Pam Grier, la regina della Blaxploitation

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Nella notte di Natale in televisione è assai difficile imbattersi in una programmazione che non sia prettamente a tema. Considerando che i film dove i buoni sentimenti a tutti i costi sono stati messi in onda su alcuni canali da inizio novembre, sicuramente non potevo arrendermi all’idea di veder colare del miele dallo schermo piatto e in alta definizione della mia tv abituata a trasmettere ben altri contenuti. Per una fortunata concatenazione astrale mi imbatto nella programmazione di Jackie Brown, film del 1997 diretto da Quentin Tarantino. Questa pellicola, oltre ad essere una delle più sottovalutate dell’intera cinematografia dell’eclettico regista pulp, è tratta dal romanzo Punch al rum dello scrittore americano Elmore Leonard. Il film si avvale di un cast pazzesco e della sua indimenticabile interpretazione, tra le quali spicca quella di Pam Grier.

Pam Grier interpreta l’affascinante e scaltra Jackie Brown nell’omonimo film di Quentin Tarantino del 1997

Prima di diventare famosa presso le nuove generazioni grazie al ruolo di Jackie Brown Pam Grier è stata negli anni Settanta la regina della Blaxploitation, sotto genere cinematografico che aveva come pubblico di riferimento gli afroamericani. Con il successo della Blaxploitation hanno preso piede anche film dove le protagoniste sono donne afromericane dai caratteri forti ed indipendenti che però non rinunciavano ad essere sexy, facendo girare la testa a una generazione intera di spettatori. Ben presto Pam Grier si è ritagliata in questo filone un ruolo di tutto rispetto, grazie a pellicole del calibro di Coffy, Foxy Brown e Sheba, Baby.

Pam Grier in una posa amichevole a tratta dal film Coffy (1973)

L’immagine di Pam Grier, al secolo Pamela Suzette Grier, è legata a personaggi femminili dal carattere assai forte, capaci di non scendere mai a compromessi e in grado di esprimere una prorompente sensualità tutta naturale che, almeno nei suoi film, si rivelava letale per i villains di turno. Il ritrovato successo a metà degli anni Novanta grazie a Tarantino che, ricordiamo, l’ha fortemente voluta in Jackie Brown le ha permesso di evitare di rimanere circoscritta a quel filone cinematografico. Ha avuto anche una turbolenta vita privata, dove non sono mancati gli eccessi. Nella sua autobiografia, ripercorrendo la sua relazione sessuale con il comico statunitense Richard Pryor. Una relazione pericolosa, che la introdusse nella dipendenza da cocaina e che per poco non le costò la salute. Ha raccontato infatti di come i due erano soliti lanciarsi in infuocati rapporti sessuali celebrativi a base di droga e durante uno di questi la polvere bianca le finì attorno alla cervice e nella vagina, creandole seri problemi di salute che l’hanno portata a combattere contro un cancro alla cervice al quarto stadio che le dava solamente diciotto mesi di vita. Dopo diverse meticolose cure che hanno avuto un forte impatto sulla sua salute il cancro andò in remissione, tornando ad avere una vita normale.

Pam Grier e Richard Pryor ai tempi della loro relazione

Negli ultimi anni è stata molto attiva anche in campo televisivo, come ad esempio nella serie The L Word dove ha interpretato il ruolo di Kit Porter. Pam Grier rimane una grande icona non soltanto della Blaxploitation ma anche di una Hollywood che era in grado di divertirsi e di regalare ancora grandi emozioni.

Hank Cignatta

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

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