Lisboa meu amor: ode a Lisbona, la regina del mare (parte 1)

Lisbona al tramonto (Lisbona.info)

Il 2016/2017 è stato per il sottoscritto un momento di transizione molto particolare. A luglio 2016 ho conseguito la laurea triennale, e una delle poche certezze che avevo era che quella non mi sarebbe mai bastata. Volevo dunque anche la specialistica, che si preannunciava spettacolare: corsi super approfonditi, molto tempo negli archivi, lavori di scrittura, ricerca… niente di tutto ciò. A fare davvero la differenza fu un’esperienza fuori dal normale, che inizialmente non ero nemmeno sicuro di poter affrontare: l’Erasmus.
Quello che da decenni è ormai un mito universitario mi sembrava una vera chimera: dover imparare la lingua, darci gli esami, cavarmela nella vita comune. Tutto ciò mi sembrava impossibile. Alla fine mi decisi a iscrivermi al bando per l’Università di Lisbona, e mai scelta fu più azzeccata.

Lisbona reinha do mar

Mentre vivevo a Lisbona, iniziai a conoscere il vero fascino delle città di mare: i loro confini sembrano perdersi non appena si volge all’orizzonte… La loro essenza è strettamente legata alle onde, dalle quali pescano in abbondanza, e alla possibilità di solcarle con le navi. E Lisbona è di certo una delle città che più ha legato la sua storia al mare: la sua stessa fondazione, più di 3000 anni fa, era motivata dalla necessità di uno scalo per le rotte marittime. Fenici, Romani, Vandali e Mori hanno lasciato ognuno tracce indelebili, come il Castelo de Sao Jorge dell’epoca romana, o il quartiere di Alfama del periodo arabo, ancora oggi con il suo aspetto originale. Solo nel 1147 la città tornò sotto l’influenza cristiana, di cui divenne un polo fondamentale.

A partire dal 1400 il Re di Portogallo Enrico il Navigatore, non potendo espandersi verso est, finanziò sempre più spedizioni nell’Atlantico. Dal porto di Lisbona partirono numerosi esploratori, tra cui Bartolomeo Diaz e Vasco da Gama, che esplorarono le coste africane e arrivarono fino all’India, e Amerigo Vespucci, che esplorò il Brasile. Le nuove rotte la resero l’epicentro di una fittissima rete di commerci: a Praça do Comércio, sul fiume Tejo, iniziarono a circolare spezie, vestiti, oggetti preziosi e schiavi (eh sì, non era la nuova Atlantide dove regnavano uguaglianza e giustizia) provenienti letteralmente da tutto il mondo. La stessa provenienza ce l’hanno tutti i turisti che visitano Lisbona oggi, mentre le note del fado accompagnano la corsa degli occhi verso quel mare che ha assimilato tante storie, racconti, esperienze, vite e ne ha restituite altrettante.

La regina del fado, Amalia Rodrigues, interpreta un classico di Lisbona

E parlando di quanto il mare possa colpire una città che ad esso si è donata, bisogna andare al secondo capitolo per scoprire il peggiore trauma vissuto dalla reinha do mar.

Riccardo Ruzzafante

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