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Morto in 5 battiti, ovvero il piacere di vivere pericolosamente secondo le leggi del vento e delle due ruote

E’ difficile di questi tempi riuscire a trovare un libro che valga la pena di essere letto: principalmente perché, di per sé, è impresa assai ardua trovare qualcuno che si diletti in quella che pare essere il vetusto “vizio” della lettura. Troppo intenti ad essere distratti alla ricerca del cosiddetto selfie perfetto o ad incrementare il numero dei propri seguaci sui profili social, la moderna società liquida pare aver dimenticato il piacere di lasciare da parte i pensieri della routine quotidiana per immergersi in una storia in grado di suscitare delle emozioni sincere. Gli scaffali delle librerie fisiche, ultimi baluardi in grado di sviluppare una libertà di pensiero ed una presa di coscienza che si discosta totalmente dal pensiero comune secondo cui più fa schifo più cattura l’attenzione, pullulano ormai di libri di autori il cui unico crimine è aver permesso che degli alberi siano stati abbattuti per stampare certe vaccate che la gente si beve senza porsi domande alcune. Opere realizzate in serie per cercare di pulire la coscienza di chi ci accusa di essere un Paese di sordidi ignoranti, pronti a scendere in piazza qualora un allenatore strapagato dovesse sbagliare una partita anziché battersi per ciò che conta veramente. E in questo caso le cose sono due: o non siamo più in grado di fare una elementare comprensione del testo o tali opere sono talmente banali da lasciare realmente il tempo che trovano, questioni di gusti a parte.

Ecco come viene visto chi legge libri dalla società nell’anno del Signore 2019

Ma in questo maleodorante oceano marrone fatto di di becera ignoranza gratuita e (in rari casi) di analfabetismo di ritorno, ci sono sempre delle piacevolissime eccezioni. Tra queste vi è sicuramente il libro Morto in 5 battiti di Ralph “Sonny” Barger, uno dei volumi più belli ed interessanti che abbia letto negli ultimi mesi e sul quale da tempo mi ero ripromesso di mettere le mani. Barger viene considerato una vera e propria leggenda americana (se non l’ultima, in tempi di influencer e personaggi che fatico ancora a comprendere come siano potuti finire alle luci della ribalta) per essere stato il fondatore degli Hells Angels e della sua prima storica sezione di Oakland nonché uno dei primi a vivere secondo la filosofia del vento e della motocicletta. Dopo una vita vissuta rombando a bordo della propria Harley sulle strade di tutta l’America e di mezzo mondo, negli ultimi tempi si è scoperto un valente scrittore, autore di cinque interessanti libri (Hells Angels; Corri fiero, vivi libero; Freedom, leggi e leggende della strada e Morto in 5 battiti).

La copertina della versione tascabile di Morto in 5 battiti di Ralph “Sonny” Barger

Tra i libri finora pubblicati da Barger questo è il suo primo romanzo, scritto in collaborazione con gli scrittori Keith e Kent Zimmerman. Protagonista della storia è Patch Kinkade, una delle figure di spicco degli Infidelz, la più potente nonché spietata e rispettata band di biker statunitensi (palesemente ispirata agli Hells Angels), di cui ha guidato per anni la sezione californiana con intelligenza, lealtà e coraggio. Dopo una vita passata nel e per il club, decide di ritirarsi in Arizona nel tentativo di rimettere insieme i cocci della sua esistenza e di ripartire da capo. Ma il suo passato torna a bussare alla sua porta prima del previsto. Patch è una figura ancora amata e rispettata all’interno del club e in seguito all’uccisione di un loro membro in seguito ad uno scontro con una banda rivale, il suo successore va a cercarlo per cercare di fare chiarezza sull’accaduto. Patch dovrà quindi muoversi in un fitto dedalo fatto di misteri, ricatti, violenza, sesso e valori per fare luce sull’omicidio.

Sonny Barger durante la presentazione di un suo libro

In sostanza, Morto in 5 battiti è un libro molto scorrevole, capace di rapire l’attenzione del lettore e di tenerlo focalizzato sulla trama. Si evince senza ombra di dubbio la presenza di elementi biografici della vita di Barger, seppur in forma romanzata, che fanno ben comprendere il motivo per il quale viene considerato una vera e propria leggenda. Sulla scia dell’entusiasmo che negli ultimi anni si è generato attorno al mondo biker in seguito al successo di serie tv come Sons Of Anarchy (dove anche Barger appare in un cameo nel ruolo del personaggio di Lenny “The Pimp” Janovitz in due episodi della quarta stagione) i libri di Sonny Barger rappresentano una vera e propria guida per comprendere meglio un mondo sul quale molto si è detto e si è scritto, a volte anche a sproposito.

Hank Cignatta

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