I Soprano, storia di una delle serie tv più influenti di sempre

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Nel 1999 le serie tv erano un’isola felice destinate a pochi telespettatori ribelli dai gusti sopraffini, che già mal sopportavano una programmazione che lobotomizza anziché qualcosa in grado di stimolare i sensi e di generare poderosi orgasmi, sia duri che bagnati. Netflix era un concetto ancora assai lontano da come lo conosciamo oggi, lo streaming non era che un altisonante parola anglofona e i telefilm non erano moltissimi ma in grado di prendere residenza nel viale dei ricordi. In quell’anno il tubo catodico era il palcoscenico di Roswell, Relic Hunter (con una splendida Tia Carrere, affascinante ancora oggi), Buffy l’ammazzavampiri, Friends, X Files e ER Medici in prima linea. Tra tutte queste, una cambierà per sempre il modo di fare ed intendere le serie tv: I Soprano.

Da sinistra: Cristopher Moltisanti (Michael Imperioli) e Tony Soprano (James Gandolfini), due dei personaggi principali della serie

Ideata da David Chase, I Soprano si dipana in sei memorabili stagioni che hanno inciso una tacca permanente nella storia, diventando uno dei primi grandi successi del canale televisivo statunitense HBO. La serie segue le vicende di Tony Soprano, un boss della malavita italoamericana del New Jersey, alle prese con i contatti con le cosce newyorkesi e la gestione di un potere e di una posizione che fa gola a molti. Tra questi suo zio Junior, che non lo considera adatto per il ruolo che ricopre e che tenta di contrastarlo in ogni modo. Inoltre deve gestire anche il non semplice rapporto con la dispotica madre Livia, con i figli adolescenti Meadow e Anthony Jr. e la moglie Carmela, consapevole e al contempo estranea ai traffici del marito.

Da sinistra: Paulie Gualtieri ( interpretato da Tony Sirico), Cristopher Moltisanti ( Michael Imperioli), Bobby Baccalieri (Steve Schirripa) e Silvio Dante (Steven Van Zandt)

Tutti questi pensieri creano a Tony un attacco di panico che lo fanno finire sul lettino di una psicoanalista, la dottoressa Jennifer Melfi, uno dei personaggi chiave della serie. Sebbene inizialmente riluttante, Tony trova beneficio nelle sedute con l’analista e il suo studio diventa ben presto una sorta di confessionale, dove può essere realmente se stesso senza problematiche di sorta e trovando sollievo per i suoi attacchi di panico. Tony Soprano si definisce un pagliaccio triste, una sorta di re che deve costantemente guardarsi le spalle anche da chi dovrebbe volergli bene.

Tony Soprano con la dottoressa Jennifer Melfi, uno dei personaggi chiave dell’intera serie

David Chase con I Soprano ha completamente scardinato i confini di ciò che si poteva descrivere e vedere in televisione, facendo cadere quei tabù che, fino ad allora, nessuno si era mai permesso di infrangere. Ha gettato le basi per far si che le serie tv potessero essere affascinanti tanto quanto i film, anni prima che attori che avevano ricoperto ruoli prettamente cinematografici riscoprissero il fascino del piccolo schermo. Ogni singolo personaggio della serie, da quelli principali a quelli secondari, hanno una caratterizzazione certosina, entrando così in empatia con lo spettatore grazie ad ogni suo tratto distintivo. James Gandolfini presta il volto a Tony Soprano, diventato uno dei migliori anti eroi del piccolo schermo, nonché uno dei ruoli che rimarranno attaccati all’attore italoamericano fino al giorno della sua morte avvenuta in Italia a causa di un attacco cardiaco. I Soprano ha introdotto anche innovazioni dal punto di vista delle riprese, come la macchina da presa che in alcune scene viene posta in basso per dar maggiore risalto alla carica narrativa dei singoli personaggi. Guardare I Soprano è come sfogliare le pagine di un bel romanzo, nel quale ci si immedesima subito e del quale, probabilmente, non si è davvero pronti ad arrivare alla fine. Una fine particolare, aperta, alla quale ogni appassionato di questo capolavoro della televisione può dare il suo intimo significato.

Hank Cignatta

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Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

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