical sbarcato nei cinema nel 1975, tratto da un precedente lavoro teatrale che si chiamava appunto “Rocky horror show”. Sul grande schermo ci arrivava già carico di popolarità ma da quel momento la sua fama è esplosa, decretandolo uno dei più grandi cult movies della storia. Uno spettacolo di follia e musica, con un magistrale Tim Curry (che quelli degli anni ‘80 ricorderanno come il Pennywise del primo “It” prodotto per la televisione), accompagnato da attori tutti perfettamente calati nei personaggi.

Tim Curry interpreta Frank-n-Furter, uno scienziato pazzo alieno bisessuale e travestito proveniente dal pianeta Transexual della galassia Transylvania

E’ un film talmente coinvolgente che per anni sono esistiti cinema che hanno campato solo trasmettendo quel film, e molti spettatori andavano a vederlo vestiti come i personaggi della storia. E’ un cult, come si diceva prima, e come tale è entrato nello scenario sociale, uscendo dall’immaginario e piantando semi nella cultura pop. Oggi le sue tracce si possono vedere in tanti ambiti, ma soprattutto è interessante notare come non si finisca di omaggiarlo. Nel 2016 è uscito un remake per la televisione con protagonista Laverne Cox (vista in “Orange is the new black”), la prima attrice trasgender candidata a un Emmy. Poi nel 2011 la serie tv “Glee” ha interpretato il “time warp”. Ancora, nel 2013 il cast di “The Big Bang theory” recitò la pièce teatrale per un evento di beneficenza. E questi sono solo pochi esempi che facciamo per non scadere in un noioso elenco.

Il Time Warp cantato dal cast di “The Big Bang theory”

“Rocky horror” è stata una botta di adrenalina nel tessuto culturale. E’ stato un ariete di sfondamento a più livelli. Ha rinverdito l’epoca dei musical. Insegnato a mescolare i generi, musicali e cinematografici. Introdotto la spudoratezza senza scadere nella volgarità. E, forse la cosa più importante, ha portato il sesso sul palcoscenico. Anzi, i sessi. Ha letteralmente dato la parte principale a un travestito, tronfio e orgoglioso della sua bisessualità. Il tutto a pochi anni dal primo, timidissimo gay pride (poco più di una marcia) tenutosi nel 1970, e a 30 e passa anni di distanza dalle parate internazionali di oggi. Una pellicola che aveva l’innovazione nel DNA.

Il trailer del film

Oggi sicuramente il messaggio che resta è questo. Il messaggio di una liberazione sessuale dai pregiudizi e dall’ipocrisia. Tutta racchiusa in una battuta simbolo del film, “non sognatelo, siatelo”. Sì, le cose non le dovremmo sognare, le dovremmo essere. Davvero. E non solo a livello sessuale, dovremmo essere tutto ciò che sogniamo. Dovremmo essere liberi. Felici. Sereni. Senza vincoli, né oppressioni. Non dovremmo aver paura di baciare qualcuno né la paura di non avere un lavoro. Non dovremmo avere paura di vivere né quella di morire. In una società che io trovo stia lentamente regredendo nel gestire la sua libertà emotiva (ne parlavamo in questo articolo tempo fa), un film che sappia rendere divertente un omicidio (mi riferisco alla scena con il cantante Meat Loaf) sia ancora avanguardia.

Il cantante Meat Loaf in una scena del film

Danilo D’Acunto

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Archeologo e scrittore di cose. A rude dude, but also the real deal.

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