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E' vero. E' giornalismo. E' Gonzo, bellezza.

Pensieri

Mi affaccio sulla finestra del mondo. Gente che corre, impaurita. Altra gente accatastata l’una accanto all’altra. Figlie dello stesso trucido destino. Negli occhi il terrore. La voce rotta di chi vorrebbe dire qualcosa ma non ha più spiegazioni logiche da dare a follie senza giustificazioni. Altra gente corre sulle proprie gambe, con la speranza di raggiungere quella libertà che sa di sicurezza. Di giustizia. Di qualcosa che possa portare via da tutta quella follia che macchia la tranquillità di una società che sta implodendo su se stessa.

Grida, pianti e lacrime versate sull’asfalto come acqua in un deserto fatto di pazzia e insicurezza. La purezza di quella lacrima versata da innocenti senza colpa. Se non quella di vivere la vita al posto sbagliato al momento sbagliato. Semmai ci sia un posto sbagliato e un momento sbagliato in una frazione di secondo che fa la differenza tra la vita e la morte. D’un tratto mi accorgo che il mondo gira al contrario come una sveglia rotta. Le sue lancette sono incollate ad una visione della vita distorta e sbagliata. E mentre tutto intorno brucia cerco un misero brandello di sensibilità tra le fiamme della dissolutezza del genere umano. Cerco di scrutare la dimensione mistica delle emozioni che fanno interferenza con la irrazionalità del terrore. Mi perdo nel grido innocente di un bambino. Nello sguardo spaesato di un padre che d’improvviso ha perso la sua famiglia. Tutto è al rallentatore. Perdo le energie. Cerco la libertà nel giorno che celebra la conquista della libertà. Ma non la trovo. E il mondo straripa in un pianto collettivo che è il preludio ad un futuro di insicurezza e disagio. 

Hank Cignatta

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