In effetti i negazionisti hanno rotto un po’ le palle

Manifestazione negazionista

Dio benedica la democrazia. Quella seria. Quella vera. Perché se no altrimenti qui va tutto a puttane. Va a succedere quello che aveva detto Platone 2400 anni fa circa. Non ricordate? Tranquilli, ve la rinfresco io la memoria.

Platone parla di anaciclosi, una teoria secondo la quale i regimi politici (qualsiasi) sono destinati a deteriorarsi. La monarchia diventa tirannide, l’aristocrazia diventa oligarchia e la democrazia diventa oclocrazia. L’oclocrazia è quando al potere ci sono intere masse di persone. Masse di persone senza qualifica, senza cervello, senza dignità. Masse che comprendono sicuramente qualcuno di decente, ma nello stesso tempo comprendono pure l’ignorante e il criminale. Ecco, questa è l’oclocrazia. Vale a dire un governo allo sbaraglio perché tutti hanno potere. Anche quelli che il potere non lo meriterebbero.

Il ciclo dell’anaciclosi (ph. fonte twitter.com)

Chi non meriterebbe il potere? Nella mia visione personale, gli imbecilli. Ecco, io penso che sarebbe un buon inizio assicurarsi che gli imbecilli se ne stiano buoni buoni al loro posto. Seduti su una bella poltrona a guardare cretinate alle tv. E ogni tanto, magari, farli uscire per sfogarsi. Giusto 5 minuti di tempo per permettere loro di dire cose come “il 5G è un complotto massonico” o “ci mettono i microchip sotto pelle”. Poi passa il furgoncino che li prende e li riporta a casa.

Mai sottovalutare il potere delle persone stupide in grandi gruppi” George Carlin (ph. fonte picturequotes.com)

Ecco allora che scatterebbe la questione morale. “E chi dovrebbe stabilire chi è un imbecille e chi no? Tu?”. Beh, proponetemi uno stipendio e ne possiamo parlare. Ma nel frattempo possiamo pure iniziare a stabilire che ci sono limiti di buon senso civile e sociale che nel momento in cui vengono superati ti decretano a tutti gli effetti un imbecille. Quali? Un esempio che mi viene in mente è quello che è successo a fine ottobre a Torino.

La cronaca parla di due persone a bordo di un suv che hanno seguito un’ambulanza. Quest’ambulanza stava rispondendo a una chiamata (stava dunque facendo il suo lavoro, tra le tante cose). C’era un paziente affetto da Covid da trasportare in ospedale. Giunti sotto casa del paziente, un tizio del suv scende e inizia a insultare gli operatori del pronto soccorso. E’ un negazionista e dice che loro girano a vuoto creando panico. L’altro negazionista rimane nel suv e riprende la scena col telefonino. Documenta l’eroico atto di ribellione. I partigiani a lui gli fanno una pippa. Poi per fortuna arriva una pattuglia e i due tizi vengono identificati. Fine della storia.

Link all’articolo di Repubblica.it

Bene, per me questo è un atto di imbecillità puro. Una cosa del tutto innocente che però corre il rischio di essere un modello. Non ho paura dell’episodio isolato, ho paura del coro che potrebbe creare. Un coro che francamente non ci possiamo permettere perché, cazzo, basta. Il Covid ha ufficialmente rotto le palle. Per i morti, i danni economici, quelli sociali. Per il ritrovarcelo nell’informazione ogni sacrosanto giorno da mesi. Soprattutto per il condizionamento che ha portato nella nostra quotidianità. Basta, ha veramente rotto. Diamoci un taglio. E per darci un taglio intendo dire “facciamolo passare”. Sconfiggiamolo, davvero, una volta per tutte. Basta con le ondate cicliche.

E basta con i negazionisti, anche.

Danilo D’Acunto

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