Il punto della situazione

macchia d'inchiostro

C’è un parto in corso. Anzi, no. C’è un travaglio in corso.

Avevamo lasciato l’anno Domini 2020 in balia di caos, crisi economica, disoccupazione e sassi nelle vetrine. Prodotti firmati dall’unica vera azienda che ha fatturato qualcosa in questi ultimi 365 giorni, la Covid-Sars s.p.a.

Ci ritroviamo il 2021 steso sul lettino dell’ostetrica, mentre ansima, sbuffa e si contorce. Deve tirare fuori qualcosa, tutto il mondo lo sta aspettando. Si spera sia un qualcosa di nuovo e bello. Che possa far dimenticare l’annus horribilis precedente. Stiamo tutti lì, tesi, ad allungare il collo per vedere cosa diavolo ne verrà fuori da questo sgravio.

In verità le notizie non sono incoraggianti. Il travaglio, come si diceva, è lungo e a quanto pare doloroso. Finora abbiamo visto un assalto al Campidoglio (quello in America) a opera di una mandria di simpatici deficienti che così – in allegria – ha deciso di invocare la democrazia cagando in mano alla stessa. A tal proposito, ci tenevo a fare un bell’applauso anche al servizio d’ordine dello stesso, che a quanto pare ha un livello di sicurezza pari a quello di una porta girevole.

Jake Angeli, lo “scemano” simbolo dell’assalto al Campidoglio (ph. fonte lapresse.it)

Nel frattempo, nel nostro ameno continente hanno iniziato la spartizione del vaccino, e tanto per non farci mancare niente, in omaggio abbiamo una discreta serie di polemiche (che ovviamente sono abbastanza inutili) su chi ne sta prendendo più e chi meno, un’altra su chi sta vaccinando troppo lentamente, un’altra su dosi che spariscono, e infine, nel frattempo, il Covid crea nuovi ceppi virali che non si sa bene se rischiano di diventare resistenti al vaccino stesso.

Nota a margine: nel nostro scenario politico c’è quella che pare sia una crisi di governo. Good morning, sunshine.

I ristoratori stanno esattamente lì dove li avevamo lasciati: pronti a sfidare multe e governo perché se non stanno aperti vanno sul lastrico. E Dio mi perdoni ma davvero non riesco a decidere da che parte stare. Non riesco a stare dalla loro ma non riesco neanche a condannarli. Morirò ignavo.

Quindi niente, eccoci tutti qui a fissare questo parto travagliato che non vuole sapere di avere fine. Molti già subodorano la puzza di fregatura, altri invece restano speranzosi fino alla fine, e in effetti male non fanno perché, diamine, bisogna pur credere in qualcosa.

Mi viene da chiedermi come la pensiate voi e se volete farcelo sapere, perché no. Siamo qui e ne possiamo discutere.

Se invece volete sapere come la pensiamo noi, non vi resta che continuare a seguirci qui su Bad Literature Inc.

Danilo D’Acunto

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