I Saliva, la band che fa sbavare

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Fisso il soffitto della mia camera da letto alla disperata ricerca di una gentile brezza d’aria fresca che possa donarmi quel tanto che basta di ossigeno da permettermi di respirare e di rinfrescarmi. Sono un’orrenda maschera di sudore, orrendamente fuso tra le lenzuola che sono diventate il mio sudario. Ho la testa imballata, leggera, letteralmente volata in una sua dimensione. La nottata passata a bollire, chiedendo disperatamente al ventilatore di adempire al compito che la natura di rifiuta di fare. Le finestre della casa sono tutte spalancate, ma nulla. Non vi è modo di creare della dannatissima corrente. Guardo l’ora sul telefono. Le sette e mezza del mattino. Troppo presto per pensare e per incazzarmi con questa incasinata dimensione. Tra l’altro la batteria del mio telefono inizia a mostrare segni di cedimento mentre piombo nel terrore più totale per essermi ricordato di aver lasciato il caricabatterie da tutt’altra parte in cui mi trovo ora. Mi butto velocemente sotto la doccia, salto letteralmente dentro i vestiti e in un nano secondo sono dentro la rediviva Great Point Blue Shark, pronta a tornare a ruggire sulle stanca e svogliate strade di Nevrotic Town.

Il caldo, brutto cliente, vero Warren Zevon?

Tiro giù il finestrino nella speranza che un’ondata aria sia in grado di fare un serio elettroshock alle mie provate sinapsi. Cerco sul telefono una playlist in grado di svegliarmi in modo decente, finché la mia attenzione non cade su una band che conoscevo già ma non in modo approfondito: i Saliva. Le note di Click Click Boom, brano sul quale più volte mi sono scatenato in modo disarticolato, passano dal mio telefono alle casse dell’autoradio. Uno tsunami sonoro in grado di svegliare anche chi è trapassato da troppo tempo per poter avere voglia di tornare in un mondo incasinato e putrefatto come questo. Che tiro.

I Saliva in una foto di inizio carriera

I Saliva si formano nel 1996 in quel di Memphis, Tennessee, in un contesto storico-culturale che stava dando i natali al sotto genere del Nu- Metal, che da li a poco sarebbe letteralmente esploso fino ai primi anni Duemila. Scelgono questo nome atipico in quanto vogliono, con la loro musica, essere qualcosa di diverso rispetto a quello che circolava in quel periodo e che si era sentito finora. Un vero e proprio sputo in faccia a chi li ascolta, in grado di esaltare chi apprezza le loro sonorità e di inorridire chi ha altri gusti musicali o che, molto più semplicemente, di musica in senso più ampio non capisce un cazzo. Il loro primo omonimo album viene pubblicato nel 1997 e fin dalla prima traccia intitolata Beg (ovvero elemosinare) mettono ben in chiaro che sono arrivati per fare casino e che fanno dannatamente sul serio. Nel disco sono presenti tredici tracce e oltre a Beg particolare menzione meritano Suffocate e la tostissima 800, presente in una versione ancora più dark e cazzuta all’interno della colonna sonora del primo film della trasposizione cinematografica della saga videoludica di Resident Evil.

Il successo internazionale arriva nel 2001 con la pubblicazione dell’album Every Six Second, titolo che si fa alla leggenda metropolitana (o alla consolidata realtà) che vuole gli uomini pensare al sesso ogni sei secondi. Dal disco sono tratti i singoli Click Click Boom (brano tra i più famosi del gruppo e presente anche nella colonna sonora di Fast & Furious e dell’evento pay per view del 2001 di wrestling WWE No Mercy) e il video di Your Disease viene incluso come video apribile all’interno del videogioco SpyHunter. I Saliva sono un gruppo relativamente prolifico, con all’attivo undici album in studio all’attivo dai quali diverse canzoni sono state estrapolate per diventare parte della colonna sonora di diversi film ed eventi sportivi, in particolar modo quelli della WWE. Nel 2012 il futuro del gruppo sembrava incerto in quanto il frontman e cantante Josey Scott decide di lasciare la band per intraprendere una carriera da chitarrista. Al suo posto viene chiamato Bobby Amaru, che è rimasto in pianta stabile nella formazione fino all’anno scorso, data del ritorno di Scott nella band.

Il cantante dei Saliva Bobby Amaru dal 2012 al 2019, che ha lanciato la sua nuova band, i Misery Down

Sicuramente i Saliva faranno storcere il plastico naso dei presunti puristi del rock, buoni solo a guardare con il paraocchi l’erba ormai bruciata del loro orticello.Certo, questa è musica in grado di dare la carica, quella scossa di adrenalina che ti permette di uscire dall’intorpidimento di una vita sempre più grottesca. Musica che spacca, che sconquassa, roba da macellai. Roba da bava alla bocca, esattamente. E che liberazione.

Hank Cignatta

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About Author

Giornalista pubblicista, fondatore e direttore responsabile di Bad Literature Inc.

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