Il “fenomeno” della cosiddetta 8D Music: l’ennesima puttanata dettata dalla Grande Noia

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In questo preciso momento storico che stiamo vivendo siamo portati a restare rintanati nelle mura delle nostre case senza possibilità di uscire all’esterno, eccezion fatta per recarsi al supermercato per fare scorta di beni di prima necessità o mettere il naso sul balcone quando il sole splende alto e beffardo nel cielo. E tra chi ha scoperto l’utilizzo di strani manufatti realizzati con pagine di materiale cartaceo stampato, chi è diventato un vero esperto del fai da te, chi ha giocato per la milionesima volta la sua collezione di videogiochi con la consolle preferita e chi ha terminato la lista di film e serie tv che aveva in sospeso, c’è chi si sta pisciando sulle mani per quella che pare essere la scoperta della nuova frontiera della qualità sonora.

Uno degli esempi di messaggi comparsi in conversazioni e gruppi su Whatsapp in questi giorni che invita all’ascolto di brani con questa particolare qualità sonora

Nei giorni scorsi ho ricevuto messaggi da alcuni amici e da persone che non sentivo dalle mie dimissioni dal reparto di neonatologia che mi invitavano ad ascoltare un brano musicale che sarebbe stata una vera e propria esperienza sonora, in quanto registrato con la rivoluzionaria tecnica sonora chiamata 8D Music. In calce al messaggio il link ad un brano presente su Youtube, da ascoltare rigorosamente con le cuffie, come recita il testo del messaggio. Non ho pensato ad una delle tante truffe che corrono su Whatsapp in quanto i mittenti sono persone che generalmente nutrono una sincera idiosincrasia nei confronti di catene di sant’Antonio e puttanate varie, quindi ho dato per buono ciò che volevano condividere con me. Finisco sul link di un brano intitolato Roxanne di tale Arizona Zervas. Il brano (che non è una cover del più celebre brano del buon Sting) di per sé non è malaccio, è molto orecchiabile ed è diventato virale in seguito al suo utilizzo in diversi video su TikTok

Esempio di notifica dei messaggi con conseguente risposta (giusta, a nostro avviso)

Avendo terminato la mia routine quotidiana decido di prestarmi a questa cosa. Mi armo di cuffie, le collego al mio smartphone e, una volta cliccato sul link, vengo rimandato su Youtube dove si apre un canale con Roxanne in riproduzione. Per cercare di capirci qualcosa mi metto comodo, cerco di tendere l’udito per tentare di percepire gli effetti scritti nel messaggio e resto in attesa. In pochi secondi il brano inizia a ruotare da una cuffia all’altra, come se ci fosse una sorta di movimento circolare che costringe la musica a ruotare. Arrivo rapidamente alla fine del brano ed ha così fine la mia esperienza con questo cosiddetto 8D Music. Ma che cosa è esattamente, sta benedetta 8D Music? Sostanzialmente niente di rivoluzionario e nulla di eccezionale. Come già detto, questa particolare tecnica di mixaggio musicale tende a creare un effetto avvolgente, che dovrebbe rilassare “massaggiando” il cervello e regalando una sorta di orgasmo sonoro. L’8D, a differenza dell’ascolto di un brano registrato con tecnica “tradizionale”, non arriva da una direzione precisa e ciò impedisce al cervello di captare da quale direzione arrivi il suono.

Ogni qual volta qualcuno definisce la 8D Music come qualcosa di straordinario ed innovativo, un tecnico del suono muore. Sappiatelo, assassini.

La 8D Music, quindi, non introduce nulla che non esista già. Tale effetto si può creare con la tecnica del panning, ovvero la possibilità di agire sul suono in modo da dare la sensazione che la sorgente sonora non provenga da zone specifiche intorno a noi ma che ci permetta di essere totalmente immersi nel nostro ascolto. E’ anche una cosa completamente diversa dal concetto di Surrounding, ma qui si entra in tecnicismi che esulano dalle mie competenze. Sarà quindi questa la tecnica con la quale avremo modo di ascoltare la musica in futuro? Decisamente no: non sono un tecnico né tantomeno un esperto di suono ma non ci vuole una laurea per comprendere come questa sia l’ennesima puttanata del momento che ha attecchito in un periodo in cui la Grande Noia rischia di fare seri danni alla psiche del prossimo più di quanto già non faccia in condizioni normali. La cosa ricorda molto un fenomeno analogo, avvenuto nel 2008, dove spopolavano tra gli adolescenti le cosiddette droghe sonore. Erano brani contenenti onde sonore che oscillavano tra i tre e i trenta Hertz, che avrebbero (in teoria) dovuto agire sul cervello dando un effetto di sballo simile a quelle delle droghe. In pratica una colossale puttanata durata il tempo di entrare con prepotenza nel periodo della pubertà. E questo asteroide si fa sempre più attendere.

Hank Cignatta

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

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