Juventus ammessa alla prossima Champions League: c’erano dubbi?

Il trofeo della Champions League (ph. Virgilio Sport)

La Uefa lo ha annunciato ufficialmente: la Juventus sarà ammessa all’edizione 2021/2022 della Champions League. La società torinese ha infatti ricevuto una lettera ufficiale da Nyon, dopo la sospensione del procedimento disciplinare che coinvolgeva anche Real Madrid e Barcellona in merito alla questione Superlega. Pace fatta e amici come prima dunque? Non credo proprio.

Andrea Agnelli, presidente della Juventus (ph. Biografie online)

Pecunia non olet, anche se ci si sta sul cazzo

Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, ha fatto innumerevoli salamelecchi a Nasser Al Khelaifi, successore di Andrea Agnelli alla guida dell’Eca (Associazione di club europei). Ma vista la guerra mediatica dei mesi scorsi, viene da pensare che sia più dovuto all’antipatia con il presidente della Juventus. Il quale, insieme ad altri suoi colleghi, ha tentato un colpo di Stato improvviso e quando ha visto che non era aria ha provato a spacciarsi per salvatore della patria.
La reazione della Uefa, dunque, era più che giustificabile, e l’apertura di un procedimento disciplinare sembrava una dichiarazione di guerra. Quasi tutti i club aderenti al progetto Superlega, a quel punto, avevano abbandonato la nave che affondava, tranne tre: Juventus, Real Madrid e Barcellona. E Ceferin, a quel punto, si è trovato davanti un bivio: escluderli dalle competizioni o perdonare e dimenticare. Ha scelto la seconda opzione, ma se qualcuno pensa che sia il generoso gesto di un samaritano, pensa una cazzata.
Escludere quei club non avrebbe significato solo “punirli”, ma anche rinunciare a valanghe di milioni di euro che entrano ogni anno con le pubblicità. Perché quelle tre squadre hanno centinaia di milioni di fan in tutto il mondo (e all’interno delle loro rose diversi giocatori che sono praticamente delle aziende in questo senso). E i fan sono sempre ben disposti a pagare per vedere le partite.

Lo sport è etico, ma solo se conviene

La Superlega è una minchiata? Forse. Di sicuro la gestione mediatica lo è stata. E il progetto ha mille punti di discussione. Ma riammettendo con questa scioltezza i club ancora coinvolti, Ceferin ha mostrato tutta l’ipocrisia di chi gestisce quel mondo. Perché ad aprile si era trasformato nel paladino dei tifosi, della giustizia e dei valori del calcio e tutti lo osannavano. Ora si mostra per quello che è sul serio: uno dei tanti dirigenti sportivi a cui non frega un cazzo del calcio. Ma guai a toccargli soldi e potere: quelli sono più importanti.

Riccardo Ruzzafante

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